sabato 9 maggio 2015

"Quello che c'è tra noi" di Huntley Fitzpatrick (My life next door #1)

TRAMA: I Garrett sono l’esatto contrario dei Reed. Chiassosi, incasinati, espansivi. E non c’è giorno che, a insaputa di sua madre, Samantha Reed non passi a spiarli dal tetto di casa sua, desiderando di essere come loro... finché, in una calda sera d’estate, Jason Garrett scavalca la recinzione che separa le due proprietà e si arrampica sul pergolato per raggiungerla.Da quel momento tutto cambia e, prima ancora di rendersene conto, Sam inizia a trascorrere ogni momento libero con il paziente e dolce Jase, a cui piace fare tutto quello “che richiede tempo e attenzione”, come dedicarsi agli animali, riparare oggetti rotti e soprattutto... provare a far breccia nel cuore della sua diffidente vicina. Perché non c’è nulla di più appagante che riuscire a strappare un sorriso alla ragazza della porta accanto.

COSA NE PENSO 

Presumo che tutte voi abbiate letto “Ti aspettavo”, la trilogia “Il nostro segreto universo”, “Dieci piccoli respiri” o/e “Con te sarà diverso” e sicuramente le tematiche centrali non vi saranno passate sotto il naso: gli abusi, i maltrattamenti e la perdita di punti di riferimenti importanti. Bene, aggiungiamo un ulteriore tassello a questo puzzle. Aggiungiamo “Quello che c’è tra noi” della Fiztpatrick! Questo libro ha tanti temi centrali, soprattutto etici, ma non voglio discuterne adesso. Quello che mi preme di più dire è che qui non mi sono trovata di fronte ad un semplice NA: non viene descritto il semplice innamoramento tra un ragazzo e una ragazza, il sesso e il superamento di prove per salvaguardare il proprio amore. Quella che ho avuto tra le mani non è stata una semplice cotta estiva di un’ora, di un giorno o di un mese tra due innamorati, perché ciò che lega Samantha e Jason (detto Jase) è una storia d’amore in cui s’intrecciano tante altre storie e vite che, per di più, s’influenzeranno tra loro. Vedremo come tutti i personaggi “cresceranno” e trarranno una lezione di vita dagli errori commessi.  Vedremo, soprattutto,  che si tratta di un libro dove tutti sono protagonisti, dove proprio tutti andranno a contribuire a rendere questa storia una perla rara e non solo carta stampata. 

Partiamo da lei, la protagonista. Samantha è una ragazza di diciassette anni che ogni madre vorrebbe avere come figlia: studentessa modello e lavoratrice part-time durante la stagione estiva. Figlia minore della Senatrice Grace Reed, la ragazza colpisce l’attenzione della lettrice per il suo destino già segnato: sua madre è una donna ossessionata nel programmarle la vita istante per istante, invece di pensare ad occuparsi personalmente di lei, essere più presente nella sua esistenza. Invece no! La Senatrice pensa solo a fare la Senatrice, a concentrarsi sulla sua campagna elettorale e a farsi “infinocchiare” da Clay Tucker, il quale mira unicamente ad un’ascesa sociale. Non vi nascondo che, mentre scorrevo le pagine dedicate a questa Samantha “programmata”, in testa risuonava la canzone “Barbie Girl” degli Aqua, soprattutto la frase “Life in plastic it’s fantastic”. Comunque, questa non è la vera Samantha ovviamente. La vera Samantha è quella che, da dieci anni, sguscia dalla finestra di camera sua e va sul tetto a spiare i suoi vicini di casa: i Garrett. Ed è naturale che, osservandoli da così tanto tempo, abbia imparato a conoscere e a distinguere ognuno dei membri da alcuni piccoli dettagli. L’unico problema che impedisce a Samantha di familiarizzare con loro è sua madre. Ovviamente.


Grace Reed, Senatrice tutta d’un pezzo, ha proibito a Samantha ogni rapporto con quella gente in quanto chiassosa, disordinata nel lasciare centrifughe in giro, giocattoli ovunque, composta da figli selvaggi e difficili da gestire. Un’indisposizione, la sua, che ha radici profonde: a quanto pare l’uomo che l’abbandonata con due figlie a carico proveniva da una famiglia come quella dei Garrett, numerosa. Allora, a questo punto, mi sento il dovere di elogiare questa famiglia che mi ha fatto tanto pensare al film “Una scatenata dozzina”! I Garrett sono IMPOSSIBILI da odiare: anche se sono stravaganti, bizzarri, non si può negare che siano anche onesti, leali, disponibili. Ed è naturale che Samantha sia stata affascinata da loro soprattutto se si proviene da un nucleo familiare dove le persone sono concentrate su loro stesse, non tenendo in considerazione ciò che questo atteggiamento può provocare. Anche se ogni Garrett è diverso dall’altro, ciò non toglie che uniti formino uno squadrone unito e, ribadisco, leale. Ed è qui che l’autrice fa la magia, contrapponendo le due tipologie familiari, quella dei Reed e quella dei Garrett, in maniera delicata: infatti, quello che salta subito all’occhio è la “cooperazione emotiva” di questa numerosa famiglia! Un tipo di “cooperazione” che Samantha non può vantare di avere con sua madre. Tutto inizia quando, durante un ulteriore “appostamento”, Samantha conosce Jase Garrett che era salito sul suo pergolato facendo rimanere di sasso la ragazza che per poco non cadeva di sotto!


“Ehi, hai bisogno di essere salvata?”

E da lì inizia una strana conversazione che li porterà lontano .
Li porterà, pian piano, a intensificare la loro conoscenza. 

 Da lì partirà una piccola favola: Samantha entrerà a far parte di quella famiglia, all’inizio come babysitter e poi quasi come “un componente” stesso. Samantha si renderà conto subito di due cose importanti: questo nuovo calore familiare “fornitole” dai Garrett mineranno le sue certezze e, secondo, aveva sbagliato a idealizzare così tanto questa famiglia, perché non è “tutt’oro quello che luccica”. In che senso? Noi sappiamo che quella di Samantha è una vita facile… costruita, ma facile. Quella di Jase e della sua famiglia, invece, è arrancante ma solare. Quindi Samantha si renderà conto che, quello che la sua testolina aveva elaborato guardando i Garrett dalla finestra, era tutto un bluff: il loro non è un mondo magico/idilliaco, idoneo per una ragazza come lei con una vita buia in cerca di uno spiraglio di luce. Quella dei Garrett è una realtà complessa, è un qualcosa di intricato che però, nel bene e nel male, viene vissuta intensamente. Le due tipologie di vita non vengono inserite nel libro come motivi per i quali Sam e Jase non possono amarsi, perché qui la differenza di classe sociale non sarà motivo di ostacolo. I Garrett sono persone speciali e vi confesso che il mio cuore batte per uno di essi. Il mio cuore batte per il piccolo George di quattro anni! Per il piccolo genietto folle che andava in giro per casa vestito e considerava Sam la sua Sailor Moon.
  
 La porta si apre, ma non è Jase.


È George, che ora indossa i boxer ma non la maglietta. Si lascia cadere sul letto e mi guarda con aria compunta. «Lo sapevi che lo shuttle Challenger è esploso?» Annuisco. «Molti anni fa. Oggi le astronavi sono molto più sicure.» «Mi piacerebbe lavorare per il personale di terra della NASA, ma non sullo shuttle. Non voglio morire mai.»


Ho una gran voglia di abbracciarlo. «Neanch’io, George.»


«Jase vuole già sposarti?» Ricomincio a tossire.


«Ehm, no. No, George, ho solo diciassette anni.» Come se quello fosse l’unico motivo per cui non siamo fidanzati.


«Io ne ho così» dice George, mostrandomi quattro dita non proprio pulite. «Ma Jase ne ha diciassette e mezzo. Quindi potresti. E poi potreste vivere qui insieme. E avere tanti figli.»


Jase, ovviamente, rientra nella stanza proprio a metà di quella frase. «Fila via, George. Di là c’è Discovery Channel.» George esce dal a stanza camminando all’indietro, ma non prima di aver detto: «Il suo letto è molto comodo. E non ci fa mai la pipì». 


Poi ripenso alla piccola Patsy che sa dire solo due parole: “cacca” e “tetta”. Forse l’unica per la quale non simpatizzo è Tracy, perché la si vedeva sempre darsi da fare coi ragazzi, invece di badare ai suoi fratelli più piccoli… invece di fare la sorella maggiore insomma! Come, del resto, non ho apprezzato un’altra famiglia citata nel libro: i Mason. Nan Mason era la migliore amica di Sam e, ad un certo punto, l’abbandona.


“Non ti odio, ma siamo troppo diverse. È troppo faticoso esserti amica.”

Tim Mason, fratello di Nan ed ex amico di Sam, è un soggetto che combina solo guai e non vedo l’ora di leggere il secondo libro per vedere cosa accadrà tra lui e Tracy. Ma ora parliamo di lui, il protagonista. Jase Garrett è un ragazzo dal cuore d’oro e un animo nobile. È un tuttofare in grado di aggiustare le cose rotte. È un giovane uomo che preferisce dedicarsi a quelle cose che richiedono tempo e attenzione.

 
«Come hai fatto a diventare così bravo in tutto?» chiedo a Jase mentre si pulisce le mani su uno straccio preso dalla cassetta degli attrezzi.


    «In tutto» ripete lui pensieroso.


    «A riparare le cose…» Indico la moto e poi casa mia, per riferirmi all’aspirapolvere.


    «Sai, mio padre ha un negozio di ferramenta. Parto avvantaggiato.»


    «È anche il padre di Joel» gli faccio notare. «Ma sei tu quello che ripara la moto. E si prende cura di tutti quegli animali.»


    Gli occhi verdi di Jase incontrano i miei, le sue ciglia si abbassano. «Forse è perché mi piacciono le cose che richiedono tempo e attenzione. Valgono di più.» 

Ma la cosa di lui che mi ha sorpresa è stata quando ha confessato a Sam un suo piccolo segreto.


Ma tu guarda, entrambi si osservavano e si studiavano senza rendersene conto. Che carini! Jase pian piano capirà che Sam sta acquistando un ruolo importante nella sua vita.


E sboccerà un sentimento puro e innocente…  


… che li porterà ad essere più intimi.


Jase potrebbe sembrare un personaggio insignificante, ma non è così! Perché, in questo clima tranquillo, ecco che succede qualcosa di grave. Tutto potrebbe crollare. Tutto potrebbe andare a rotoli. Sarà tempo per Sam di rivalutare il tutto e decidere fra cosa è giusto e cosa non lo è. Sarà tempo per Sam di decidere a chi dare la sua  totale lealtà: ad una madre che non si è comportata come tale o alla sua “nuova famiglia”? Insomma, si prospetta un’ulteriore scossa nella vita della nostra Sam: racconterà a Jace la verità tradendo sua madre? Il precipitarsi improvviso degli eventi porteranno Sam di fronte ad una bizzarra situazione: quella di aver vinto e perso allo stesso tempo. Ma, per ironia della sorte, sarà proprio questa disdicevole situazione a permettere al Romeo e alla Giulietta moderni di conoscersi meglio. Sarà questa disdicevole situazione a unire persone incompatibili:

“Non voglio parlare con te, Tim. Non sono affari tuoi.”


“Col cavolo. Lui è amico mio. Sei stata tu a farlo entrare nella mia vita. Ha migliorato le cose. Non ho nessuna intenzione di starti a guardare mentre lo fai soffrire, quando ha già tanti problemi.”

Capite ora cosa intendevo dire col fatto che tutti i personaggi sono protagonisti e che sarebbero “cresciuti”? Tim è fra questi: aveva perso la retta via e ora sembrerebbe che la stia ritrovando. I Garrett sono un ottimo medicinale XD.

Forse sarebbe ora di concludere la recensione o vi dirò qual è stato l’evento traumatico che ha dato una scossa violenta al libro! All’inizio vi ho detto che nel libro ci sono elementi etici che portano a riflettere: indirettamente alcuni li abbiamo visti, ora ci rimane solo da esaminare il contrasto interiore di Sam. La ragazza, al principio, era incapace di distinguere tra quello che credeva di essere e quello che doveva essere per poi andare a cozzare con quello che voleva diventare (se ci pensate un attimo, Sam fa la stessa cosa che fa un serpente: abbandona la sua “pelle vecchia” per una “nuova”). Una ragazza che si è ritrovata coinvolta per di più in un trasporto emotivo derivante dal suo primo amore: della serie, “mettiamo altra carne sul fuoco”. Ma una ragazza come Sam, che all’inizio sei portata ad odiare, perché sta lì e non sa dire mai un NO alla madre, successivamente sei portata a capirla: è facile giustificare ogni sua difficoltà forse perché ognuna di noi, nel suo piccolo, c’è passata.

VOTO: 4 STELLE e 1/2

"Pierced" di Sydney Landon [Lucian&Lia #1]

 
Ok, ora statemi bene a sentire.
Se avete in casa vodka pura e un estintore, tirateli fuori… perché la situazione qui è tragica. Tranquille, ci sono i momenti soft, hot e carini… ma per il resto, è un disastro emotivo/psicologico su tutti i fronti e da entrambe le parti. 

La trilogia, di cui “Pierced” è il primo libro (è un inedito), trae il suo nome dalla coppia che n’è la protagonista: “Lucian&Lia”. I due sono personaggi tanto complessi e mal assortiti quanto indispensabili reciprocamente per sopravvivere. Si, sopravvivere… perché, la storia che vi sto per raccontare, è una di quelle dove il passato di entrambi potrebbe schiacciarli definitivamente. E siamo solo al primo libro, non voglio pensare cosa potrebbe succedere a seguire.Andiamo al sodo? Cominciamo dal protagonista? Vi presento Lucian Quinn.
 
 
Lucian è un uomo dal passato difficile: persi i genitori in un incidente stradale a soli 5 anni, venne affidato a sua zia Fae. Lui non sarà un bambino come gli altri, non leggerà i fumetti, bensì giornali importanti come il Business Week e il Wall Street Journal. A 21 anni ereditò i beni familiari e acquistò un’azienda di software in fallimento, da cui nacque successivamente la Quinn Software. Giunto all’età di 29 anni (è questa l’età che ha nel libro) è consapevole del ruolo raggiunto nella società, un’importanza che attira le donne come il miele con le api. Infatti, nel suo raggio di azione, sono entrate Monique e Laurie: ognuna di loro, però, verrà “allontanata” per un motivo diverso. Lui non vuole legami stabili, perché già una donna lo ha “ucciso”. Una donna che appartiene al suo passato. Un passato che condivide con il suo amico d’infanzia e di lavoro Aidan Spencer: infatti, quando entrambi erano adolescenti, nel loro quartiere arrivò Cassie… una ragazzetta asociale, ma che aveva occhi solo per Lucian, non dando speranze ad un Aidan che si struggeva per lei. Questo trio “crebbe” insieme, a tal punto che Lucian cedette e fece coppia con Cassie. Ma in una notte cambiò tutto. In una dannatissima notte tre vite vennero spezzate, ognuna in modo diverso.
 
Ma torniamo a noi. Ora la vita di Lucian sta per avere una svolta. Una svolta che lo porterà a mettersi in discussione. Galeotta una cena, lui non ha un’accompagnatrice con cui andare. Aidan gli offre una soluzione particolare: contattare il Date Night, un servizio che mette a disposizione ragazze che svolgono proprio questo ruolo. Vi tolgo subito un dubbio: finito il “lavoro”, finito “l’accordo”, per cui niente sesso post-serata. Dopo un momento di titubanza, Lucian accetta il suggerimento. Ed è attraverso il Date Night che lui conosce Lia Adams. Tirate fuori la vodka, signore… sto ora per descrivervi il passato di lei.

Lia è un personaggio bellissimo: forte e debole, calda e fredda, pura e sporca. Lei non ha mai conosciuto suo padre e sua madre è una donna la picchiava e le dava cinghiate quando la pazzia raggiungeva livelli estremi. Ad un certo punto, tutto si complica quando nella vita di sua madre entra Jim. Chi è Jim? Un porco! Un maledetto porco che ha abusato di Lia per tre anni (all’epoca lei aveva 15 anni)! Un porco che non sa tenere a bada le mani! Il suo “sporco gioco” era iniziato con delle carezze casuali per poi diventare “carezze” di altro genere: Jim, ogni notte, le faceva visita in camera da letto e prendeva da lei “qualcosa in più” delle semplici toccatine giornaliere. È agghiacciante. Vi tolgo subito un altro dubbio: stranamente non è stata stuprata, perché Lia era sì una ragazza debole, una ragazza che non poteva contare sull’aiuto materno (infatti, la madre sapeva, ma faceva finta di niente), ma non stupida. Venendo a conoscenza che al porco facevano schifo le persone grasse, non le restò altro che mangiare: ingurgitò tutto il cibo che poté, fino a mettere su 15 kg. Fu allora che il verme non la toccò più, niente visite notturne, ma semplici insulti. Ma, se da una parte la situazione a casa sembrò risolversi, a scuola la situazione peggiorò: la sua trasformazione fisica ebbe gravi ripercussioni su di essa, diventando così oggetto di scherno. Abusi e bullismo, che bello schifo. Ma la situazione migliorò a 18 anni, quando Lia ricevette la lettera d’ammissione all’Università di St. Claire: una gioia che non venne condivisa dalla madre, la quale la cacciò di casa. Però, un fatto orrendo successe durante l’ultima notte che lei trascorse a casa. Una notte che le cambierà la vita.



Accusata di aver lasciato in giro il ferro da stiro acceso con lo scopo di ferirlo e vendicarsi dei torti subiti, Lia venne assalita da Jim che la punì mettendo la piastra rovente del ferro  tra le scapole, marchiandola a vita. Un marchio che le resterà  impresso non solo sulla pelle, ma anche nel cuore e nella mente. E così Lia scappò. Scappò da quell’inferno. E fù così che conobbe Debra, una donna che l’aiutò fino a quando lei non andò all’università. Ma i soldi della borsa di studio non bastarono a Lia. Ecco perché accettò l’offerta di Megan, sua ex coinquilina, di lavorare per il Date Night. Soprattutto ora che è all’ultimo anno (ergo, lei ha 21 anni nel libro).
 
Ma torniamo a noi. L’impatto con Lucian è devastante, perché lui è bello, forte, capace di farti raggiungere l’orgasmo col solo semplice sguardo! Vi do un consiglio: tenete a portata di mano l’estintore, vi servirà! Durante questa festa, Lia “conosce” Monique e non sarà l’unico l’incontro tra le due; ma qualcosa, quella sera, scatta tra i due.
 

 

Lucian dice a Lia di lasciare il suo “lavoro”. Lei ovviamente non accetta, ma non conosce le “armi” di lui.
 
"Ti voglio, e ottengo sempre quello che voglio.”

 
Lucian farà di tutto per averla, non mollerà l’osso tanto facilmente.
 
"Oh, Lia, mai sfidare un uomo come me. Te lo prometto; farai tutto quello che voglio che tu faccia e chiederai di più. Ci vediamo presto. "

 
E ogni promessa è debito. Lucian, spacciandosi per Aidan, la “prenota” per una sera in onore del suo team che ha raggiunto ottimi risultati. Una serata dove volano scintille.

Quando la sua lingua entra nella mia bocca, mi sono persa. Non c'è nulla che io non gli avrei dato in questo momento solo per continuare a sentirmi in questo modo. Io giro la gamba che ha inserito tra la mia e sento la tensione che sta iniziando a montare dentro di me. Quando le sue labbra si muovono sul mio collo, io sospiro il suo nome, completamente coinvolta in tutte le sue cose. "Luc ... ohhh." Sembra realizzare dal suono della mia voce che io sono vicina a venire. A questo punto, non ho neanche bisogno del suo cazzo dentro di me per trovare il Paradiso. Quando comincia ad allontanarsi, mi lamento, necessito di lui per alleviare il dolore nel mio corpo.

"Shhh ... baby, va bene," sussurra mentre continua a mettere distanza tra noi. Lì mi trovo in silenzio, come aggiusta il mio vestito e capelli. "Questo è un luogo pubblico, Lia, ma vorrei scoparti qui e ora, se tu avessi fatto come ho chiesto. "

Ma se lui è testardo, neanche lei è da meno! Lia è una ragazza che non ama farsi aiutare, perché vuole cavarsela da sola: lei non è “figlia di un pezzo grosso”, lei deve lavorare per vivere.
 
"Sei così bravo a letto che dovrei rinunciare a tutto quello che ho, tutto quello che sono, solo per rotolare con te?" 
 
Lui si scusa, ma... secondo voi ha mollato la presa su di lei? Macché! Anzi, la prenota per cena la sera dopo! E, durante la cena, lui la stuzzica... con una mano che "vaga" sotto il tavolo!! Che bastardo!!
 
 Invisibile, egli pigramente rimuove la sua mano dalle mie mutandine e prende il bicchiere di vino che gli veniva offerto. Sono quasi morta di orrore quando corre con il dito che ha appena tolto dal mio sesso contro il bordo del bicchiere prima di prendere il drink. Egli lecca le labbra in segno di apprezzamento. "E' perfetto, Jeffrey, un’ annata squisita."
 
Che sommelier che sei, Lucian!!Ma ormai, la frittata è fatta. 

"Buonanotte, Lia.

Non pensare nemmeno di toccarti.

Questo è il mio lavoro adesso. "

 
Come suo è stato il compito di decidere per lei, a sua insaputa: farla licenziare dal Date Night. E lei, secondo voi, come l'ha potuta prendere tale notizia? Dopo che la sua coinquilina Rose le urla in faccia di non averla avvertita di questa scelta, Lia fa 2+2 e s’incavola. Lia è una bestia e … sapete cosa fa? Va dritta da lui in ufficio! Vi lascio immaginare la guerra verbale che Lia inizia, ma che Lucian non fa perché …è… “in difficoltà”! Ebbene si, perché mentre Lia sfogava la sua rabbia, lui era eccitato a causa di quei pantaloncini che lei non si è tolta prima di uscire di casa. Ma si potrà? Ma Lucian!! XD Volete sapere come finisce la questione?
 
 Sono passata dal voler fare sesso con lui 
a lavare la sua biancheria intima.

Lia sarà la sua governante! Ragazze, ma che vi devo dire? Io non so se ridere o piangere! Perché? Perché quella stessa sera Lucian va da lei col desiderio di “farla urlare”. Si, fanno sesso… un sesso con l’amaro in bocca…
Io traccio il mio dito verso il basso, il tatuaggio sul petto, e poi noto qualcosa che non è stato visibile prima. Una cicatrice corre per tutta la lunghezza del suo collo, proprio sotto il pomo d'Adamo.
 … col doppio amaro in bocca!
 Lucian è sulla schiena, il suo corpo si sta torcendo come in agonia. Le sue mani sono in possesso del  suo collo e suoni affannosi fuggono dalla sua gola.
Si, ragazze… Lucian, a causa di quel passato che l’ha segnato e di cui l’autrice del libro ci offre un resoconto a tratti e discontinuo per cui noi lettrici scopriamo cosa ha portato l’evento che coinvolse quei tre ma non sappiamo da cosa è stato scaturito, ha degli incubi e per questo scappa dall’appartamento di lei. Il mattino seguente Lia si presenta a casa di Lucian per iniziare il lavoro, ma i due fanno sesso, anche in doccia: errore, gravissimo errore. 

"Lia ... baby, come hai fatto ad avere questo?"
"Si tratta di un ferro da stiro; almeno, lo era”
“Chi?”
“Il mio patrigno”
“Cazzo!”
 
E già, Lucian vede il suo marchio e rimane sconvolto, ma non schifato. Non è schifato come il suo ultimo fidanzato che le ha dato del mostro. Ma i guai per Lia sono solo agli inizia. Le arriva una lettera di convocazione in tribunale: sua madre ha citato in giudizio Jim per abusi e Lia dovrebbe confermare i fatti. Ma dovrebbe anche raccontare la sua storia. PUBBLICAMENTE. L’inferno sta tornando nella sua vita e lei ha paura. Lucian le mette ha disposizione il suo avvocato, Max. Quella sera, Lia si rifiuta di uscire a cena fuori per rimanere a casa di lui e confidarsi delle cose. Peccato che Lia parli del suo ex, mentre lui non voglia affrontare la questione della sua cicatrice: dopo averla informata che sarebbe stato via per lavoro, la butta fuori di casa. Che str**zo! Dopo una settimana, torna con l’influenza e Lia si prende cura di lui e assiste ad un altro suo incubo. Dopo esser guarito lui, si ammala lei ed è lui stavolta ad occuparsi di lei, non facendola stare nel suo appartamento ma portandola a casa sua. Anche in questa occasione, si scambiano delle confidenze: lei gli racconta, in linea generale, del patrigno. Pian piano Lucian si renderà conto che Lia rappresenta “qualcosa di più”, è la luce nel suo mondo oscuro: il suo miracolo.
 

Anche Lia è “partita per la tangente”, anche lei vorrebbe “un di più”, ma la paura di venir lasciata come è successo a Monique la frena. Ma quando lui ha un altro dei suoi incubi, il peggiore rispetto agli altri, la situazione precipita: lui, non ancora “sveglio”, la scaglia via facendole sbattere la testa al tavolino. Tornato in sé, Lucian è sconvolto per quello che ha fatto e va a dormire sul divano.

 
Respirare, per lui, significa allontanarsi da lei per non farle del male. Un allontanamento che non voluto, ma costretto. Ma dopo otto giorni torna e le propone un diversivo: andare in piscina a casa sua. Casa sua? Si, per l’esattezza, casa dei suoi genitori. Per l’esattezza, nel suo mondo dove nessun’altra donna è mai entrata. Lì Lia conosce Fae e vede le foto di Lucian da piccolo. Le foto che lo ritraggono con Aidan. Le foto che ritraggono Lucian e Aidan con … Cassie. Lia cerca di indagare, mentre lui è assente, ma Fae non si sbilancia: diciamo che non vuole gestire questa “patata bollente”. Ma quando lui torna e Fae va a lavoro, ecco che viene descritta la cena di sesso più hot del libro. Sesso in piscina. Estintori che sono volati XD. Peccato che la felicità ha le ore contate, quindi riprendete la vodka e tenetela fino alla fine. Arriva il giorno dell’udienza, un giorno che Lucian voleva evitare e che Max aveva trovato anche come fare: una deposizione in video correlata di foto del marchio.

Da quando entrò nella mia vita dopo la scomparsa per giorni, le cose sono andate diversamente tra noi ... meglio. Ho trascorso ogni notte nel suo appartamento. Egli continua a spingere i miei limiti, sia nel che fuori dal letto, e mi piace. 
 
E, secondo voi, Lia ha potuto evitare di testimoniare? No. Quindi immaginate la scena: lei, con Lucian e Max, che entra nella sala, che ha subito un piccolo battibecco con la madre che l’accusa di non essersi degnata di farle sapere dove stava (signora, ma si droga? L’ha cacciata!!), Jim che la guarda in modo lascivo (starai scherzando? Ma non ti vergogni!?!) e l’ansia che aumenta. La prima a deporre è proprio Lia che racconta TUTTO quello che ha subìto (immaginate Lucian quando capta le cose che lei le ha omesso… immaginate Max che fa fatica a trattenerlo sulla sedia perché, se lo lasciasse, partirebbe a razzo e ucciderebbe il porco); immaginate una madre che, durante la deposizione, si prende gioco della serietà dell’udienza e delle persone coinvolte per farsi beffa di una figlia che sarebbe viziata; e, infine, immaginate Jim, il porco, che se la ride. Dannazione, le cose non sono andate come speravano: il caso è stato archiviato e Jim, da li a pochi giorni, rilasciato. Ma vi rendete conto? Un gioco. Per quei due è un gioco ferirla. Ma, secondo voi, i guai sono finiti? Ma che ve lo chiedo a fare, sapete che non lo sono. Lucian sa che ora il punto fondamentale è proteggere Lia, perché Jim potrebbe vendicarsi per aver testimoniato contro.
 
 
A “complicare il complicato” va detto dell’altro. Il giorno dopo Lucian apprende che Aidan non è a lavoro: lo chiama ma niente. Ricompare dopo alcune ore al telefono...
 
“Quando me ne stavo andando, ho baciato la guancia e le dissi che l’avrei rivista presto. Quando mi sono tirato indietro e ho cominciato a raddrizzarmi, lei ... merda, Luc, ha toccato la mia faccia e ha detto: 'Ciao, Spence.' "

Cassie? Aidan era con Cassie? Dov’è Cassie!?! Il mistero che avvolge questa donna aleggia. Bah.A complicare il tutto è Max che informa Lucian di aver trovare il vero padre di Lia e che Jim è fuori di prigione. Male. Male, male male e qui ci vuole doppia vodka. Vi chiederete dove sia Lia nel frattempo. Lei è all’università per dei test di verifica. La sua giornata sarebbe dovuta finire alle 15.

Sarebbe dovuta finire.

Perché la stupida, disobbedendo all’ordine di Lucian di fare università/casa, va nel suo appartamento a cambiarsi dopo che si era sporcata. Nel frattempo Lucian guarda l’orologio e vede che sono le 15.10. Manda messaggi, fa chiamate. Niente. Lei non risponde. Chiama Sam, l’autista, ma non sa dove sia e la sta cercando. Lucian è preoccupato e incavolato nero allo stesso tempo. Perché Lia non gli risponde?  Perché Lia è stata assalita da qualcuno, ma questo nessuno lo sa. Le battute finali del libro è tutto un corri corri: Lucian va nel suo appartamento e Rose non sa niente, fino a quando qualcuno non emerge per dare il colpo di grazia…


"Ashley, cosa sta succedendo? Stai bene? "
La ragazza si ferma come se avesse visto un fantasma.
Lei ha il respiro pesante ed è in evidente difficoltà.
Guardo intorno, ancora cercando di capire la fonte della sua ansia, ma non vedo nulla di male.
"Rose, oh Dio, Rose ... La porta era bloccata, e io avevo bisogno delle mie mazze da golf."
Da questo momento, lei è affannata ed ogni parola è un boccheggio. "Lia ... Lia ...”
[…]
“Giù di lì ... Lia … Io e Mr. Leslie l’abbiamo trovata. Ho bisogno di andare per chiedere aiuto.
Lei non si muove! "

 
Ragazze, qua scatta la tripla vodka e fazzoletto. Lucian vede il corpo di Lia inerme, un corpo per terra… lui corre da lei…
 
Qualcosa di diverso e di sconosciuto scivola sul mio viso, e io sono scioccato nel rendermi  conto che sono lacrime. Mentre guardo giù al corpo rotto della mia bella ragazza, la paura che trafigge la mia anima è che sono condannato a perdere  tutti quelli che amo.  

E così si chiude il primo libro, con l’ansia. Con i muri di lui che s’incrinano e la speranza di lei che si offusca. Un primo libro fatto di sentimenti detti e non detti e che cozzano tra loro: “voglio, ma non posso” per lui, “voglio, ma non vorrà” per lei. Ora non mi resta che attendere l’inverno per sapere cosa accadrà a Lia, a questa ragazza scappata dal suo inferno per poi esservi di nuovo rigettata, e a Lucian… un Lucian che dovrà combattere su due fronti: passato e presente, per vedere cosa riserverà il futuro.

Posso fare qualche annotazione sull’autrice? Mi sono piaciuti i vocaboli che ha usato: per alcuni di essi ho lasciato il significato di base. Mi piace quando si esprime dicendo “corpo rotto”, perché non è solo una rottura fisica, ma anche e soprattutto una rottura psicologica… un “corpo” (carne + psiche) che deve essere riassestato. Poi volevo sottolineare come viene trattato, nel libro, il passato di Lucian: la tematica “Cassie” è affrontata in maniera disordinata. All’inizio stavo impazzendo per questo personaggio, perché avevo capito che fosse morto, solo alla fine invece ho scoperto che non lo è. È devo dire che questo “dire e non dire” in modo “zigghettato” su questa donna mi ha messo ansia. E sono sicura che questa donna tornerà e, se torna, sono cavoli neri.

VOTO: 4 STELLE e 1/2

"Il tuo meraviglioso silenzio" di Katja Millay


TRAMA: Le sue dita non possono più correre sul pianoforte, il suo mondo pieno di note è diventato muto. Nastya era una promessa della musica, prima. Prima che tutto precipitasse, prima che la vita perdesse ogni significato. Da 452 giorni Nastya ha smesso di parlare, e il suo unico desiderio è tenere nascosto il motivo del suo silenzio. La storia di Josh non è un segreto: ha perso tragicamente i suoi cari, e solo nel recinto impenetrabile che ha costruito intorno a sé si sente al riparo dalla compassione degli altri e libero di dedicarsi in solitudine all'unica cosa che lo tiene in vita: intagliare il legno. Quando sembra non esserci più luce né speranza, Nastya e Josh si trovano e le sensazioni sopite esplodono dal corpo e dal cuore. Due lontananze si incontrano, cercando l'una nell'altra la forza per superare il passato e rinascere davvero.

COSA NE PENSO

Adesso o mai più.
Adesso devo recensire questo libro e non aspettare oltre. Approfittare della quiete e della tempesta che aleggiano sul mio stato d’animo. Dare sfogo a tutto quello che sto provando in questo istante. Seguire il consiglio di Josh quando dice a Nastya di aprire la mano sinistra chiusa a pugno e liberarsi. DEVO LIBERARMI! 

Ed è quello che voglio fare, una specie di espurgazione o muoio. Perché ciò che mi sta vorticando nel cuore, nello stomaco, nell’anima, nel fegato e nella mente è un qualcosa di ingestibile. E mentre digito tali parole sulla tastiera del pc, spero che questo turbine di emozioni abbandoni il mio corpo, questo contrasto di “cose” che faccio fatica ad identificare, fluisca via… perché è un qualcosa che ti schiaccia a terra, lasciandoti senza fiato! Ed è un libro… e non un’esperienza reale che vivi sulla tua pelle o attraverso gli occhi di chi ti è vicino. Tutte le sensazioni che avrei dovuto provare durante la lettura, mi si sono accumulate inconsapevolmente alla fine, facendomi palpitare il cuore. Un cuore che, in questo istante, non è quel muscolo che studiamo a scuola, ma è diventato una pietra che mi sta soffocando e opprimendo nel petto! Una pietra che, però, batte… È una cosa struggente, che ti asfissia. Ma che allo stesso tempo ti libera. Quello che ho avuto tra le mani è una bomba ad orologeria. Un impatto potente, emotivamente parlando. Ecco perché amo ed odio questo libro, per quello che mi ha fatto provare e che faccio una fatica bestiale a descrivere. Mi ha riempita di belle e brutte percezioni per poi svuotarmi brutalmente nel finale, facendomi sentire come un guscio vuoto. Sono stata impassibile durante la lettura, proprio come i due protagonisti che esteriormente sembrano due persone disinteressate al mondo mentre interiormente hanno una realtà che non tendono a manifestare. 
Ho letto il finale tante e tante volte, ma per finale non intendo l’ultimo capitolo, ma l’ultima scena dove lui chiede a lei cosa ha visto quando è morta, dov’è stata: nei pochi secondi nei quali il cuore della protagonista ha smesso di battere, lei ha visto l’unica cosa che le avrebbe ridato un senso alla sua stessa vita. Un finale positivo, ma che ha sempre un’impronta amara che si trascinerà fino alla fine. Questa non è una storia adatta per i deboli di cuore. I due protagonisti sono lontani dagli stereotipi che siamo abituati a leggere. Lei, Nastya, non ha una doppia personalità, neanche una tripla: che la si chiami Nastya la bestia, che la si chiami Em, che la si chiami Emilia, che la si chiami Milly, che la si chiami Raggiodisole, è sempre lei. Lei e le sue sfaccettature causate da un evento che le ha cambiato il suo modo di vivere, di pensare, di agire e di comportarsi. Una circostanza che ha fatto molte vittime. Un avvenimento che ha spezzato un equilibrio familiare. Un fatto di cui lei vorrà vendicarsi per i danni subìti. Tutto quel marcio di cui è stata oggetto la porterà ad allontanarsi dal nucleo familiare per mandarla incontro al suo destino, alla sua redenzione, alla sua rinascita. Lei non parla, ma non perché ha dei problemi alle corde vocali, ma perché da quando ha ricordato quello che l’era successo, è come se qualcosa in lei si fosse spezzato.

E il protagonista? Come dimenticare quel piccolo grande uomo di Josh? Ha perso, uno dopo l’altro, i suoi cari. Quello che colpisce di lui è quando dice che crede in Dio, non ha mai smesso di farlo, eppure ritiene che Dio stesso lo odi perché ha rimosso dalla sua vita tutti i suoi cari, proprio come accade quando si gioca a scacchi: la scacchiera rappresenta la sua esistenza e i pedoni i suoi familiari.  Ora Josh non ha più lacrime da versare e, quando muore suo nonno, la cosa gli sembra talmente naturale/scontata che non si stupisce. È una situazione psicologica, quella dei protagonisti, che ti mette a dura prova. E non mi aspettavo il “botto” finale nel quale riunisci tutti i tasselli e passi dalla fase “ma che diavolo sta succedendo” a “la Millay mi ha sbattuto in faccia una realtà distruttiva”. Perché, mentre Josh credeva di aver perso tutto, ecco che si rende conto che non è pronto minimamente a perdere lei, che nel frattempo era riuscita ad aprirsi un varco nella sua corazza rimanendo ella stessa coinvolta. Infatti il suo amico Drew è stato il primo a captare un cambiamento in Josh.

 
Così diversi ma simili: entrambi lupi solitari, ma mentre Josh è riuscito a crearsi una specie di barriera intorno a sé per estraniarsi dal mondo (una barriera che la stessa protagonista gli invidia), Nastya usa l’aspetto esteriore per allontanare tutti da sé e solo la madre di Drew capisce che è una maschera dietro la quale si nasconde una realtà più innocente. Una realtà che verrà fuori, perché il famoso “botto” finale di cui parlo assesterà un po’ la situazione. Riaprire vecchie ferite per trovare una pace momentaneamente relativa, aiuteranno Nastya e Josh a sopravvivere alla vita?



VOTO: 5 STELLE