sabato 9 maggio 2015

"Pierced" di Sydney Landon [Lucian&Lia #1]

 
Ok, ora statemi bene a sentire.
Se avete in casa vodka pura e un estintore, tirateli fuori… perché la situazione qui è tragica. Tranquille, ci sono i momenti soft, hot e carini… ma per il resto, è un disastro emotivo/psicologico su tutti i fronti e da entrambe le parti. 

La trilogia, di cui “Pierced” è il primo libro (è un inedito), trae il suo nome dalla coppia che n’è la protagonista: “Lucian&Lia”. I due sono personaggi tanto complessi e mal assortiti quanto indispensabili reciprocamente per sopravvivere. Si, sopravvivere… perché, la storia che vi sto per raccontare, è una di quelle dove il passato di entrambi potrebbe schiacciarli definitivamente. E siamo solo al primo libro, non voglio pensare cosa potrebbe succedere a seguire.Andiamo al sodo? Cominciamo dal protagonista? Vi presento Lucian Quinn.
 
 
Lucian è un uomo dal passato difficile: persi i genitori in un incidente stradale a soli 5 anni, venne affidato a sua zia Fae. Lui non sarà un bambino come gli altri, non leggerà i fumetti, bensì giornali importanti come il Business Week e il Wall Street Journal. A 21 anni ereditò i beni familiari e acquistò un’azienda di software in fallimento, da cui nacque successivamente la Quinn Software. Giunto all’età di 29 anni (è questa l’età che ha nel libro) è consapevole del ruolo raggiunto nella società, un’importanza che attira le donne come il miele con le api. Infatti, nel suo raggio di azione, sono entrate Monique e Laurie: ognuna di loro, però, verrà “allontanata” per un motivo diverso. Lui non vuole legami stabili, perché già una donna lo ha “ucciso”. Una donna che appartiene al suo passato. Un passato che condivide con il suo amico d’infanzia e di lavoro Aidan Spencer: infatti, quando entrambi erano adolescenti, nel loro quartiere arrivò Cassie… una ragazzetta asociale, ma che aveva occhi solo per Lucian, non dando speranze ad un Aidan che si struggeva per lei. Questo trio “crebbe” insieme, a tal punto che Lucian cedette e fece coppia con Cassie. Ma in una notte cambiò tutto. In una dannatissima notte tre vite vennero spezzate, ognuna in modo diverso.
 
Ma torniamo a noi. Ora la vita di Lucian sta per avere una svolta. Una svolta che lo porterà a mettersi in discussione. Galeotta una cena, lui non ha un’accompagnatrice con cui andare. Aidan gli offre una soluzione particolare: contattare il Date Night, un servizio che mette a disposizione ragazze che svolgono proprio questo ruolo. Vi tolgo subito un dubbio: finito il “lavoro”, finito “l’accordo”, per cui niente sesso post-serata. Dopo un momento di titubanza, Lucian accetta il suggerimento. Ed è attraverso il Date Night che lui conosce Lia Adams. Tirate fuori la vodka, signore… sto ora per descrivervi il passato di lei.

Lia è un personaggio bellissimo: forte e debole, calda e fredda, pura e sporca. Lei non ha mai conosciuto suo padre e sua madre è una donna la picchiava e le dava cinghiate quando la pazzia raggiungeva livelli estremi. Ad un certo punto, tutto si complica quando nella vita di sua madre entra Jim. Chi è Jim? Un porco! Un maledetto porco che ha abusato di Lia per tre anni (all’epoca lei aveva 15 anni)! Un porco che non sa tenere a bada le mani! Il suo “sporco gioco” era iniziato con delle carezze casuali per poi diventare “carezze” di altro genere: Jim, ogni notte, le faceva visita in camera da letto e prendeva da lei “qualcosa in più” delle semplici toccatine giornaliere. È agghiacciante. Vi tolgo subito un altro dubbio: stranamente non è stata stuprata, perché Lia era sì una ragazza debole, una ragazza che non poteva contare sull’aiuto materno (infatti, la madre sapeva, ma faceva finta di niente), ma non stupida. Venendo a conoscenza che al porco facevano schifo le persone grasse, non le restò altro che mangiare: ingurgitò tutto il cibo che poté, fino a mettere su 15 kg. Fu allora che il verme non la toccò più, niente visite notturne, ma semplici insulti. Ma, se da una parte la situazione a casa sembrò risolversi, a scuola la situazione peggiorò: la sua trasformazione fisica ebbe gravi ripercussioni su di essa, diventando così oggetto di scherno. Abusi e bullismo, che bello schifo. Ma la situazione migliorò a 18 anni, quando Lia ricevette la lettera d’ammissione all’Università di St. Claire: una gioia che non venne condivisa dalla madre, la quale la cacciò di casa. Però, un fatto orrendo successe durante l’ultima notte che lei trascorse a casa. Una notte che le cambierà la vita.



Accusata di aver lasciato in giro il ferro da stiro acceso con lo scopo di ferirlo e vendicarsi dei torti subiti, Lia venne assalita da Jim che la punì mettendo la piastra rovente del ferro  tra le scapole, marchiandola a vita. Un marchio che le resterà  impresso non solo sulla pelle, ma anche nel cuore e nella mente. E così Lia scappò. Scappò da quell’inferno. E fù così che conobbe Debra, una donna che l’aiutò fino a quando lei non andò all’università. Ma i soldi della borsa di studio non bastarono a Lia. Ecco perché accettò l’offerta di Megan, sua ex coinquilina, di lavorare per il Date Night. Soprattutto ora che è all’ultimo anno (ergo, lei ha 21 anni nel libro).
 
Ma torniamo a noi. L’impatto con Lucian è devastante, perché lui è bello, forte, capace di farti raggiungere l’orgasmo col solo semplice sguardo! Vi do un consiglio: tenete a portata di mano l’estintore, vi servirà! Durante questa festa, Lia “conosce” Monique e non sarà l’unico l’incontro tra le due; ma qualcosa, quella sera, scatta tra i due.
 

 

Lucian dice a Lia di lasciare il suo “lavoro”. Lei ovviamente non accetta, ma non conosce le “armi” di lui.
 
"Ti voglio, e ottengo sempre quello che voglio.”

 
Lucian farà di tutto per averla, non mollerà l’osso tanto facilmente.
 
"Oh, Lia, mai sfidare un uomo come me. Te lo prometto; farai tutto quello che voglio che tu faccia e chiederai di più. Ci vediamo presto. "

 
E ogni promessa è debito. Lucian, spacciandosi per Aidan, la “prenota” per una sera in onore del suo team che ha raggiunto ottimi risultati. Una serata dove volano scintille.

Quando la sua lingua entra nella mia bocca, mi sono persa. Non c'è nulla che io non gli avrei dato in questo momento solo per continuare a sentirmi in questo modo. Io giro la gamba che ha inserito tra la mia e sento la tensione che sta iniziando a montare dentro di me. Quando le sue labbra si muovono sul mio collo, io sospiro il suo nome, completamente coinvolta in tutte le sue cose. "Luc ... ohhh." Sembra realizzare dal suono della mia voce che io sono vicina a venire. A questo punto, non ho neanche bisogno del suo cazzo dentro di me per trovare il Paradiso. Quando comincia ad allontanarsi, mi lamento, necessito di lui per alleviare il dolore nel mio corpo.

"Shhh ... baby, va bene," sussurra mentre continua a mettere distanza tra noi. Lì mi trovo in silenzio, come aggiusta il mio vestito e capelli. "Questo è un luogo pubblico, Lia, ma vorrei scoparti qui e ora, se tu avessi fatto come ho chiesto. "

Ma se lui è testardo, neanche lei è da meno! Lia è una ragazza che non ama farsi aiutare, perché vuole cavarsela da sola: lei non è “figlia di un pezzo grosso”, lei deve lavorare per vivere.
 
"Sei così bravo a letto che dovrei rinunciare a tutto quello che ho, tutto quello che sono, solo per rotolare con te?" 
 
Lui si scusa, ma... secondo voi ha mollato la presa su di lei? Macché! Anzi, la prenota per cena la sera dopo! E, durante la cena, lui la stuzzica... con una mano che "vaga" sotto il tavolo!! Che bastardo!!
 
 Invisibile, egli pigramente rimuove la sua mano dalle mie mutandine e prende il bicchiere di vino che gli veniva offerto. Sono quasi morta di orrore quando corre con il dito che ha appena tolto dal mio sesso contro il bordo del bicchiere prima di prendere il drink. Egli lecca le labbra in segno di apprezzamento. "E' perfetto, Jeffrey, un’ annata squisita."
 
Che sommelier che sei, Lucian!!Ma ormai, la frittata è fatta. 

"Buonanotte, Lia.

Non pensare nemmeno di toccarti.

Questo è il mio lavoro adesso. "

 
Come suo è stato il compito di decidere per lei, a sua insaputa: farla licenziare dal Date Night. E lei, secondo voi, come l'ha potuta prendere tale notizia? Dopo che la sua coinquilina Rose le urla in faccia di non averla avvertita di questa scelta, Lia fa 2+2 e s’incavola. Lia è una bestia e … sapete cosa fa? Va dritta da lui in ufficio! Vi lascio immaginare la guerra verbale che Lia inizia, ma che Lucian non fa perché …è… “in difficoltà”! Ebbene si, perché mentre Lia sfogava la sua rabbia, lui era eccitato a causa di quei pantaloncini che lei non si è tolta prima di uscire di casa. Ma si potrà? Ma Lucian!! XD Volete sapere come finisce la questione?
 
 Sono passata dal voler fare sesso con lui 
a lavare la sua biancheria intima.

Lia sarà la sua governante! Ragazze, ma che vi devo dire? Io non so se ridere o piangere! Perché? Perché quella stessa sera Lucian va da lei col desiderio di “farla urlare”. Si, fanno sesso… un sesso con l’amaro in bocca…
Io traccio il mio dito verso il basso, il tatuaggio sul petto, e poi noto qualcosa che non è stato visibile prima. Una cicatrice corre per tutta la lunghezza del suo collo, proprio sotto il pomo d'Adamo.
 … col doppio amaro in bocca!
 Lucian è sulla schiena, il suo corpo si sta torcendo come in agonia. Le sue mani sono in possesso del  suo collo e suoni affannosi fuggono dalla sua gola.
Si, ragazze… Lucian, a causa di quel passato che l’ha segnato e di cui l’autrice del libro ci offre un resoconto a tratti e discontinuo per cui noi lettrici scopriamo cosa ha portato l’evento che coinvolse quei tre ma non sappiamo da cosa è stato scaturito, ha degli incubi e per questo scappa dall’appartamento di lei. Il mattino seguente Lia si presenta a casa di Lucian per iniziare il lavoro, ma i due fanno sesso, anche in doccia: errore, gravissimo errore. 

"Lia ... baby, come hai fatto ad avere questo?"
"Si tratta di un ferro da stiro; almeno, lo era”
“Chi?”
“Il mio patrigno”
“Cazzo!”
 
E già, Lucian vede il suo marchio e rimane sconvolto, ma non schifato. Non è schifato come il suo ultimo fidanzato che le ha dato del mostro. Ma i guai per Lia sono solo agli inizia. Le arriva una lettera di convocazione in tribunale: sua madre ha citato in giudizio Jim per abusi e Lia dovrebbe confermare i fatti. Ma dovrebbe anche raccontare la sua storia. PUBBLICAMENTE. L’inferno sta tornando nella sua vita e lei ha paura. Lucian le mette ha disposizione il suo avvocato, Max. Quella sera, Lia si rifiuta di uscire a cena fuori per rimanere a casa di lui e confidarsi delle cose. Peccato che Lia parli del suo ex, mentre lui non voglia affrontare la questione della sua cicatrice: dopo averla informata che sarebbe stato via per lavoro, la butta fuori di casa. Che str**zo! Dopo una settimana, torna con l’influenza e Lia si prende cura di lui e assiste ad un altro suo incubo. Dopo esser guarito lui, si ammala lei ed è lui stavolta ad occuparsi di lei, non facendola stare nel suo appartamento ma portandola a casa sua. Anche in questa occasione, si scambiano delle confidenze: lei gli racconta, in linea generale, del patrigno. Pian piano Lucian si renderà conto che Lia rappresenta “qualcosa di più”, è la luce nel suo mondo oscuro: il suo miracolo.
 

Anche Lia è “partita per la tangente”, anche lei vorrebbe “un di più”, ma la paura di venir lasciata come è successo a Monique la frena. Ma quando lui ha un altro dei suoi incubi, il peggiore rispetto agli altri, la situazione precipita: lui, non ancora “sveglio”, la scaglia via facendole sbattere la testa al tavolino. Tornato in sé, Lucian è sconvolto per quello che ha fatto e va a dormire sul divano.

 
Respirare, per lui, significa allontanarsi da lei per non farle del male. Un allontanamento che non voluto, ma costretto. Ma dopo otto giorni torna e le propone un diversivo: andare in piscina a casa sua. Casa sua? Si, per l’esattezza, casa dei suoi genitori. Per l’esattezza, nel suo mondo dove nessun’altra donna è mai entrata. Lì Lia conosce Fae e vede le foto di Lucian da piccolo. Le foto che lo ritraggono con Aidan. Le foto che ritraggono Lucian e Aidan con … Cassie. Lia cerca di indagare, mentre lui è assente, ma Fae non si sbilancia: diciamo che non vuole gestire questa “patata bollente”. Ma quando lui torna e Fae va a lavoro, ecco che viene descritta la cena di sesso più hot del libro. Sesso in piscina. Estintori che sono volati XD. Peccato che la felicità ha le ore contate, quindi riprendete la vodka e tenetela fino alla fine. Arriva il giorno dell’udienza, un giorno che Lucian voleva evitare e che Max aveva trovato anche come fare: una deposizione in video correlata di foto del marchio.

Da quando entrò nella mia vita dopo la scomparsa per giorni, le cose sono andate diversamente tra noi ... meglio. Ho trascorso ogni notte nel suo appartamento. Egli continua a spingere i miei limiti, sia nel che fuori dal letto, e mi piace. 
 
E, secondo voi, Lia ha potuto evitare di testimoniare? No. Quindi immaginate la scena: lei, con Lucian e Max, che entra nella sala, che ha subito un piccolo battibecco con la madre che l’accusa di non essersi degnata di farle sapere dove stava (signora, ma si droga? L’ha cacciata!!), Jim che la guarda in modo lascivo (starai scherzando? Ma non ti vergogni!?!) e l’ansia che aumenta. La prima a deporre è proprio Lia che racconta TUTTO quello che ha subìto (immaginate Lucian quando capta le cose che lei le ha omesso… immaginate Max che fa fatica a trattenerlo sulla sedia perché, se lo lasciasse, partirebbe a razzo e ucciderebbe il porco); immaginate una madre che, durante la deposizione, si prende gioco della serietà dell’udienza e delle persone coinvolte per farsi beffa di una figlia che sarebbe viziata; e, infine, immaginate Jim, il porco, che se la ride. Dannazione, le cose non sono andate come speravano: il caso è stato archiviato e Jim, da li a pochi giorni, rilasciato. Ma vi rendete conto? Un gioco. Per quei due è un gioco ferirla. Ma, secondo voi, i guai sono finiti? Ma che ve lo chiedo a fare, sapete che non lo sono. Lucian sa che ora il punto fondamentale è proteggere Lia, perché Jim potrebbe vendicarsi per aver testimoniato contro.
 
 
A “complicare il complicato” va detto dell’altro. Il giorno dopo Lucian apprende che Aidan non è a lavoro: lo chiama ma niente. Ricompare dopo alcune ore al telefono...
 
“Quando me ne stavo andando, ho baciato la guancia e le dissi che l’avrei rivista presto. Quando mi sono tirato indietro e ho cominciato a raddrizzarmi, lei ... merda, Luc, ha toccato la mia faccia e ha detto: 'Ciao, Spence.' "

Cassie? Aidan era con Cassie? Dov’è Cassie!?! Il mistero che avvolge questa donna aleggia. Bah.A complicare il tutto è Max che informa Lucian di aver trovare il vero padre di Lia e che Jim è fuori di prigione. Male. Male, male male e qui ci vuole doppia vodka. Vi chiederete dove sia Lia nel frattempo. Lei è all’università per dei test di verifica. La sua giornata sarebbe dovuta finire alle 15.

Sarebbe dovuta finire.

Perché la stupida, disobbedendo all’ordine di Lucian di fare università/casa, va nel suo appartamento a cambiarsi dopo che si era sporcata. Nel frattempo Lucian guarda l’orologio e vede che sono le 15.10. Manda messaggi, fa chiamate. Niente. Lei non risponde. Chiama Sam, l’autista, ma non sa dove sia e la sta cercando. Lucian è preoccupato e incavolato nero allo stesso tempo. Perché Lia non gli risponde?  Perché Lia è stata assalita da qualcuno, ma questo nessuno lo sa. Le battute finali del libro è tutto un corri corri: Lucian va nel suo appartamento e Rose non sa niente, fino a quando qualcuno non emerge per dare il colpo di grazia…


"Ashley, cosa sta succedendo? Stai bene? "
La ragazza si ferma come se avesse visto un fantasma.
Lei ha il respiro pesante ed è in evidente difficoltà.
Guardo intorno, ancora cercando di capire la fonte della sua ansia, ma non vedo nulla di male.
"Rose, oh Dio, Rose ... La porta era bloccata, e io avevo bisogno delle mie mazze da golf."
Da questo momento, lei è affannata ed ogni parola è un boccheggio. "Lia ... Lia ...”
[…]
“Giù di lì ... Lia … Io e Mr. Leslie l’abbiamo trovata. Ho bisogno di andare per chiedere aiuto.
Lei non si muove! "

 
Ragazze, qua scatta la tripla vodka e fazzoletto. Lucian vede il corpo di Lia inerme, un corpo per terra… lui corre da lei…
 
Qualcosa di diverso e di sconosciuto scivola sul mio viso, e io sono scioccato nel rendermi  conto che sono lacrime. Mentre guardo giù al corpo rotto della mia bella ragazza, la paura che trafigge la mia anima è che sono condannato a perdere  tutti quelli che amo.  

E così si chiude il primo libro, con l’ansia. Con i muri di lui che s’incrinano e la speranza di lei che si offusca. Un primo libro fatto di sentimenti detti e non detti e che cozzano tra loro: “voglio, ma non posso” per lui, “voglio, ma non vorrà” per lei. Ora non mi resta che attendere l’inverno per sapere cosa accadrà a Lia, a questa ragazza scappata dal suo inferno per poi esservi di nuovo rigettata, e a Lucian… un Lucian che dovrà combattere su due fronti: passato e presente, per vedere cosa riserverà il futuro.

Posso fare qualche annotazione sull’autrice? Mi sono piaciuti i vocaboli che ha usato: per alcuni di essi ho lasciato il significato di base. Mi piace quando si esprime dicendo “corpo rotto”, perché non è solo una rottura fisica, ma anche e soprattutto una rottura psicologica… un “corpo” (carne + psiche) che deve essere riassestato. Poi volevo sottolineare come viene trattato, nel libro, il passato di Lucian: la tematica “Cassie” è affrontata in maniera disordinata. All’inizio stavo impazzendo per questo personaggio, perché avevo capito che fosse morto, solo alla fine invece ho scoperto che non lo è. È devo dire che questo “dire e non dire” in modo “zigghettato” su questa donna mi ha messo ansia. E sono sicura che questa donna tornerà e, se torna, sono cavoli neri.

VOTO: 4 STELLE e 1/2

"Il tuo meraviglioso silenzio" di Katja Millay


TRAMA: Le sue dita non possono più correre sul pianoforte, il suo mondo pieno di note è diventato muto. Nastya era una promessa della musica, prima. Prima che tutto precipitasse, prima che la vita perdesse ogni significato. Da 452 giorni Nastya ha smesso di parlare, e il suo unico desiderio è tenere nascosto il motivo del suo silenzio. La storia di Josh non è un segreto: ha perso tragicamente i suoi cari, e solo nel recinto impenetrabile che ha costruito intorno a sé si sente al riparo dalla compassione degli altri e libero di dedicarsi in solitudine all'unica cosa che lo tiene in vita: intagliare il legno. Quando sembra non esserci più luce né speranza, Nastya e Josh si trovano e le sensazioni sopite esplodono dal corpo e dal cuore. Due lontananze si incontrano, cercando l'una nell'altra la forza per superare il passato e rinascere davvero.

COSA NE PENSO

Adesso o mai più.
Adesso devo recensire questo libro e non aspettare oltre. Approfittare della quiete e della tempesta che aleggiano sul mio stato d’animo. Dare sfogo a tutto quello che sto provando in questo istante. Seguire il consiglio di Josh quando dice a Nastya di aprire la mano sinistra chiusa a pugno e liberarsi. DEVO LIBERARMI! 

Ed è quello che voglio fare, una specie di espurgazione o muoio. Perché ciò che mi sta vorticando nel cuore, nello stomaco, nell’anima, nel fegato e nella mente è un qualcosa di ingestibile. E mentre digito tali parole sulla tastiera del pc, spero che questo turbine di emozioni abbandoni il mio corpo, questo contrasto di “cose” che faccio fatica ad identificare, fluisca via… perché è un qualcosa che ti schiaccia a terra, lasciandoti senza fiato! Ed è un libro… e non un’esperienza reale che vivi sulla tua pelle o attraverso gli occhi di chi ti è vicino. Tutte le sensazioni che avrei dovuto provare durante la lettura, mi si sono accumulate inconsapevolmente alla fine, facendomi palpitare il cuore. Un cuore che, in questo istante, non è quel muscolo che studiamo a scuola, ma è diventato una pietra che mi sta soffocando e opprimendo nel petto! Una pietra che, però, batte… È una cosa struggente, che ti asfissia. Ma che allo stesso tempo ti libera. Quello che ho avuto tra le mani è una bomba ad orologeria. Un impatto potente, emotivamente parlando. Ecco perché amo ed odio questo libro, per quello che mi ha fatto provare e che faccio una fatica bestiale a descrivere. Mi ha riempita di belle e brutte percezioni per poi svuotarmi brutalmente nel finale, facendomi sentire come un guscio vuoto. Sono stata impassibile durante la lettura, proprio come i due protagonisti che esteriormente sembrano due persone disinteressate al mondo mentre interiormente hanno una realtà che non tendono a manifestare. 
Ho letto il finale tante e tante volte, ma per finale non intendo l’ultimo capitolo, ma l’ultima scena dove lui chiede a lei cosa ha visto quando è morta, dov’è stata: nei pochi secondi nei quali il cuore della protagonista ha smesso di battere, lei ha visto l’unica cosa che le avrebbe ridato un senso alla sua stessa vita. Un finale positivo, ma che ha sempre un’impronta amara che si trascinerà fino alla fine. Questa non è una storia adatta per i deboli di cuore. I due protagonisti sono lontani dagli stereotipi che siamo abituati a leggere. Lei, Nastya, non ha una doppia personalità, neanche una tripla: che la si chiami Nastya la bestia, che la si chiami Em, che la si chiami Emilia, che la si chiami Milly, che la si chiami Raggiodisole, è sempre lei. Lei e le sue sfaccettature causate da un evento che le ha cambiato il suo modo di vivere, di pensare, di agire e di comportarsi. Una circostanza che ha fatto molte vittime. Un avvenimento che ha spezzato un equilibrio familiare. Un fatto di cui lei vorrà vendicarsi per i danni subìti. Tutto quel marcio di cui è stata oggetto la porterà ad allontanarsi dal nucleo familiare per mandarla incontro al suo destino, alla sua redenzione, alla sua rinascita. Lei non parla, ma non perché ha dei problemi alle corde vocali, ma perché da quando ha ricordato quello che l’era successo, è come se qualcosa in lei si fosse spezzato.

E il protagonista? Come dimenticare quel piccolo grande uomo di Josh? Ha perso, uno dopo l’altro, i suoi cari. Quello che colpisce di lui è quando dice che crede in Dio, non ha mai smesso di farlo, eppure ritiene che Dio stesso lo odi perché ha rimosso dalla sua vita tutti i suoi cari, proprio come accade quando si gioca a scacchi: la scacchiera rappresenta la sua esistenza e i pedoni i suoi familiari.  Ora Josh non ha più lacrime da versare e, quando muore suo nonno, la cosa gli sembra talmente naturale/scontata che non si stupisce. È una situazione psicologica, quella dei protagonisti, che ti mette a dura prova. E non mi aspettavo il “botto” finale nel quale riunisci tutti i tasselli e passi dalla fase “ma che diavolo sta succedendo” a “la Millay mi ha sbattuto in faccia una realtà distruttiva”. Perché, mentre Josh credeva di aver perso tutto, ecco che si rende conto che non è pronto minimamente a perdere lei, che nel frattempo era riuscita ad aprirsi un varco nella sua corazza rimanendo ella stessa coinvolta. Infatti il suo amico Drew è stato il primo a captare un cambiamento in Josh.

 
Così diversi ma simili: entrambi lupi solitari, ma mentre Josh è riuscito a crearsi una specie di barriera intorno a sé per estraniarsi dal mondo (una barriera che la stessa protagonista gli invidia), Nastya usa l’aspetto esteriore per allontanare tutti da sé e solo la madre di Drew capisce che è una maschera dietro la quale si nasconde una realtà più innocente. Una realtà che verrà fuori, perché il famoso “botto” finale di cui parlo assesterà un po’ la situazione. Riaprire vecchie ferite per trovare una pace momentaneamente relativa, aiuteranno Nastya e Josh a sopravvivere alla vita?



VOTO: 5 STELLE

"Un bacio sotto la neve" di Melissa Foster (Snow Sisters #1)


TRAMA: Danica Snow è sempre stata intelligente e dotata di grande senso pratico. Lavorando come terapeuta, si vanta di fare scelte ragionevoli e prudenti, per quanto a volte un po’ noiose. Fa anche parte, come volontaria, del programma “Big sister”, all’interno del quale le è stata affidata una ragazzina da seguire: ha quindi poco tempo per qualsiasi altra cosa.
Blake Carter ama giocare. Non si stanca mai di conquistare donne e con il suo aspetto sexy non ha problemi a trovarne sempre di nuove. Quando il suo amico e socio in affari muore improvvisamente in un tragico incidente, Blake, disperato, vuole cambiare vita. Il problema è che non sa come smettere di fare quello che gli riesce meglio. Quando arriva nello studio di Danica, l’attrazione tra loro è fatale, ma Danica non è tipo da cedere al piacere mettendo a rischio il proprio lavoro. Eppure il desiderio che prova la costringe a scoprire una parte di se stessa a cui ha sempre dato poco spazio, e la voglia di abbandonarsi a certi piaceri è fortissima. Ma in questo momento, con tutti gli impegni e le responsabilità che ha, si sente in trappola e non sa come fare a ignorare quella intensa tentazione…


COSA NE PENSO

Buongiorno fanciulle! Oggi vi parlo di “Un bacio sotto la neve”, 1° libro della trilogia “Snow Sisters” e della serie “Love in Bloom” di Melissa Foster. Come era accaduto per “Peccato d’Innocenza” della Torre, avevo scartato questa lettura, ma poi c’ho ripensato: chi sono io per non dare una possibilità ad una narrazione che non mi stuzzica al 100%?

Forse, però, era meglio se mi fossi fatta i fatti miei a questo giro! Proprio così, perché la storia che viene trattata si è persa nella selva oscura dantesca! Vi confesso che, al termine del racconto, la mia mente ha prodotto un’immagine senza senso per riassumere tutto quello che ho letto: avete presente un recinto pieno di tori? Bene, se lo aprite, che succede? Alcuni tori rimangono dentro, mentre altri esco e vanno a destra, a sinistra o dritto a loro. Ecco, questo giro di parole per dire che il libro si è smarrito. Ora vi spiego i miei dubbi, premettendo che qualcosa di buono c’è, ma non è stato “gestito” a dovere secondo il mio punto di vista. 

Partiamo da LEI.



Danica Snow è una psicologa di 29 anni. Al contrario di sua sorella Kaylie, è una ragazza casa e lavoro, lavoro e casa: niente movida! Mi è piaciuto come la Foster ci abbia fatto conoscere questo mondo della psicologia tramite personaggi secondari quali Belinda e Michelle (sono due pazienti di Danica: Michelle, a mio avviso, è quella personalità che ti rimane più impressa! Non tanto perché il 40% del libro è incentrato su cosa l’è capitato, ma fa proprio tenerezza). La sua vita “moscia” sta per avere una piccola scossetta grazie all’incontro con un uomo: forse “incontro” non è la parola adeguata! Stando in coda al bar, Danica riceve una bella gomitata sul naso dal tizio davanti a lei.

Il suo guardo avvelenato si bloccò sull’uomo che l’aveva colpita: l’esemplare di essere umano più bello che avesse mai visto.

Bel modo di iniziare una giornata se un uomo, oltre a farti male, ti aiuta e nel frattempo guarda una bionda. Per scusarsi, lui le offre un caffè, ma lei rifiuta, snobbandolo.

“Si, è un uomo molto gentile”. Il barista si chinò sopra il registratore di cassa. “Anche se è un dongiovanni”. 

Ok, ora conosciamo LUI. 

Blake Carter, insieme al suo migliore amico Dave, è il proprietario di un negozio di attrezzature sciistiche. Ha 34 anni ed è single, ovviamente. Definito “Il killer delle donne” dal suo stesso amico, Blake fa stragi di ormoni impazziti: è talmente bello che attira il gentil sesso con la conseguente sveltina! Ma, quello che è accaduto al bar con la sconosciuta già (DI GiÀ??) l’ha messo un po’ in crisi.

Aveva notato il dispiacere che le attraversava lo sguardo mentre il naso sanguinava, e Blake aveva avuto la sensazione che il cuore si sciogliesse. Da allora, quegli occhi delusi non gli erano più usciti dalla mente, e adesso faticava a guardare il resto del mondo. […] Era stata fredda e crudele, l’aveva snobbato e gli aveva fatto capire molto chiaramente di essere troppo in gamba per lui. […] Lui sapeva solo che per la prima volta da anni non provava attrazione per le donne che si contendevano con tanta furia la sua attenzione, e avvertiva una certa rabbia per esser stato appena rifiutato.

Però Blake non ha avuto una vita facile: è stato abbandonato da piccolo dalla madre, ragion per cui Dave gli dà il numero di una psicologa per risolvere questo problemino.Le cose, tuttavia, precipitano inaspettatamente. Andando una sera a sciare, Blake subisce una grave perdita: il suo amico, IL SUO MIGLIORE AMICO, muore. Il suo Dave non c’è più. E qui, inizia il calvario interiore del protagonista. E qui le mie critiche cominciano a farsi più pesanti. Allora, per prima cosa, manifestando il dolore di Blake, l’autrice ha reso pesante il racconto: la retrospezione di lui non si affrontava.

Blake non aveva nessuno ad aspettarlo a casa. Era solo un bip sullo scherma radar della vita ed era pronto a scommettere che, quando fosse morto, non ci sarebbero state molte persone a piangere per lui. Era un uomo egoista, pensò aveva vissuto sempre pensando solo a se stesso e ai suoi piaceri, senza mai guardarsi indietro per vedere il dolore che aveva causato agli altri.



Non è carino il messaggio che la Foster lascia trapelare: sembra quasi che sia necessario che muoia qualcuno di importante per renderti conto che sbagli il modo in cui conduci/gestisci la tua vita! Senza pensare che, quella stessa sera ma più tardi, Blake va ad un altro bar dove rincontra la sconosciuta che ha fatto breccia nel suo cuore con i suoi occhioni tristi ma con lo sguardo di una faina, ma dai! A questo va aggiunto che, ora (MA SUL SERIO??), anche lei è oggetto di sensazioni strane!


Danica fissò quel marcantonio d’uomo di Blake Carter, cercando di capire come facesse a toccarlo sempre nei punti dolenti, nonché nei punti più adatti a farle venire i crampi allo stomaco come a una qualsiasi adolescente innamorata.

Uscendo dal bar, Danica cade e si fa male alla caviglia: Blake la soccorre e le controlla se ci sono danni.

Aveva dimenticato quanto potesse farle bene al cuore il tocco di un uomo.

E le sta toccando solo il piede… no, non ci siamo proprio!

Rifiutando un passaggio a casa, Blake si trova solo a pensare all’amico morto (e ripartono le pippe mentali) e capisce che ha bisogno d’aiuto per affrontare la cosa. Ha bisogno di quel numero della psicologa. Dopo aver preso un appuntamento e aver avuto la piacevole sorpresa che sarà Danica a occuparsi di lui, iniziano le sue sedute spiritiche, OPS… volevo dire psicanalitiche!

Blake espirò forte e disse: ”D’accordo, si. Non ho altri amici. Ecco, va bene? L’ho detto. Non sono una persona con la quale gli altri escono volentieri. Sono uno con cui le donne vanno a letto e con cui gli uomini possono andare a farsi una birra ogni tanto, o andare a sciare. Mi considerano una specie di creatura magica perché posso andare a letto con tutte le donne che voglio”.




Ma quando la moglie del defunto Dave, Sally, confida a Blake il sospetto che suo marito avesse avuto una relazione extraconiugale… DIO SALVI IL RE, LA REGINA E I SUOI VALLETTI! Blake rincara la dose delle sue pippe mentali, sul fatto che forse non è stato un buon amico per lui, bla bla bla. Da uscirne fuori di testa!! Partecipando ad una festa prematrimoniale di una coppia di amici, Danica e Blake sono seduti vicini e il flusso di ormoni e feromoni si sprecavano. Lei, a fine cena, va via (SCAPPA NEANCHE CI FOSSE LA PESTE A QUEL TAVOLO) e lui la raggiunge (DA BRAVO STALKER CHE STA DIVENTANDO): ricomincia il terzo round delle pippe mentali, incentrate sul fatto che prima lui ignorava le cose negative, ora (ORA perché GLI è MORTO L’AMICO E VA DA UNA PSICOLOGA) ci riflette in una maniera che non avrebbe mai pensato, adesso (ADESSO CHE CI è SCAPPATO IL MORTO) ha smesso di ferire le persone e che, ciliegina sulla torta, quando capisce queste rivelazioni (RIVELAZIONI? LA MADONNA GLI HA PARLATO?) ha soltanto voglia di chiamarla! E ribadisce il concetto che lei è importante per lui con un bacio.

“Ho bisogno che tu sia la mia psicologa”. La baciò di nuovo. “Voglio che tu sia la mia ragazza”.

Venghino signori, venghino! Qui siamo alla sagra della pazzia!!! Dell’inverosimile! Ma, seconda ciliegina sulla torta, lei è confusa: lotta tra ciò che prova per Blake e l’etica professionale che le impedisce di non frequentare un paziente. Ma, udite udite, Blake non si arrende! Lui la vuole!

Poteva fare sesso con qualsiasi donna. Da Danica voleva di più.

Dopo un breve periodo di separazione, lui le dice che le manca parlare con lei: non gli mancano tanto i suoi consigli, quanto LEI e la invita a cena.

“Non so come siamo passati dal parlare della mia vita a”, Blake si chinò sul tavolo e sussurrò, “baciarci”. […] “Ma è successo, e non mi dispiace. So che dovrebbe, ma dal giorno in cui ti ho dato la gomitata al naso non sono riuscito a smettere di pensare a te”.

Forse perché il suo sangue ti ha macchiato la tua maglietta preferita, caro Blake???

Dopo la cena, fanno una passeggiata e comincia a nevicare (AAAA, ORA SI CAPISCE IL TITOLO DEL LIBRO).

Da un auto che passava arrivarono le note di State of Grace di Taylor Swift. 
“È vero”. «Ha ragione la canzone, sei il mio tallone d’Achille, Blake Carter» […] «”Non avevo previsto il tuo arrivo. Niente sarà più come prima”, è verissimo».

E si baciano sotto la neve, OVVIAMENTE. Ora, io come faccio a non ridere di fronte a queste dichiarazioni? Come posso ignorare il fatto che fanno sesso e lui, L’EX KILLER DELLE DONNE AMMOSCIATOSI A CAUSA DELLA MORTE DELL’AMICO, se ne esca con discorsi del tipo…

“Non voglio che diventi ciò che non è”.

Il cuore di Danica si agitò di nuovo. Trattenne il respiro.

“Non sei l’avventura di una notte. 
Ciò che stiamo vivendo è una cosa vera. 
Non è così anche per te? 
Prima di andare oltre, voglio saperlo”.

Danica lo attirò a sé. 
“Non sei affatto l’avventura di una notte”.

Lui appoggiò la fronte su quella di lei.

“Non sono capace di avere un’avventura di una notte”, ammise lei.

“E io non ne avrò mai più”. 
Blake la baciò con passione e le scivolò dentro.


E qui mi fermo, perché non ne posso più di queste cavolate, di questi amori nati come funghi grazie a gomitate e morti. Concludo dicendo che, la storia d’amore, è stata trattata pochissimo e male: l’80% del libro affronta i casi dei pazienti di Danica, i casini di sua sorella Kaylie, le pippe mentali di Blake e il segreto di Dave (SI, perché ALLA FINE DOVEVA ESSERCI UN SEGRETO CHE MOVIMENTASSE QUESTA SAGRA, NO?), mentre il 20% si occupa di questo “sentimento” tra i due protagonisti. È come se, verso la fine del libro, l’autrice si fosse resa conto che era uscita fuori strada e fosse rientrata nei binari dicendosi mi sono dimenticata che, nel frattempo, si sono innamorati. Il killer non è più sul mercato.

 VOTO: 2 STELLE

"Il mio sbaglio preferito" di Chelsea M.Cameron (My favorite mistake #1)


TRAMA: Fin dal primo incontro, Taylor Caldwell non sa se desidera baciare o prendere a pugni Hunter Zaccadelli, il suo nuovo coinquilino. Da una parte Hunter è un affascinante ragazzo dagli occhi blu, irresistibile e pieno di charme. Dall'altra è il tipico bad boy, con la chitarra sempre in mano e il corpo coperto di tatuaggi. Forse è per questo motivo che Taylor ha paura di innamorarsi di lui, non vuole restare scottata e quindi è necessario che Hunter se ne vada... prima che sia troppo tardi. Anche Hunter ha avuto le sue delusioni e i suoi dolori nel passato, ma Taylor ha una risata così sexy e inoltre non gliene fa passare una liscia! Insomma non può darsi per vinto facilmente e le propone una scommessa: se lei riuscirà a convincerlo che lo odia o lo ama sul serio, lui se ne andrà dall'appartamento, lasciandola finalmente in pace. Ma quando il passato riemerge all'improvviso Taylor deve decidere: fidarsi di Hunter confidandogli il suo segreto più nascosto o fare tutto il possibile per vincere la scommessa e allontanarlo per sempre.

COSA NE PENSO

Quando Darah, Renee e Taylor si ritrovarono sprovviste di una quarta coinquilina tre giorni prima dell’inizio della scuola, mai si sarebbero aspettate che la segreteria dell’università avrebbe mandato loro un ragazzo dai cortissimi capelli neri, occhi azzurri e tatuato di simboli della fortuna. 

Quello che si evince fin dal primo capitolo è l’ostilità che Taylor manifesta nei confronti del nuovo arrivato. Un’ostilità, la sua, che vivacizzerà le pagine di questo libro fino ad un certo punto! Senza contare che, a questo ingrediente, va aggiunto la dialettica maliziosa e le piccole attenzioni di lui. Per cui, signore, preparatevi a tutto! Perché quello che è partito come un disagio da parte di Taylor, verrà ribaltato da lui, Hunter, in una “sfida”. Sembrerebbe così facile, per Taylor, sbarazzarsi di Hunter… ma riuscirà a buttarlo fuori di casa? Ma, soprattutto, vorrà farlo?Taylor è una protagonista che non si scopre facilmente. 
 
Non avevo mai avuto un ragazzo. Per i miei amici, erano sempre troppi i miei scatti di nervi perché fossero anche solo vagamente tentati di farmi la corte. 
 
Una ragazza che quasi si vanta di aver avuto la reputazione di essere una regina di ghiaccio. Una ragazza evitata dai ragazzi… e quindi non mi è dispiaciuto l’incipit del libro! Un inizio che ci “avverte” non del solito fuoco e fiamme tra i diretti interessati, ma del vulcano che sta lì lì per eruttare! Dipenderà dagli stessi protagonisti il tipo di eruzione! Hunter, d’altro canto, sembra un personaggio che “gioca” col disagio di Taylor, ma vuole anche seriamente piacergli, come se non riuscisse a capire perché lei gli fa muro. Mi piace che i due debbano condividere la stessa camera: tra una canzone e l’altra  strimpellata con la chitarra, i due potrebbero crearsi un piccolo universo… non dico d’amore, per lo meno non subito!
 
Ma, il fatto che siano due tipologie “particolari”, potrebbero ulteriormente mettere più pepe alla storia. La sfida lanciatagli da Hunter le mette paura in quanto, non avendo mai avuto a che fare con un uomo (in generale) che le si opponesse (in particolare), non aveva avuto alle spalle una certa “pratica” in merito a ciò, a come comportarsi di conseguenza. Ecco perché Taylor vuole Hunter fuori di casa: perché lui metterebbe in discussione se stessa, tutto. L’unico modo per centrare l’obiettivo è accettare e vincere la scommessa.

Ma sarebbe stato più facile dimostrargli odio o amore?

“Non devi uscire, andare da qualche parte? Vedere qualche ragazza da trattare come oggetto?” chiesi.

“Perché dovrei uscire se qui c’è tutto quello di cui ho bisogno?”

Hunter è un personaggio… strano. C’è da dire che dalla sua ha il pregio di dire in faccia tutto ciò che pensa, sia nel bene che nel male. Ecco perché, quando la sorella di Taylor appare sulla scena, non ha peli sulla lingua.

“Dì un po’, che intenzioni hai nei confronti di mia sorella?”
 
Hunter la guardò senza battere ciglio. “Ti dirò, all’inizio avevo pensato ad una-botta-e-via, forse la migliore della mia vita.”

“E adesso?”

“Adesso non è più quello che voglio” rispose, radiografandomi con gli occhi.

Insomma, lui è un soggetto che non si vergogna di dire ad una ragazza che la vuole. Breve, chiaro, conciso e diretto insomma. Solo che “un ragazzo così può essere la cosa più bella che ti possa capitare, ma anche la peggiore.”: è come dire che la cioccolata fa bene al cuore, ma ti fa ingrassare! Hunter, però, ha inquadrato facilmente Taylor perché lui è un grande osservatore. 

“Minacce e violenza, interessante. Sai che reagisci così quando sei a disagio.”

Allora Hunter inizia, in modo lento e strano (quante volte sto usando questo aggettivo?), a conquistarla, a cercare di valicare quel muro con la scusa della sfida. Si, perché.. andiamo! La sfida è una scusa!

“Missy, se tu venissi a letto con me direi: ‘fanculo la scommessa. Farei tutto quello che desideri.”

Ma basterà una scommessa per avvicinarli? Perché, a quanto pare, in ballo c’è molto di più.

“Maledetto. Maledetti occhi azzurri, i suoi tatuaggi e il suo atteggiamento mi-prendo-ciò-che-voglio. Il fatto che avesse un tragico passato rendeva ancora più intrigante il mistero di Hunter Zaccadelli.”

Perché si, ragazze… lui potrà anche farvi ridere con la sua malizia o intenerirvi con i suoi gesti, ma vi farà rattristire per il contenuto dei suoi sogni. Taylor è stata l’unica che, dormendo con lui, l’ha reso sereno.Ma lei è tutt’altro che serena.

“Non riesco a frequentare un uomo senza ripensare a quella notte.”

Bè, una bella coppia non pensate? Uno più incasinato dell’altro. Entrambi hanno un segreto che li fa affrontare la vita in modo diverso.Ma quando il passato di Taylor torna a bussare alla sua porta, basterà questo a mandare all’aria quella bolla di felicità che si sta creando con Hunter? Basterà una serata in allegria con amici, cene in compagnia, balli sensuali e altre romanticherie a salvare le loro anime?

 
Basta, stop!! Non vi dico più niente!!! Il resto dovrete scoprirlo da soli!!!
 
Concludo dicendo un paio di cosette che ho letto qui e là: il fatto che la storia, in generale, richiami alla mente “Uno splendido disastro” della McGuire e “Ti aspettavo” della Lynn è vero ed è per questo che il libro non ha avuto da me le 5 stelle. Ma non solo per questo. È stato tutto un po’ strano. Ripeto, mi è piaciuta la dialettica maliziosa di lui, la forza di lei, il fatto che il libro trasmetta due messaggi importanti quali il cercare di non restare ancorati al passato e che amicizia/amore sono la miglior cura per ogni male. Ma io mi aspettavo di più. Il libro sembra il frutto della fusione del libro della McGuire e della Lynn, ovviamente con qualcosina di diverso. Hunter, nella prima parte è simile a Travis Maddox mentre, nella seconda, a Cameron Hamilton, ma sono somiglianze “rimescolate”: quando io ho letto Ti aspettavo e Ti fidi di me? l’autrice è stata molto brava a far trapelare tra le righe la voglia di Cam di ”superare il recinto” che Avery si era costruita intorno a cuore e mente; con Hunter, non percepisco la voglia, ma il quasi doverlo fare. Lo so che si tratta solo di un libro, ma quando leggi ti capita di sognare ad occhi aperti, di immaginare il tutto visivamente o mentalmente e riesci a cogliere l’intento emotivo che l’autrice vuole inviarti… ed è fantastico. Nella Cameron,  non ci riuscivo: quando cercavo di immaginare, mi veniva tutto “falso”, “costruito”(per intenderci, la storia di Hunter&Taylor non mi ha fatto sognare come quella tra Cam&Avery, anzi… vi dirò di più: nel libro, oltre a Hunter e Taylor, si formano altre due coppie e quelle mi hanno coinvolta di più anche se trattate brevemente).

Ho avuto la sensazione che le cose che dovevano essere affrontate in maniera approfondita non sono state fatte. Non so, confermo le stelle che ho dato, ma mi aspettavo di più (quante volte l’ho detto?) e non una fusione tra due libri… è una recensione dove traspare la mia delusione? 
 
VOTO: 3 STELLE e 1/2

“Peccato d’innocenza” di Alessandra Torre [Innocence trilogy #1]

 

TRAMA


“Non so cosa ti abbiano detto su di me, ma fidati, non sono cattivo come dicono.”
“E invece sono sicura che lo sei…”
Quando Julia ottiene un ambito posto di tirocinante presso un prestigioso studio legale, viene subito messa in guardia contro l’affascinante donnaiolo Brad De Luca, un avvocato divorzista senza scrupoli che ha la fama di vincere tutte le cause e di portare a letto tutte le clienti. Ingenua e seducente, Julia ha le caratteristiche per essere la preda perfetta. Quando lui le propone un torrido weekend di passione e trasgressione a Las Vegas, la Città del Peccato, Julia è combattuta, ma alla fine cede, incuriosita dalla possibilità di vivere un’esperienza senza precedenti.
Brad le ha detto chiaramente che non vuole una compagna. Si tratta solo di sesso e piacere. Eppure, la sua innocenza gli fa perdere la testa, fino a indurlo a sperare che dal peccato possa nascere l’amore. Ma quando Brad le rivelerà il proprio segreto, Julia sarà in grado di accettare una dimensione di trasgressione che non credeva possibile, neanche nelle sue fantasie più sfrenate?

COSA NE PENSO

 

Buongiorno donne!
Sono felice di parlarvi di un libro che mi ha particolarmente sorpreso e di cui aspetto con ansia che venga pubblicato il secondo! Si tratta di “Peccato d’innocenza”, il volume che inaugura la trilogia “Innocence” firmata Alessandra Torre. 


Non vi nascondo che l’avevo scartato come lettura in quanto, leggendo la trama, avevo già tirato le mie conclusioni sullo sviluppo della storia. Grande errore, ovviamente! Perciò, spinta dalla curiosità e dai giudizi su Goodreads, l’ho letto.Quindi, eccomi qui a parlarvi del mio avvocato preferito (dopo Taylor Donovan, protagonista di “Deliziosa sfida” dell’autrice Julie James), di colui che viene desiderato a letto, ma temuto fuori da esso… Brad De Luca! Ma prima di inoltrarci nei meandri del suo mondo, partiamo dal principio.Partiamo da lei… perché c’è una lei dopo tutto! XD Julia Campbell è una ragazza molto giovane che lascia fidanzato e lavoro alle spalle per voltare pagina. E quella decisione cadde a pennello dal momento che quello era proprio il periodo in cui venivano assunti i praticanti negli studi legali. Lei, insieme ad altri, inizia così un praticantato nello studio legale Clarke, De Luca & Broward.

Mi erano giunte all'orecchio storie di tutti i generi. Gli aneddoti sui terribili avvocati dello studio associato Clarke, De Luca & Broward si sprecavano. 

[…]

Il sogno dei praticanti era lavorare per Hugo Clarke; era il mentore ideale perché prendeva i tirocinanti sotto la sua ala e garantiva quasi sempre l'assunzione dopo la laurea.

Quanto agli altri... Brad De Luca era un donnaiolo, Robert Handler un ubriacone e Kent Broward sommergeva i praticanti di lavoro.


Appena inizia il suo praticantato sotto la guida di Broward, Julia viene messa SUBITO in guarda proprio da quest’ultimo su Brad De Luca, ritenuto il miglior divorzista della zona, un vero squalo nelle aule dei tribunali: una persona che ha molto a cuore i clienti, soprattutto se sono donne.


 

Ed è quello che deve fare Julia, stare lontano da lui! Perché, sebbene sia giovane, a detta del suo “tutor di formazione” Broward il vero problema è che lei sia una donna… una donna “in pericolo” se Brad la vedesse! È molto comica l’immagine che la Torre lascia trasparire: da una parte abbiamo De Luca che si scoperebbe qualsiasi donna e dall’altra Broward in versione “mamma chioccia” che protegge i suoi pulcini! XD Ma torniamo a noi! Quello che nessuno sa è che, se una cosa deve avvenire, accadrà prima o poi… a prescindere da tutto e tutti. E, infatti, galeotto un fascicolo rosso finito erroneamente sulla sua scrivania, Julia incontra questo famoso De Luca, il quale però la scambia per qualcun’altra. 




Dopo aver chiarito il malinteso e venutesi a creare altre circostanze, lei entra ufficialmente nel radar di lui, in quanto vorrebbe conoscerla e perché la incuriosisce.
Al paese mio si dice che ogni scusa è buona! XD


 

Dopo vari no, lei accetta e vola con Brad verso la Città del Peccato. Si tratta solo di trascorrere un weekend, che volete che succeda? DI TUTTO! I due si scambiano confidenze e anche noi lettrici cominciamo a capire la psicologia dei personaggi. Io personalmente sono rimasta stupìta da Julia: all’inizio della lettura pensavo fosse una ragazza tranquilla, non una santa… ma “impostata”! Poi, vengo a conoscenza che a   il controllo della situazione in “privato”. Mi ero fatta l’idea che lei fosse un Christian Grey in gonnella… peccato che a lei piaccia solo provocare senza arrivare al dunque! 


”No, io scopo.” […] “Però lo faccio perché mi esalta avere il controllo, non tanto con l’obiettivo del godimento fisico” 


Ma, a Las Vegas, tutto potrebbe sovvertire l’ordine delle cose e Julia l’ha imparato a sue spese: pensava di avere il controllo su tutto e tutti, pensava che ne sarebbe uscita illesa. Sbagliava


 

Al loro ritorno, le cose si complicano. Devono stare lontani come prestabilito, ma Brad non ci riesce e la cerca anche se non dovrebbe per vari motivi: lui non è come tutti gli altri, nasconde un segreto! Oh, no… non si tratta di un segreto oscuro riguardante il suo passato. Si tratta di una “particolarità” che lo distingue da tutti gli altri uomini. Di un qualcosa che incuriosisce Julia e che decide di “affrontare” con lui e per lui.
Devo concludere, altrimenti potrei creare in voi l’effetto contrario: evitare il libro invece di leggerlo. Vi dico, come al solito, alcune cose: per chi l’ha letto, SA che ho omesso tante cose soprattutto riguardanti la trattazione del weekend a Las Vegas però uno spoiler lo voglio fare! C’è una scena che pensavo mi avrebbe sconvolto e invece mi ha fatto sgranare gli occhi: mentre Brad era “indaffarato”, Julia viene lasciata alle “cure” di una ragazza e, dopo aver alzato il gomito, si esibiscono involontariamente in una show mooooooolto sensuale… sapete, è cosa risaputa che agli uomini piacciano guardare queste “situazioni”! Ebbene, leggere questa scena mi ha fatto pensare a “Sudden Storm” della nostra Chiara Cilli: la situazione è un po’ diversa e non così pubblica e plateale, ma si tratta sempre di un qualcosa che si crea tra due donne. Per quanto riguarda il libro in generale, mi è piaciuto. Sia lei che lui hanno dei modi di fare che non vogliono cambiare, ma qualcuno ha ceduto… è stata lei? Sembrerebbe. Di sicuro, nessuno dei due uscirà immune da questo “rapporto”. E chissà cosa succederà tra un “gioco” e l’altro….


VOT: 5 STELLE