sabato 9 maggio 2015

"Un bacio sotto la neve" di Melissa Foster (Snow Sisters #1)


TRAMA: Danica Snow è sempre stata intelligente e dotata di grande senso pratico. Lavorando come terapeuta, si vanta di fare scelte ragionevoli e prudenti, per quanto a volte un po’ noiose. Fa anche parte, come volontaria, del programma “Big sister”, all’interno del quale le è stata affidata una ragazzina da seguire: ha quindi poco tempo per qualsiasi altra cosa.
Blake Carter ama giocare. Non si stanca mai di conquistare donne e con il suo aspetto sexy non ha problemi a trovarne sempre di nuove. Quando il suo amico e socio in affari muore improvvisamente in un tragico incidente, Blake, disperato, vuole cambiare vita. Il problema è che non sa come smettere di fare quello che gli riesce meglio. Quando arriva nello studio di Danica, l’attrazione tra loro è fatale, ma Danica non è tipo da cedere al piacere mettendo a rischio il proprio lavoro. Eppure il desiderio che prova la costringe a scoprire una parte di se stessa a cui ha sempre dato poco spazio, e la voglia di abbandonarsi a certi piaceri è fortissima. Ma in questo momento, con tutti gli impegni e le responsabilità che ha, si sente in trappola e non sa come fare a ignorare quella intensa tentazione…


COSA NE PENSO

Buongiorno fanciulle! Oggi vi parlo di “Un bacio sotto la neve”, 1° libro della trilogia “Snow Sisters” e della serie “Love in Bloom” di Melissa Foster. Come era accaduto per “Peccato d’Innocenza” della Torre, avevo scartato questa lettura, ma poi c’ho ripensato: chi sono io per non dare una possibilità ad una narrazione che non mi stuzzica al 100%?

Forse, però, era meglio se mi fossi fatta i fatti miei a questo giro! Proprio così, perché la storia che viene trattata si è persa nella selva oscura dantesca! Vi confesso che, al termine del racconto, la mia mente ha prodotto un’immagine senza senso per riassumere tutto quello che ho letto: avete presente un recinto pieno di tori? Bene, se lo aprite, che succede? Alcuni tori rimangono dentro, mentre altri esco e vanno a destra, a sinistra o dritto a loro. Ecco, questo giro di parole per dire che il libro si è smarrito. Ora vi spiego i miei dubbi, premettendo che qualcosa di buono c’è, ma non è stato “gestito” a dovere secondo il mio punto di vista. 

Partiamo da LEI.



Danica Snow è una psicologa di 29 anni. Al contrario di sua sorella Kaylie, è una ragazza casa e lavoro, lavoro e casa: niente movida! Mi è piaciuto come la Foster ci abbia fatto conoscere questo mondo della psicologia tramite personaggi secondari quali Belinda e Michelle (sono due pazienti di Danica: Michelle, a mio avviso, è quella personalità che ti rimane più impressa! Non tanto perché il 40% del libro è incentrato su cosa l’è capitato, ma fa proprio tenerezza). La sua vita “moscia” sta per avere una piccola scossetta grazie all’incontro con un uomo: forse “incontro” non è la parola adeguata! Stando in coda al bar, Danica riceve una bella gomitata sul naso dal tizio davanti a lei.

Il suo guardo avvelenato si bloccò sull’uomo che l’aveva colpita: l’esemplare di essere umano più bello che avesse mai visto.

Bel modo di iniziare una giornata se un uomo, oltre a farti male, ti aiuta e nel frattempo guarda una bionda. Per scusarsi, lui le offre un caffè, ma lei rifiuta, snobbandolo.

“Si, è un uomo molto gentile”. Il barista si chinò sopra il registratore di cassa. “Anche se è un dongiovanni”. 

Ok, ora conosciamo LUI. 

Blake Carter, insieme al suo migliore amico Dave, è il proprietario di un negozio di attrezzature sciistiche. Ha 34 anni ed è single, ovviamente. Definito “Il killer delle donne” dal suo stesso amico, Blake fa stragi di ormoni impazziti: è talmente bello che attira il gentil sesso con la conseguente sveltina! Ma, quello che è accaduto al bar con la sconosciuta già (DI GiÀ??) l’ha messo un po’ in crisi.

Aveva notato il dispiacere che le attraversava lo sguardo mentre il naso sanguinava, e Blake aveva avuto la sensazione che il cuore si sciogliesse. Da allora, quegli occhi delusi non gli erano più usciti dalla mente, e adesso faticava a guardare il resto del mondo. […] Era stata fredda e crudele, l’aveva snobbato e gli aveva fatto capire molto chiaramente di essere troppo in gamba per lui. […] Lui sapeva solo che per la prima volta da anni non provava attrazione per le donne che si contendevano con tanta furia la sua attenzione, e avvertiva una certa rabbia per esser stato appena rifiutato.

Però Blake non ha avuto una vita facile: è stato abbandonato da piccolo dalla madre, ragion per cui Dave gli dà il numero di una psicologa per risolvere questo problemino.Le cose, tuttavia, precipitano inaspettatamente. Andando una sera a sciare, Blake subisce una grave perdita: il suo amico, IL SUO MIGLIORE AMICO, muore. Il suo Dave non c’è più. E qui, inizia il calvario interiore del protagonista. E qui le mie critiche cominciano a farsi più pesanti. Allora, per prima cosa, manifestando il dolore di Blake, l’autrice ha reso pesante il racconto: la retrospezione di lui non si affrontava.

Blake non aveva nessuno ad aspettarlo a casa. Era solo un bip sullo scherma radar della vita ed era pronto a scommettere che, quando fosse morto, non ci sarebbero state molte persone a piangere per lui. Era un uomo egoista, pensò aveva vissuto sempre pensando solo a se stesso e ai suoi piaceri, senza mai guardarsi indietro per vedere il dolore che aveva causato agli altri.



Non è carino il messaggio che la Foster lascia trapelare: sembra quasi che sia necessario che muoia qualcuno di importante per renderti conto che sbagli il modo in cui conduci/gestisci la tua vita! Senza pensare che, quella stessa sera ma più tardi, Blake va ad un altro bar dove rincontra la sconosciuta che ha fatto breccia nel suo cuore con i suoi occhioni tristi ma con lo sguardo di una faina, ma dai! A questo va aggiunto che, ora (MA SUL SERIO??), anche lei è oggetto di sensazioni strane!


Danica fissò quel marcantonio d’uomo di Blake Carter, cercando di capire come facesse a toccarlo sempre nei punti dolenti, nonché nei punti più adatti a farle venire i crampi allo stomaco come a una qualsiasi adolescente innamorata.

Uscendo dal bar, Danica cade e si fa male alla caviglia: Blake la soccorre e le controlla se ci sono danni.

Aveva dimenticato quanto potesse farle bene al cuore il tocco di un uomo.

E le sta toccando solo il piede… no, non ci siamo proprio!

Rifiutando un passaggio a casa, Blake si trova solo a pensare all’amico morto (e ripartono le pippe mentali) e capisce che ha bisogno d’aiuto per affrontare la cosa. Ha bisogno di quel numero della psicologa. Dopo aver preso un appuntamento e aver avuto la piacevole sorpresa che sarà Danica a occuparsi di lui, iniziano le sue sedute spiritiche, OPS… volevo dire psicanalitiche!

Blake espirò forte e disse: ”D’accordo, si. Non ho altri amici. Ecco, va bene? L’ho detto. Non sono una persona con la quale gli altri escono volentieri. Sono uno con cui le donne vanno a letto e con cui gli uomini possono andare a farsi una birra ogni tanto, o andare a sciare. Mi considerano una specie di creatura magica perché posso andare a letto con tutte le donne che voglio”.




Ma quando la moglie del defunto Dave, Sally, confida a Blake il sospetto che suo marito avesse avuto una relazione extraconiugale… DIO SALVI IL RE, LA REGINA E I SUOI VALLETTI! Blake rincara la dose delle sue pippe mentali, sul fatto che forse non è stato un buon amico per lui, bla bla bla. Da uscirne fuori di testa!! Partecipando ad una festa prematrimoniale di una coppia di amici, Danica e Blake sono seduti vicini e il flusso di ormoni e feromoni si sprecavano. Lei, a fine cena, va via (SCAPPA NEANCHE CI FOSSE LA PESTE A QUEL TAVOLO) e lui la raggiunge (DA BRAVO STALKER CHE STA DIVENTANDO): ricomincia il terzo round delle pippe mentali, incentrate sul fatto che prima lui ignorava le cose negative, ora (ORA perché GLI è MORTO L’AMICO E VA DA UNA PSICOLOGA) ci riflette in una maniera che non avrebbe mai pensato, adesso (ADESSO CHE CI è SCAPPATO IL MORTO) ha smesso di ferire le persone e che, ciliegina sulla torta, quando capisce queste rivelazioni (RIVELAZIONI? LA MADONNA GLI HA PARLATO?) ha soltanto voglia di chiamarla! E ribadisce il concetto che lei è importante per lui con un bacio.

“Ho bisogno che tu sia la mia psicologa”. La baciò di nuovo. “Voglio che tu sia la mia ragazza”.

Venghino signori, venghino! Qui siamo alla sagra della pazzia!!! Dell’inverosimile! Ma, seconda ciliegina sulla torta, lei è confusa: lotta tra ciò che prova per Blake e l’etica professionale che le impedisce di non frequentare un paziente. Ma, udite udite, Blake non si arrende! Lui la vuole!

Poteva fare sesso con qualsiasi donna. Da Danica voleva di più.

Dopo un breve periodo di separazione, lui le dice che le manca parlare con lei: non gli mancano tanto i suoi consigli, quanto LEI e la invita a cena.

“Non so come siamo passati dal parlare della mia vita a”, Blake si chinò sul tavolo e sussurrò, “baciarci”. […] “Ma è successo, e non mi dispiace. So che dovrebbe, ma dal giorno in cui ti ho dato la gomitata al naso non sono riuscito a smettere di pensare a te”.

Forse perché il suo sangue ti ha macchiato la tua maglietta preferita, caro Blake???

Dopo la cena, fanno una passeggiata e comincia a nevicare (AAAA, ORA SI CAPISCE IL TITOLO DEL LIBRO).

Da un auto che passava arrivarono le note di State of Grace di Taylor Swift. 
“È vero”. «Ha ragione la canzone, sei il mio tallone d’Achille, Blake Carter» […] «”Non avevo previsto il tuo arrivo. Niente sarà più come prima”, è verissimo».

E si baciano sotto la neve, OVVIAMENTE. Ora, io come faccio a non ridere di fronte a queste dichiarazioni? Come posso ignorare il fatto che fanno sesso e lui, L’EX KILLER DELLE DONNE AMMOSCIATOSI A CAUSA DELLA MORTE DELL’AMICO, se ne esca con discorsi del tipo…

“Non voglio che diventi ciò che non è”.

Il cuore di Danica si agitò di nuovo. Trattenne il respiro.

“Non sei l’avventura di una notte. 
Ciò che stiamo vivendo è una cosa vera. 
Non è così anche per te? 
Prima di andare oltre, voglio saperlo”.

Danica lo attirò a sé. 
“Non sei affatto l’avventura di una notte”.

Lui appoggiò la fronte su quella di lei.

“Non sono capace di avere un’avventura di una notte”, ammise lei.

“E io non ne avrò mai più”. 
Blake la baciò con passione e le scivolò dentro.


E qui mi fermo, perché non ne posso più di queste cavolate, di questi amori nati come funghi grazie a gomitate e morti. Concludo dicendo che, la storia d’amore, è stata trattata pochissimo e male: l’80% del libro affronta i casi dei pazienti di Danica, i casini di sua sorella Kaylie, le pippe mentali di Blake e il segreto di Dave (SI, perché ALLA FINE DOVEVA ESSERCI UN SEGRETO CHE MOVIMENTASSE QUESTA SAGRA, NO?), mentre il 20% si occupa di questo “sentimento” tra i due protagonisti. È come se, verso la fine del libro, l’autrice si fosse resa conto che era uscita fuori strada e fosse rientrata nei binari dicendosi mi sono dimenticata che, nel frattempo, si sono innamorati. Il killer non è più sul mercato.

 VOTO: 2 STELLE

"Il mio sbaglio preferito" di Chelsea M.Cameron (My favorite mistake #1)


TRAMA: Fin dal primo incontro, Taylor Caldwell non sa se desidera baciare o prendere a pugni Hunter Zaccadelli, il suo nuovo coinquilino. Da una parte Hunter è un affascinante ragazzo dagli occhi blu, irresistibile e pieno di charme. Dall'altra è il tipico bad boy, con la chitarra sempre in mano e il corpo coperto di tatuaggi. Forse è per questo motivo che Taylor ha paura di innamorarsi di lui, non vuole restare scottata e quindi è necessario che Hunter se ne vada... prima che sia troppo tardi. Anche Hunter ha avuto le sue delusioni e i suoi dolori nel passato, ma Taylor ha una risata così sexy e inoltre non gliene fa passare una liscia! Insomma non può darsi per vinto facilmente e le propone una scommessa: se lei riuscirà a convincerlo che lo odia o lo ama sul serio, lui se ne andrà dall'appartamento, lasciandola finalmente in pace. Ma quando il passato riemerge all'improvviso Taylor deve decidere: fidarsi di Hunter confidandogli il suo segreto più nascosto o fare tutto il possibile per vincere la scommessa e allontanarlo per sempre.

COSA NE PENSO

Quando Darah, Renee e Taylor si ritrovarono sprovviste di una quarta coinquilina tre giorni prima dell’inizio della scuola, mai si sarebbero aspettate che la segreteria dell’università avrebbe mandato loro un ragazzo dai cortissimi capelli neri, occhi azzurri e tatuato di simboli della fortuna. 

Quello che si evince fin dal primo capitolo è l’ostilità che Taylor manifesta nei confronti del nuovo arrivato. Un’ostilità, la sua, che vivacizzerà le pagine di questo libro fino ad un certo punto! Senza contare che, a questo ingrediente, va aggiunto la dialettica maliziosa e le piccole attenzioni di lui. Per cui, signore, preparatevi a tutto! Perché quello che è partito come un disagio da parte di Taylor, verrà ribaltato da lui, Hunter, in una “sfida”. Sembrerebbe così facile, per Taylor, sbarazzarsi di Hunter… ma riuscirà a buttarlo fuori di casa? Ma, soprattutto, vorrà farlo?Taylor è una protagonista che non si scopre facilmente. 
 
Non avevo mai avuto un ragazzo. Per i miei amici, erano sempre troppi i miei scatti di nervi perché fossero anche solo vagamente tentati di farmi la corte. 
 
Una ragazza che quasi si vanta di aver avuto la reputazione di essere una regina di ghiaccio. Una ragazza evitata dai ragazzi… e quindi non mi è dispiaciuto l’incipit del libro! Un inizio che ci “avverte” non del solito fuoco e fiamme tra i diretti interessati, ma del vulcano che sta lì lì per eruttare! Dipenderà dagli stessi protagonisti il tipo di eruzione! Hunter, d’altro canto, sembra un personaggio che “gioca” col disagio di Taylor, ma vuole anche seriamente piacergli, come se non riuscisse a capire perché lei gli fa muro. Mi piace che i due debbano condividere la stessa camera: tra una canzone e l’altra  strimpellata con la chitarra, i due potrebbero crearsi un piccolo universo… non dico d’amore, per lo meno non subito!
 
Ma, il fatto che siano due tipologie “particolari”, potrebbero ulteriormente mettere più pepe alla storia. La sfida lanciatagli da Hunter le mette paura in quanto, non avendo mai avuto a che fare con un uomo (in generale) che le si opponesse (in particolare), non aveva avuto alle spalle una certa “pratica” in merito a ciò, a come comportarsi di conseguenza. Ecco perché Taylor vuole Hunter fuori di casa: perché lui metterebbe in discussione se stessa, tutto. L’unico modo per centrare l’obiettivo è accettare e vincere la scommessa.

Ma sarebbe stato più facile dimostrargli odio o amore?

“Non devi uscire, andare da qualche parte? Vedere qualche ragazza da trattare come oggetto?” chiesi.

“Perché dovrei uscire se qui c’è tutto quello di cui ho bisogno?”

Hunter è un personaggio… strano. C’è da dire che dalla sua ha il pregio di dire in faccia tutto ciò che pensa, sia nel bene che nel male. Ecco perché, quando la sorella di Taylor appare sulla scena, non ha peli sulla lingua.

“Dì un po’, che intenzioni hai nei confronti di mia sorella?”
 
Hunter la guardò senza battere ciglio. “Ti dirò, all’inizio avevo pensato ad una-botta-e-via, forse la migliore della mia vita.”

“E adesso?”

“Adesso non è più quello che voglio” rispose, radiografandomi con gli occhi.

Insomma, lui è un soggetto che non si vergogna di dire ad una ragazza che la vuole. Breve, chiaro, conciso e diretto insomma. Solo che “un ragazzo così può essere la cosa più bella che ti possa capitare, ma anche la peggiore.”: è come dire che la cioccolata fa bene al cuore, ma ti fa ingrassare! Hunter, però, ha inquadrato facilmente Taylor perché lui è un grande osservatore. 

“Minacce e violenza, interessante. Sai che reagisci così quando sei a disagio.”

Allora Hunter inizia, in modo lento e strano (quante volte sto usando questo aggettivo?), a conquistarla, a cercare di valicare quel muro con la scusa della sfida. Si, perché.. andiamo! La sfida è una scusa!

“Missy, se tu venissi a letto con me direi: ‘fanculo la scommessa. Farei tutto quello che desideri.”

Ma basterà una scommessa per avvicinarli? Perché, a quanto pare, in ballo c’è molto di più.

“Maledetto. Maledetti occhi azzurri, i suoi tatuaggi e il suo atteggiamento mi-prendo-ciò-che-voglio. Il fatto che avesse un tragico passato rendeva ancora più intrigante il mistero di Hunter Zaccadelli.”

Perché si, ragazze… lui potrà anche farvi ridere con la sua malizia o intenerirvi con i suoi gesti, ma vi farà rattristire per il contenuto dei suoi sogni. Taylor è stata l’unica che, dormendo con lui, l’ha reso sereno.Ma lei è tutt’altro che serena.

“Non riesco a frequentare un uomo senza ripensare a quella notte.”

Bè, una bella coppia non pensate? Uno più incasinato dell’altro. Entrambi hanno un segreto che li fa affrontare la vita in modo diverso.Ma quando il passato di Taylor torna a bussare alla sua porta, basterà questo a mandare all’aria quella bolla di felicità che si sta creando con Hunter? Basterà una serata in allegria con amici, cene in compagnia, balli sensuali e altre romanticherie a salvare le loro anime?

 
Basta, stop!! Non vi dico più niente!!! Il resto dovrete scoprirlo da soli!!!
 
Concludo dicendo un paio di cosette che ho letto qui e là: il fatto che la storia, in generale, richiami alla mente “Uno splendido disastro” della McGuire e “Ti aspettavo” della Lynn è vero ed è per questo che il libro non ha avuto da me le 5 stelle. Ma non solo per questo. È stato tutto un po’ strano. Ripeto, mi è piaciuta la dialettica maliziosa di lui, la forza di lei, il fatto che il libro trasmetta due messaggi importanti quali il cercare di non restare ancorati al passato e che amicizia/amore sono la miglior cura per ogni male. Ma io mi aspettavo di più. Il libro sembra il frutto della fusione del libro della McGuire e della Lynn, ovviamente con qualcosina di diverso. Hunter, nella prima parte è simile a Travis Maddox mentre, nella seconda, a Cameron Hamilton, ma sono somiglianze “rimescolate”: quando io ho letto Ti aspettavo e Ti fidi di me? l’autrice è stata molto brava a far trapelare tra le righe la voglia di Cam di ”superare il recinto” che Avery si era costruita intorno a cuore e mente; con Hunter, non percepisco la voglia, ma il quasi doverlo fare. Lo so che si tratta solo di un libro, ma quando leggi ti capita di sognare ad occhi aperti, di immaginare il tutto visivamente o mentalmente e riesci a cogliere l’intento emotivo che l’autrice vuole inviarti… ed è fantastico. Nella Cameron,  non ci riuscivo: quando cercavo di immaginare, mi veniva tutto “falso”, “costruito”(per intenderci, la storia di Hunter&Taylor non mi ha fatto sognare come quella tra Cam&Avery, anzi… vi dirò di più: nel libro, oltre a Hunter e Taylor, si formano altre due coppie e quelle mi hanno coinvolta di più anche se trattate brevemente).

Ho avuto la sensazione che le cose che dovevano essere affrontate in maniera approfondita non sono state fatte. Non so, confermo le stelle che ho dato, ma mi aspettavo di più (quante volte l’ho detto?) e non una fusione tra due libri… è una recensione dove traspare la mia delusione? 
 
VOTO: 3 STELLE e 1/2

“Peccato d’innocenza” di Alessandra Torre [Innocence trilogy #1]

 

TRAMA


“Non so cosa ti abbiano detto su di me, ma fidati, non sono cattivo come dicono.”
“E invece sono sicura che lo sei…”
Quando Julia ottiene un ambito posto di tirocinante presso un prestigioso studio legale, viene subito messa in guardia contro l’affascinante donnaiolo Brad De Luca, un avvocato divorzista senza scrupoli che ha la fama di vincere tutte le cause e di portare a letto tutte le clienti. Ingenua e seducente, Julia ha le caratteristiche per essere la preda perfetta. Quando lui le propone un torrido weekend di passione e trasgressione a Las Vegas, la Città del Peccato, Julia è combattuta, ma alla fine cede, incuriosita dalla possibilità di vivere un’esperienza senza precedenti.
Brad le ha detto chiaramente che non vuole una compagna. Si tratta solo di sesso e piacere. Eppure, la sua innocenza gli fa perdere la testa, fino a indurlo a sperare che dal peccato possa nascere l’amore. Ma quando Brad le rivelerà il proprio segreto, Julia sarà in grado di accettare una dimensione di trasgressione che non credeva possibile, neanche nelle sue fantasie più sfrenate?

COSA NE PENSO

 

Buongiorno donne!
Sono felice di parlarvi di un libro che mi ha particolarmente sorpreso e di cui aspetto con ansia che venga pubblicato il secondo! Si tratta di “Peccato d’innocenza”, il volume che inaugura la trilogia “Innocence” firmata Alessandra Torre. 


Non vi nascondo che l’avevo scartato come lettura in quanto, leggendo la trama, avevo già tirato le mie conclusioni sullo sviluppo della storia. Grande errore, ovviamente! Perciò, spinta dalla curiosità e dai giudizi su Goodreads, l’ho letto.Quindi, eccomi qui a parlarvi del mio avvocato preferito (dopo Taylor Donovan, protagonista di “Deliziosa sfida” dell’autrice Julie James), di colui che viene desiderato a letto, ma temuto fuori da esso… Brad De Luca! Ma prima di inoltrarci nei meandri del suo mondo, partiamo dal principio.Partiamo da lei… perché c’è una lei dopo tutto! XD Julia Campbell è una ragazza molto giovane che lascia fidanzato e lavoro alle spalle per voltare pagina. E quella decisione cadde a pennello dal momento che quello era proprio il periodo in cui venivano assunti i praticanti negli studi legali. Lei, insieme ad altri, inizia così un praticantato nello studio legale Clarke, De Luca & Broward.

Mi erano giunte all'orecchio storie di tutti i generi. Gli aneddoti sui terribili avvocati dello studio associato Clarke, De Luca & Broward si sprecavano. 

[…]

Il sogno dei praticanti era lavorare per Hugo Clarke; era il mentore ideale perché prendeva i tirocinanti sotto la sua ala e garantiva quasi sempre l'assunzione dopo la laurea.

Quanto agli altri... Brad De Luca era un donnaiolo, Robert Handler un ubriacone e Kent Broward sommergeva i praticanti di lavoro.


Appena inizia il suo praticantato sotto la guida di Broward, Julia viene messa SUBITO in guarda proprio da quest’ultimo su Brad De Luca, ritenuto il miglior divorzista della zona, un vero squalo nelle aule dei tribunali: una persona che ha molto a cuore i clienti, soprattutto se sono donne.


 

Ed è quello che deve fare Julia, stare lontano da lui! Perché, sebbene sia giovane, a detta del suo “tutor di formazione” Broward il vero problema è che lei sia una donna… una donna “in pericolo” se Brad la vedesse! È molto comica l’immagine che la Torre lascia trasparire: da una parte abbiamo De Luca che si scoperebbe qualsiasi donna e dall’altra Broward in versione “mamma chioccia” che protegge i suoi pulcini! XD Ma torniamo a noi! Quello che nessuno sa è che, se una cosa deve avvenire, accadrà prima o poi… a prescindere da tutto e tutti. E, infatti, galeotto un fascicolo rosso finito erroneamente sulla sua scrivania, Julia incontra questo famoso De Luca, il quale però la scambia per qualcun’altra. 




Dopo aver chiarito il malinteso e venutesi a creare altre circostanze, lei entra ufficialmente nel radar di lui, in quanto vorrebbe conoscerla e perché la incuriosisce.
Al paese mio si dice che ogni scusa è buona! XD


 

Dopo vari no, lei accetta e vola con Brad verso la Città del Peccato. Si tratta solo di trascorrere un weekend, che volete che succeda? DI TUTTO! I due si scambiano confidenze e anche noi lettrici cominciamo a capire la psicologia dei personaggi. Io personalmente sono rimasta stupìta da Julia: all’inizio della lettura pensavo fosse una ragazza tranquilla, non una santa… ma “impostata”! Poi, vengo a conoscenza che a   il controllo della situazione in “privato”. Mi ero fatta l’idea che lei fosse un Christian Grey in gonnella… peccato che a lei piaccia solo provocare senza arrivare al dunque! 


”No, io scopo.” […] “Però lo faccio perché mi esalta avere il controllo, non tanto con l’obiettivo del godimento fisico” 


Ma, a Las Vegas, tutto potrebbe sovvertire l’ordine delle cose e Julia l’ha imparato a sue spese: pensava di avere il controllo su tutto e tutti, pensava che ne sarebbe uscita illesa. Sbagliava


 

Al loro ritorno, le cose si complicano. Devono stare lontani come prestabilito, ma Brad non ci riesce e la cerca anche se non dovrebbe per vari motivi: lui non è come tutti gli altri, nasconde un segreto! Oh, no… non si tratta di un segreto oscuro riguardante il suo passato. Si tratta di una “particolarità” che lo distingue da tutti gli altri uomini. Di un qualcosa che incuriosisce Julia e che decide di “affrontare” con lui e per lui.
Devo concludere, altrimenti potrei creare in voi l’effetto contrario: evitare il libro invece di leggerlo. Vi dico, come al solito, alcune cose: per chi l’ha letto, SA che ho omesso tante cose soprattutto riguardanti la trattazione del weekend a Las Vegas però uno spoiler lo voglio fare! C’è una scena che pensavo mi avrebbe sconvolto e invece mi ha fatto sgranare gli occhi: mentre Brad era “indaffarato”, Julia viene lasciata alle “cure” di una ragazza e, dopo aver alzato il gomito, si esibiscono involontariamente in una show mooooooolto sensuale… sapete, è cosa risaputa che agli uomini piacciano guardare queste “situazioni”! Ebbene, leggere questa scena mi ha fatto pensare a “Sudden Storm” della nostra Chiara Cilli: la situazione è un po’ diversa e non così pubblica e plateale, ma si tratta sempre di un qualcosa che si crea tra due donne. Per quanto riguarda il libro in generale, mi è piaciuto. Sia lei che lui hanno dei modi di fare che non vogliono cambiare, ma qualcuno ha ceduto… è stata lei? Sembrerebbe. Di sicuro, nessuno dei due uscirà immune da questo “rapporto”. E chissà cosa succederà tra un “gioco” e l’altro….


VOT: 5 STELLE

"Legami" di Lorelei James [Serie Mastered #1]

Trama: Amery Hardwick, una ragazza che arriva dalla provincia, sta vivendo il suo sogno: lavora come grafico a Denver, in Colorado. È così concentrata sulla nuova attività che ha davvero poco tempo da dedicare alla sua vita privata. Quando un caro amico si iscrive a un corso di autodifesa, parte del suo percorso di riabilitazione dopo che ha subito un’aggressione, Amery si unisce a lui per essergli di sostegno. È così che lo incontra… Ronin Black, proprietario del dojo, è talmente attratto da Amery, che comincia a prendersi cura della sua formazione sia nel dojo che in privato. Sin dall’inizio, l’enigmatico Ronin cerca di spingere Amery oltre i propri limiti finché, incontro dopo incontro, Amery non diventa dipendente da lui e dal piacere che sa offrirle. Ma quando la ragazza capisce che Ronin le sta nascondendo qualcosa, mette in dubbio la sua totale fiducia in lui, nonostante il brivido innegabile che le deriva dal sapersi in suo possesso…

Cosa ne penso: Oggi vi parlo di un libro che non mi è piaciuto ed ero consapevole di ciò perché già la trama non aveva fatto scattare nemmeno un briciolo di interesse. Sto parlando di “Legami”, il primo libro della “The Mastered Series” di Lorelei James e che ho impiegato tre giorni per leggerlo per quanto mi ha angosciato. 
Adesso ve ne parlo brevemente e poi, a fine sunto, troverete i miei PRO e CONTRO in merito a questa storia senza senso. Amery Hardwick, dopo aver lasciato la famiglia per andare al college e aver vissuto le sue esperienze negative in amore, ora è a capo della Hardwick Designs e si occupa di grafica.



Il libro inizio con la sua dipendente, Molly, che le chiede di accompagnarla ad un corso di difesa personale per donne in quanto è stata aggredita da un gruppo di senzatetto nel centro di Denver. Il problema nasce quando, nel dojo addetto a ciò, non sono ammessi spettatori e quindi Amery diventa un’allieva. Ma non un’allieva qualsiasi visto che, dalla prima lezione, ha creato scompiglio e ha attirato su di sé l’attenzione del Sensei Black. 

Porca vacca. Per fortuna aveva le gambe incrociate, altrimenti sarebbe letteralmente caduta in ginocchio. Il viso dell’uomo combaciava alla perfezione con la sua voce seducente; era semplicemente l’uomo più bello che avesse mai visto. Zigomi alti e lineamenti ampi, ben cesellati, una traccia di geni germanici nel suo lignaggio. Il labbro inferiore, carnoso, si inarcava agli angoli, conferendo alla bocca una linea sensuale. Il naso, leggermente ricurvo, aggiungeva un tocco interessante ai tratti perfetti del viso. E i suoi occhi… non avevo mai visti occhi simili, un castano quasi ambrato, il colore del topazio. Agli angoli si piegavano verso l’alto, ad indicare un ramo asiatico nel suo albero genealogico. I capelli neri gli sfioravano le spalle. Qualunque cosa in quell’uomo, dal viso alla postura, preannunciava la sua imperiosa presenza. Il Sensei non era decisamente l’uomo decrepito che si era immaginata. 

Il loro incontro/scontro darà il via ad una “relazione” particolare: galeotto un paio di pantaloni, lui va da lei, nel suo studio, e la situazione si fa subito chiara. 

“Che cosa vuoi da me, Maestro Black?”

“Ronin”, la corresse. “Quando siamo fuori dal dojo, puoi chiamarmi Ronin e darmi del tu. Quanto a ciò che voglio da te…”

Amery si sentiva le farfalle nello stomaco mentre aspettava la sua risposta. Quegli occhi color topazio avevano catturato i suoi. “Indovina”.

“Ah, vuoi indietro i tuoi pantaloni?”

Risposta brillante, Amery.

“Voglio molto di più da te, e credo che tu lo sappia.”

I due iniziano a frequentarsi e fin da subito Ronin le monopolizza il tempo: la assume per creare un nuovo logo per il suo dojo, la invita fuori a cena oppure la ordina e mangiano a casa sua, nel dojo diventa il suo maestro personale nel mettere in pratica ciò che le viene spiegato e questo attira l’invidia delle altre compagne di corso e la preoccupazione del suo secondo Knox. Tutto questo perché lui crede che tra di loro ci sia qualcosa di più di un semplice rapporto professionale o di un corso di difesa. Lui vuole sapere tutto di lei, ma non ricambia alla stessa maniera. Anche dopo aver fatto sesso la prima volta, si percepisce come Amery stia “mutando”, mentre lui rimane fermo a non parlare. 

“È davvero incredibile il modo in cui ti sei appena arresa a me senza discutere. Questa dimostrazione di fiducia è una droga per una persona come me”.

“Una persona come te?”, ripeté.

“Una persona che non vuole solo una donna bellissima tra le sue braccia e nel suo letto, ma vuole una donna che possa davvero abbandonarsi a un uomo che le darà ciò che vuole.”

“Cioè cosa?”

“Piacere senza limiti”. 


La situazione tra loro comincia a vacillare quando Ronin le chiede di accompagnarlo ad un evento importante. Qui, Amery, rivede il suo ex che si stupisce/ingelosisce nel vederla con Mister Black (perché, tenete presente, TUTTI conoscono Ronin per vari motivi) e la mette in guardia su un dettaglio…“Gira voce che non sia chi dice di essere. Voci che dicono che non si è staccato completamente dal suo passato, un passato violento che gli ha permesso di finanziare il suo stile di vita e il dojo”.Ma la stessa situazione sarebbe comunque cambiata a prescindere da tale avvertimento. 


“Ti voglio, Amery. Ma a modo mio.”

Ronin le mostra una stanza particolare, segreta… una stanza che contiene varietà di corde e spade. Lei, ovviamente si sente a disagio, non è pronta “per certe cose” e se ne va… ma Ronin le dà di tempo una settimana per metabolizzare il tutto e, se non fosse tornata lei da lui, sarebbe andato lui da lei. Il distacco non fa bene ad entrambi: lei non dorme, fa ricerche per capire l’origine dello shibari (bondage giapponese), mentre lui fa lo stronzo a lezione con gli allievi. Knox, il secondo di Ronin nel dojo, va da Amery per farle luce su una parte di Ronin che lei non riesce a capire o ad apprezzare: Ronin non è semplicemente un Sensei, lui è un maestro della corda, nel fare legamenti ed esiste una specie di club dove si esibisce per mettere in mostra ciò che sa fare. Per farla breve, lei vede lo spettacolo e fanno la pace… anzi, lei vuole farsi legare (ogni legamento ha un suo nome, quindi non stupitevi nel trovarvi di fronte a legamenti a tartaruga, libellula e cose simili).È tornata la pace? No, perché resta sempre un problema di base: quanto Amery conosce Ronin?


Dopo l’esperienza, sventata, di un’aggressione ai loro danni, Amery si rende conto che il timore che ha nei riguardi dell’abilità con le corde di lui è molto minore rispetto a quello che prova vedendo con quanta facilità l’uomo passava alla violenza intenzionale. Altro fattore a rovinare ancora ulteriormente la vicenda è che la Hardwick Designs ha dei problemi economici e subito Ronin si offre per aiutarla investendo sulla piccola impresa. Nonostante tutto, stranamente, i due vivono la loro “situazione” tranquillamente: lui non parlando di sé e lei che, a prescindere o meno dal chiedere, ormai ha rinunciato. È tornata la pace? No, perché, durante delle compere, la coppietta incrocia una persona… una donna amica dell’ex di Ronin… un’ex che sta per tornare… È tornata ORA la pace? NO, perché  è proprio ORA che arriva il bello. Quando Amery va ad un appuntamento di lavoro con la signora Hirano dell’Okada Foods, mai si sarebbe aspettata di doversi confrontare con la sorellastra di Ronin, la quale comincia a spifferare tutto ciò che il “suo uomo” non le ha detto nell’arco di tempo che si sono frequentati.

Quello che la infastidiva, la feriva e la logorava era che Ronin non si fidasse abbastanza di lei da dirle chi era veramente, ma che allo stesso tempo a lei chiedesse di aprirsi del tutto a lui, anima e corpo. Una sensazione di disgusto cominciò a mettere radici. 

Ovviamente lei, di fronte a queste rivelazioni, va da lui tutta incazzata e discutono: un confronto che si concluderà con Amery che gli dice addio (e con lui che non ci sta e la rivuole). 
BENE, POPOLO, VENIAMO A NOI!

I PRO sono facili: ho apprezzato solo gli ultimi due capitoli del libro, quelli dove lei scopre la verità e affronta lui.
I CONTRO ve li elenco:
  • Partendo dalla premessa che io sono una fan sfegatata di Christian Grey, trovare nel libro una stanza segreta dove lei deve andare quando lo dice lui e aspettarlo oppure leggere che lui ha usato la sua cravatta per bendarla oppure trovare frasi del tipo “è solo che sono abituato ad avere il controllo della situazione e non so come comportarmi quando non è così” mi ha fatto girare i maroni!;
  • Troppo sesso, troppo BDSM, troppe corde (a lei dona la corda rossa in quanto ha la pelle come porcellana, DIO AIUTAMI TU!!!)… il troppo storpia! Mi aspettavo un giusto equilibrio di cose/situazioni, invece di ritrovarmi SEMPRE la protagonista che emetteva gemiti o legata come un salsicciotto;
  • La protagonista è un personaggio non dal forte carattere: si è fatta manipolare dall’ex e anche dal protagonista stesso. Non ha una personalità decisa e non la si può giustificare solo perché è nata in una famiglia come la sua;
  • Tutto l’alone di mistero che avvolge Ronin mi sembra una roba esagerata: addirittura si fa riferimento ad un eventuale coinvolgimento con mafia giapponese!! Bè, allora lui e Gideon Cross si possono dare la mano!;
  • CILIEGINA SOPRA LA TORNA, IL PEZZO COMICO DEL LIBRO ARRIVA QUANDO LUI LE SPIEGA CHE IL DESTINO LI HA FATTI INCONTRARE, GALEOTTO…. UDITE UDITE…. UNA CICATRICE!!! Praticamente lei ha una cicatrice che assomiglia all’ideogramma giapponese che indica il “guerriero samurai solitario” e indovinate qual è la traduzione per “guerriero samurai solitario”??? RONIN! Ergo, lei ha tatuato sulla pelle il nome di lui!!! DIO SANTO COSA MI TOCCA LEGGERE!!! È come se io avessi una voglia a forma di pesce e andassi in giro a dire “sono destinata a sposarmi con uno del segno dei pesci”.
Non mi è piaciuto com’è stato scritto, non mi piace proprio la storia!! Perché non mi ha coinvolta! È un altro esemplare di libro che dà il via alla sagra della porchetta! Io AMO le autrici che mi portano sulla scena, che mi fanno sentire a un centimetro di distanza dai personaggi, che mi fanno provare brividi sia belli che brutti, che mi fanno sentire viva! Comunque, anche se non ero intenzionata a farlo, leggerò i seguiti sperando che si smuova qualcosa.


VOTO: 2 STELLE