sabato 9 maggio 2015

"Legami" di Lorelei James [Serie Mastered #1]

Trama: Amery Hardwick, una ragazza che arriva dalla provincia, sta vivendo il suo sogno: lavora come grafico a Denver, in Colorado. È così concentrata sulla nuova attività che ha davvero poco tempo da dedicare alla sua vita privata. Quando un caro amico si iscrive a un corso di autodifesa, parte del suo percorso di riabilitazione dopo che ha subito un’aggressione, Amery si unisce a lui per essergli di sostegno. È così che lo incontra… Ronin Black, proprietario del dojo, è talmente attratto da Amery, che comincia a prendersi cura della sua formazione sia nel dojo che in privato. Sin dall’inizio, l’enigmatico Ronin cerca di spingere Amery oltre i propri limiti finché, incontro dopo incontro, Amery non diventa dipendente da lui e dal piacere che sa offrirle. Ma quando la ragazza capisce che Ronin le sta nascondendo qualcosa, mette in dubbio la sua totale fiducia in lui, nonostante il brivido innegabile che le deriva dal sapersi in suo possesso…

Cosa ne penso: Oggi vi parlo di un libro che non mi è piaciuto ed ero consapevole di ciò perché già la trama non aveva fatto scattare nemmeno un briciolo di interesse. Sto parlando di “Legami”, il primo libro della “The Mastered Series” di Lorelei James e che ho impiegato tre giorni per leggerlo per quanto mi ha angosciato. 
Adesso ve ne parlo brevemente e poi, a fine sunto, troverete i miei PRO e CONTRO in merito a questa storia senza senso. Amery Hardwick, dopo aver lasciato la famiglia per andare al college e aver vissuto le sue esperienze negative in amore, ora è a capo della Hardwick Designs e si occupa di grafica.



Il libro inizio con la sua dipendente, Molly, che le chiede di accompagnarla ad un corso di difesa personale per donne in quanto è stata aggredita da un gruppo di senzatetto nel centro di Denver. Il problema nasce quando, nel dojo addetto a ciò, non sono ammessi spettatori e quindi Amery diventa un’allieva. Ma non un’allieva qualsiasi visto che, dalla prima lezione, ha creato scompiglio e ha attirato su di sé l’attenzione del Sensei Black. 

Porca vacca. Per fortuna aveva le gambe incrociate, altrimenti sarebbe letteralmente caduta in ginocchio. Il viso dell’uomo combaciava alla perfezione con la sua voce seducente; era semplicemente l’uomo più bello che avesse mai visto. Zigomi alti e lineamenti ampi, ben cesellati, una traccia di geni germanici nel suo lignaggio. Il labbro inferiore, carnoso, si inarcava agli angoli, conferendo alla bocca una linea sensuale. Il naso, leggermente ricurvo, aggiungeva un tocco interessante ai tratti perfetti del viso. E i suoi occhi… non avevo mai visti occhi simili, un castano quasi ambrato, il colore del topazio. Agli angoli si piegavano verso l’alto, ad indicare un ramo asiatico nel suo albero genealogico. I capelli neri gli sfioravano le spalle. Qualunque cosa in quell’uomo, dal viso alla postura, preannunciava la sua imperiosa presenza. Il Sensei non era decisamente l’uomo decrepito che si era immaginata. 

Il loro incontro/scontro darà il via ad una “relazione” particolare: galeotto un paio di pantaloni, lui va da lei, nel suo studio, e la situazione si fa subito chiara. 

“Che cosa vuoi da me, Maestro Black?”

“Ronin”, la corresse. “Quando siamo fuori dal dojo, puoi chiamarmi Ronin e darmi del tu. Quanto a ciò che voglio da te…”

Amery si sentiva le farfalle nello stomaco mentre aspettava la sua risposta. Quegli occhi color topazio avevano catturato i suoi. “Indovina”.

“Ah, vuoi indietro i tuoi pantaloni?”

Risposta brillante, Amery.

“Voglio molto di più da te, e credo che tu lo sappia.”

I due iniziano a frequentarsi e fin da subito Ronin le monopolizza il tempo: la assume per creare un nuovo logo per il suo dojo, la invita fuori a cena oppure la ordina e mangiano a casa sua, nel dojo diventa il suo maestro personale nel mettere in pratica ciò che le viene spiegato e questo attira l’invidia delle altre compagne di corso e la preoccupazione del suo secondo Knox. Tutto questo perché lui crede che tra di loro ci sia qualcosa di più di un semplice rapporto professionale o di un corso di difesa. Lui vuole sapere tutto di lei, ma non ricambia alla stessa maniera. Anche dopo aver fatto sesso la prima volta, si percepisce come Amery stia “mutando”, mentre lui rimane fermo a non parlare. 

“È davvero incredibile il modo in cui ti sei appena arresa a me senza discutere. Questa dimostrazione di fiducia è una droga per una persona come me”.

“Una persona come te?”, ripeté.

“Una persona che non vuole solo una donna bellissima tra le sue braccia e nel suo letto, ma vuole una donna che possa davvero abbandonarsi a un uomo che le darà ciò che vuole.”

“Cioè cosa?”

“Piacere senza limiti”. 


La situazione tra loro comincia a vacillare quando Ronin le chiede di accompagnarlo ad un evento importante. Qui, Amery, rivede il suo ex che si stupisce/ingelosisce nel vederla con Mister Black (perché, tenete presente, TUTTI conoscono Ronin per vari motivi) e la mette in guardia su un dettaglio…“Gira voce che non sia chi dice di essere. Voci che dicono che non si è staccato completamente dal suo passato, un passato violento che gli ha permesso di finanziare il suo stile di vita e il dojo”.Ma la stessa situazione sarebbe comunque cambiata a prescindere da tale avvertimento. 


“Ti voglio, Amery. Ma a modo mio.”

Ronin le mostra una stanza particolare, segreta… una stanza che contiene varietà di corde e spade. Lei, ovviamente si sente a disagio, non è pronta “per certe cose” e se ne va… ma Ronin le dà di tempo una settimana per metabolizzare il tutto e, se non fosse tornata lei da lui, sarebbe andato lui da lei. Il distacco non fa bene ad entrambi: lei non dorme, fa ricerche per capire l’origine dello shibari (bondage giapponese), mentre lui fa lo stronzo a lezione con gli allievi. Knox, il secondo di Ronin nel dojo, va da Amery per farle luce su una parte di Ronin che lei non riesce a capire o ad apprezzare: Ronin non è semplicemente un Sensei, lui è un maestro della corda, nel fare legamenti ed esiste una specie di club dove si esibisce per mettere in mostra ciò che sa fare. Per farla breve, lei vede lo spettacolo e fanno la pace… anzi, lei vuole farsi legare (ogni legamento ha un suo nome, quindi non stupitevi nel trovarvi di fronte a legamenti a tartaruga, libellula e cose simili).È tornata la pace? No, perché resta sempre un problema di base: quanto Amery conosce Ronin?


Dopo l’esperienza, sventata, di un’aggressione ai loro danni, Amery si rende conto che il timore che ha nei riguardi dell’abilità con le corde di lui è molto minore rispetto a quello che prova vedendo con quanta facilità l’uomo passava alla violenza intenzionale. Altro fattore a rovinare ancora ulteriormente la vicenda è che la Hardwick Designs ha dei problemi economici e subito Ronin si offre per aiutarla investendo sulla piccola impresa. Nonostante tutto, stranamente, i due vivono la loro “situazione” tranquillamente: lui non parlando di sé e lei che, a prescindere o meno dal chiedere, ormai ha rinunciato. È tornata la pace? No, perché, durante delle compere, la coppietta incrocia una persona… una donna amica dell’ex di Ronin… un’ex che sta per tornare… È tornata ORA la pace? NO, perché  è proprio ORA che arriva il bello. Quando Amery va ad un appuntamento di lavoro con la signora Hirano dell’Okada Foods, mai si sarebbe aspettata di doversi confrontare con la sorellastra di Ronin, la quale comincia a spifferare tutto ciò che il “suo uomo” non le ha detto nell’arco di tempo che si sono frequentati.

Quello che la infastidiva, la feriva e la logorava era che Ronin non si fidasse abbastanza di lei da dirle chi era veramente, ma che allo stesso tempo a lei chiedesse di aprirsi del tutto a lui, anima e corpo. Una sensazione di disgusto cominciò a mettere radici. 

Ovviamente lei, di fronte a queste rivelazioni, va da lui tutta incazzata e discutono: un confronto che si concluderà con Amery che gli dice addio (e con lui che non ci sta e la rivuole). 
BENE, POPOLO, VENIAMO A NOI!

I PRO sono facili: ho apprezzato solo gli ultimi due capitoli del libro, quelli dove lei scopre la verità e affronta lui.
I CONTRO ve li elenco:
  • Partendo dalla premessa che io sono una fan sfegatata di Christian Grey, trovare nel libro una stanza segreta dove lei deve andare quando lo dice lui e aspettarlo oppure leggere che lui ha usato la sua cravatta per bendarla oppure trovare frasi del tipo “è solo che sono abituato ad avere il controllo della situazione e non so come comportarmi quando non è così” mi ha fatto girare i maroni!;
  • Troppo sesso, troppo BDSM, troppe corde (a lei dona la corda rossa in quanto ha la pelle come porcellana, DIO AIUTAMI TU!!!)… il troppo storpia! Mi aspettavo un giusto equilibrio di cose/situazioni, invece di ritrovarmi SEMPRE la protagonista che emetteva gemiti o legata come un salsicciotto;
  • La protagonista è un personaggio non dal forte carattere: si è fatta manipolare dall’ex e anche dal protagonista stesso. Non ha una personalità decisa e non la si può giustificare solo perché è nata in una famiglia come la sua;
  • Tutto l’alone di mistero che avvolge Ronin mi sembra una roba esagerata: addirittura si fa riferimento ad un eventuale coinvolgimento con mafia giapponese!! Bè, allora lui e Gideon Cross si possono dare la mano!;
  • CILIEGINA SOPRA LA TORNA, IL PEZZO COMICO DEL LIBRO ARRIVA QUANDO LUI LE SPIEGA CHE IL DESTINO LI HA FATTI INCONTRARE, GALEOTTO…. UDITE UDITE…. UNA CICATRICE!!! Praticamente lei ha una cicatrice che assomiglia all’ideogramma giapponese che indica il “guerriero samurai solitario” e indovinate qual è la traduzione per “guerriero samurai solitario”??? RONIN! Ergo, lei ha tatuato sulla pelle il nome di lui!!! DIO SANTO COSA MI TOCCA LEGGERE!!! È come se io avessi una voglia a forma di pesce e andassi in giro a dire “sono destinata a sposarmi con uno del segno dei pesci”.
Non mi è piaciuto com’è stato scritto, non mi piace proprio la storia!! Perché non mi ha coinvolta! È un altro esemplare di libro che dà il via alla sagra della porchetta! Io AMO le autrici che mi portano sulla scena, che mi fanno sentire a un centimetro di distanza dai personaggi, che mi fanno provare brividi sia belli che brutti, che mi fanno sentire viva! Comunque, anche se non ero intenzionata a farlo, leggerò i seguiti sperando che si smuova qualcosa.


VOTO: 2 STELLE

giovedì 7 maggio 2015

“Indebted” di J.L. Beck (A Kingpin Love Affair #1) [INEDITO IN ITALIA]




Buongiorno ragazze! Oggi AVRETE L’ONORE di conoscere il grandissimo Alzerro King, l’uomo (già che dico “uomo” e non “personaggio” è tutto dire) che ha turbato la mia sanità mentale… ovviamente, ciò che ne rimaneva! Sto per parlarvi, infatti, di “Indebted”, primo volume della serie “A Kingpin Love Affair” di J.L. Beck. 

Vi premetto da subito che io stravedo per LUI… altro che farfalle nello stomaco, c’era un uragano, uno tsunami! Vi confesso che non sono lucida in quest’istante, perché sono pochissimi i protagonisti maschili che mi coinvolgono al 101%, quindi, senza indugiare, voglio iniziare questa recensione con un pensiero dello stesso Zerro.



Ecco, lo sapevo… sto tremando! Lo so che non state capendo il mio stato d’animo, ma quelle parole riassumono benissimo tutto il libro. Zerro, solo per gli amici, non è mai stato così: il libro si apre con un breve prologo composto da due parti dove vediamo e capiamo perché, spesso, la vita di qualcuno è costretta a cambiare suo malgrado. Nella prima parte veniamo immersi nel bel mezzo di una situazione tragica avvenuta nel passato dell’uomo, quando era semplicemente un bambino: non sappiamo perché, ma qualcuno vuole strapparlo a sua madre e trasformarlo nel futuro Re della Mafia! Io personalmente non sapevo cosa cavolo pensare! Di punto in bianco vedi sulla scena un uomo che, insieme ad altri, sta cercando disperatamente questo bambino per portarlo via e che uccide questa donna che non vuole lasciarglielo fare! In tutto questo frangente, il bambino in questione assiste all’uccisione di sua madre e, dopo essersi nascosto per non farsi catturare, fa una promessa, un giuramento:

Li avrei trovati e avrei fatto loro del male, 
come ne hanno fatto a mia madre.

Mi dovevano le loro vite 
avrei fatto in modo che avessero pagato il loro debito.


Nella seconda parte del prologo veniamo catapultati a 17 anni dopo, dove non troviamo più un bambino ovviamente, ma un uomo: non un semplice uomo. Zerro è un mafioso che fa prestiti in denaro che poi rivuole indietro: se non ottiene ciò che vuole in questo, non ha nessun problema ad uccidere… fino a lei. In una delle tante occasioni di “prestito non ancora rimborsato”, il mafioso era sul punto di aggiungere un’altra tacca alla sua lista di morti se non fosse stato che la figlia della sua vittima in questione non si fosse messa in mezzo. Bree è una ragazza che ha perso la madre a causa del cancro ed è partita per il collage non sicura della scelta presa in quanto non voleva lasciare il padre da solo… ma, tornata a casa, vede che qualcosa non va e il primo segnale di pericolo è rappresentato da un SUV nero parcheggiato davanti la sua abitazione… secondo segnale? Un uomo in abito scuro con una pistola! Inutile il tentativo di chiamare il 911, perché questo man in black la trascina nella sua stessa casa dove scopre la verità: suo padre, a causa di problemi economici molto ma molto gravi, è stato costretto a chiedere un prestito a Zerro, il quale in quel preciso istante era andato per riaverlo indietro. Ma la situazione non sembra risolversi e Bree può fare solo una cosa: non vuole perdere suo padre, quindi si offre come forma di pagamento.


“Oh, mia cara Bree, è questo il punto.

Sei mia.

La tua vita è mia.

I tuoi ricordi, le tue emozioni, i tuoi desideri sono miei.

Ti possiedo.

La tua vita, come la conoscevi, non esiste più.”


Qui, mi sono sciolta come un cubetto di ghiaccio! Occhi a cuoricini, con tutto che non è una bella situazione per la protagonista. Dal canto suo Bree non permetterà assolutissimamente a Zerro di controllarle cuore e mente, neppure se sarà costretta a sottostare a delle regole durante il suo “soggiorno” in casa King.



“Spero che tu mi tratti come una persona e non come una prigioniera.”

“Ti tratterò come desideri essere trattata e niente di meno”


Trattami come ti pare, basta che mi tratti! Scusate, mi sono lasciata andare! Dicevamo… durante questa “permanenza”, per la precisione… durante la descrizione di questa “permanenza” ( e che “permanenza”), l’autrice ci fornisce più elementi caratteriali di Zerro e ho deciso di creare un’immagine per riassumerne alcuni.



Ma quando Bree assiste ad un omicidio, la situazione precipita: tra i due si accende un “vivace battibecco” sul perché lui ha questa mania di uccidere… Meritava di morire… battibecco a cui ZERRO PONE FINE CON UN BACIO (il mio intestino freme al sol pensiero di quella crudezza!! Della serie “parli troppo, non discutere, ora ti faccio stare zitta io!”). Ma quella sarebbe stata solo la punta dell’iceberg, perché i problemi veri stavano per arrivare: ricevendo una visita a sorpresa di un altro mafioso di nome Luccio, Zerro apprende che c’è un infame traditore tra i suoi uomini e questo crea in lui ancora più nervosismo.


Sicuramente penserete che tra i due ci sia stato del sesso violento… bè, no. Bree non vuole avere rapporti sessuali con un uomo del genere, anche se lui le fa provare scintille piacere, anche se LUI LA RASSICURA CHE FAREBBE PIANO PERCHE’ SA CHE NON E’ QUESTO IL MOMENTO GIUSTO. La ragazza è vergine si, avete capito… e il fatto che LUI se ne preoccupi invece di fregarsene… bè, mi ha scioccato. Ma, ovviamente, per Zerro c’è sempre prima il dovere: accompagnandolo in un night-club, Bree erroneamente pensa che sono lì per divertimento… bè, no.

Il diavolo è venuto per giocare


Peccato che il suo “gioco” consista nel riscuotere il denaro di quelle persone nel club. Ora, immaginate la scena: tutti contro il muro, un gruppetto di uomini con le armi pronto a fare una strage se i soldi non saltano fuori… sembrerebbe un film! Ovviamente, secondo voi, chi poteva essere quella stupida (in questo caso) che, non facendosi i fatti suoi, sta per mettersi nei casini? Ovvio, Bree: per aver OSATO urlargli contro, per aver OSATO dirgli che tutto questo era una pazzia, la ragazza passa dalle stelle alle stalle… finisce nella prigione sotterranea. 

Non ho mai permesso a nessuno di avvicinarsi a me.


Zerro si rende conto che qualcosa sta cambiando in lui: era sempre sicuro su tutto quello che faceva, ma ora lei sta aprendo un varco nella sua testa, nel suo essere a tal punto che sente nascere in sé una specie di conflitto interiore, in quanto lei ha la capacità di mettere in discussione il suo operato. E questa cosa non va a genio a chi vorrebbe Zerro “al top della sua forma”: infatti, chi gli sbatte in faccia questa netta realtà è il suo braccio destro Mack, il quale esorta Zerro a uccidere Bree così da riprendere in mano le redini della sua mente. Ma potrà mai LUI uccidere una persona che ormai gli si è insinuata sotto la pelle?

Come posso desiderare un tale assassino senza cuore?

È come se Dio stesse giocando in modo crudele con le mie emozioni.


Questo è un gioco al massacro. È un gioco “a chi perde prima cosa”. Bree è consapevole che una parte di lei, quella più oscura, desidera quell’uomo… è quella parte oscura che brama la paura e le tenebre che solo lui può portare in me. Quando lei viene liberata dalla prigione a sua insaputa, l’autrice rimarca il perché Zerro è un personaggio che ragiona come ragiona, che agisce come agisce. 




Quello che si sta instaurando tra Zerro e Bree è difficile da definire: è un incrocio tra l’ Odi et Amo catulliano e il terzo principio della dinamica (Ad ogni azione corrisponde una reazione uguale e contraria…. Ahaha!!). Si percepisce la voglia di lui di provare qualcosa di proibito con lei e non intendo solo in senso erotico… il fatto che lei rappresenti una debolezza, il fatto che pensi che l’amore non sia un qualcosa destinato a lui visto che chi ha amato gli è stato portato via, fa capire che c’è tanto in questo personaggio. La cosa infatti che risalta all’occhio è che Zerro vuole che Bree pensi che niente lo possa spezzare: il fatto che sappia cosa significhi subire una perdita e conoscere il dolore e l’angoscia che essa comporta, non significa che sia un tipo morbido… anche le scene di sesso servono a far capire che lui ha bisogno di avere il controllo sulla situazione (ovviamente questo tipo di controllo è diverso da quello che trovate scritto riguardo Christian Grey): lui vuole “distruggerla” per poi “rimetterla insieme” come crede. Anche quando lui la porta a cena, risalta fuori il discorso del “perché uccidi la gente?” (ed io mentalmente “perché sei torda??Perchè non ti fai mai i cazzi tuoi???Vuoi morire???”) e Zerro le mette le mani in gola (COME SI FA A NON AMARLO??!?!?!?!?). Ma il post cena sarà la ciliegina sulla torta: state pensando ad una mega sessione di sesso? No no, vi sbagliate! Vi pare che questo libro potesse concludersi così banalmente? La coppietta va da Luccio, perché Zerro vuole chiarire una questione con lui (ovviamente l’oggetto della discussione è stata omessa nella recensione), ma termina in un’altra maniera! Zerro, ferito e salvato da Bree, viene portato in un nascondiglio in montagna: quanto ho invidiato Bree! La descrizione da questo momento in poi è forte e fragile allo stesso tempo e quindi decido di chiudere così la recensione: come reagiresti, tu lettrice, se il libro si concludesse con Bree e Zerro che si scoprono innamorati per poi passare alla scena successiva dove Mack (quel bastardo maledetto!!!) rompe l’idillio per dire che Bree è la talpa e che suo padre è stato colui che ha assassino sua madre? 

Egli in realtà preme il grilletto!


Lo so, ho scritto un papiro e devo finire ancora il secondo libro, mentre l’autrice sta per scrivere il quarto dove ci sarà un altro protagonista. Cosa posso dire? Mi è piaciuto na cifra e mi conforta il fatto che nulla è stato banale, anzi… ho percepito la battaglia interiore del protagonista, ho captato la sua spaccatura psicologica/emotiva tra “devo farlo perché sono il capo” e “non voglio farlo perché non voglio, punto!”.


VOTO: 5 STELLE ++++++++++++++++++++++++++++++


"Mai senza te" di Rebecca Donovan [a cura di Ilenia]

Trama

Cal Logan rimane di sasso alla vista di Nicole Bentley in piedi di fronte a lui, a un party in maschera a migliaia di chilometri dalla loro città natale. Nessuno infatti ha più avuto notizie di lei dal giorno del diploma, un anno prima. Ma la ragazza somiglia solo a quella Nicole per la quale Cal aveva una cotta. Il suo nome è Nyelle Preston e non ha idea di chi lui sia. Nyelle è impulsiva e audace, la sua passione per la vita è contagiosa. Proprio il contrario di Nicole. Cal ne resta completamente affascinato e avvinto. Ma Nyelle è anche molto riservata, fino all’eccesso. E più Cal scopre che cosa nasconde e meno vorrebbe sapere…

Cosa ne pensa Ilenia....

Care amiche, oggi per me è un giorno speciale perché recensisco per la prima volta un libro; beh abbiate pazienza. Ho deciso di iniziare da “Mai senza te” della mia tanto amata Rebecca Donovan, autrice conosciuta in Italia per la pubblicazione de “Il nostro segreto universo Trilogy”, storia alquanto tormentata. 

La Donovan questa volta è tornata con un romanzo auto-conclusivo appartenente al genere Young Adult, dove i protagonisti sono un gruppo di amici: Cal, Nicole, Rae e Richelle. Tutto sembra andare alla grande fra di loro, finché un giorno Richelle si trasferisce a San Francisco e Nicole chiude i ponti con Cal e Rae. Nicole inizia a frequentare l'élite della scuola  allontanandosi sempre più dai suoi amici. Dopo il diploma sparisce, e tutti credono che sia andata ad Harvard.  Una sera, però, alla festa di Halloween, Cal la rivede. E’ lei o non è lei? E’ questo che si chiede Cal Logan quando incontra il suo sguardo, ma come può dimenticare i suoi occhi?


“Non può essere lei”, mormoro
[…]
“Non capisci!”, esclamo. “Ha i suoi occhi”

Nicole ora è così diversa, non sembra più la bambina con la quale lui ha trascorso l’infanzia, eppure, quando la rivede, è sicuro che la ragazza che dice di chiamarsi Nyelle Preston sia Nicole Bentley. E, da quando l’ha rivista, non riesce a smettere di pensare a lei. Spera di incontrarla nuovamente per cercare di capire cosa le sia successo. Lei non è più la ragazzina che  aveva il timore di deludere i propri genitori e di giocare con i suoi amici per evitare di sporcarsi l’abitino rosa con i fiori. La Nyelle di adesso è spensierata e divertente, o meglio in gran parte del romanzo è folle e indecifrabile. Carpe diem è il  suo motto, fai di oggi quello che non potrai fare domani. La suspense ha il sopravvento in tutto il romanzo e, nell’arco della narrazione,  ti chiedi in continuazione cosa sia realmente successo alla protagonista. Perché non riconosce Cal? 



“Cal?”
“Sì?”, rispondo, senza poterla vedere.
“Sei mai stato innamorato”?
Per un attimo c’è solo silenzio.
Non ero preparato a questa domanda.

Nel libro sono presenti frequenti salti temporali dal presente al passato che aiutano a capire meglio la storia. Infatti, bisogna prestare attenzione fin dall’inizio ai punti di vista alternati; possiamo trovarci Cal al presente o una giovane Richelle e Nicole nel passato.

“Per favore non farti male mai più”,
sussurro cercando di non piangere.
“Sei la mia migliore amica.
Quando stai male, sto male anch’io.
Ti prego, non voglio che ti accada più niente di brutto.” 

Ho letteralmente divorato questo romanzo in due giorni. La storia scorre velocemente tra qualche pazzia e l’altra. Vi rivelo un piccolo segreto: NON RIUSCIRETE A STACCARVI DA QUESTO LIBRO. Se in un primo momento il libro può risultarvi piatto, dategli una piccola opportunità perché ne vale assolutamente la pena. E poi con la Donovan non si scherza mai, riuscirà a tenerci sul filo del rasoio fino all’ultima pagina. Vi lascio un piccolo assaggio:


“Aspettiamo una stella cadente, così possiamo esprimere il desiderio di una seconda possibilità. E poi quando cade… esprimo un desiderio per te”.
Apre gli occhi. Sono così luminosi che quasi mi accecano.
“Per me?”
“Già.  Nyelle, voglio essere il tuo migliore amico. Ma non posso essere solo tuo amico”, spiego.
“Tu sei lei… la ragazza dei miei desideri. Quella che mi pentirei per sempre di lasciar andare.”


Che altro dire… aspetto i vostri commenti. La Donovan con “Mai senza te” si guadagna a mio avviso cinque stelline piene. Buona lettura a tutte! 

VOTO: 5 STELLE









lunedì 4 maggio 2015

"Questione di cuore" di Carmen Bruni [Recensione a cura di Barbara]


Trama

È difficile custodire per tanti anni nel proprio cuore un amore non corrisposto. È ancora più difficile se si tratta del migliore amico di tuo fratello. Diventa impossibile se lui ti considera poco più che una sorella. Giorgia, ventitré anni e il sogno di diventare fotografa, ogni volta giura a se stessa di lasciar perdere, di andare avanti per la sua strada e ogni volta, puntualmente, ritorna sui suoi passi. Finché qualcosa non sembra cambiare. Alessandro, dopo aver trascorso un anno a Londra per dimenticare un dolore troppo profondo anche solo da raccontare, non è più quello di prima. C’è un’ombra nuova nel suo sguardo, quella di un segreto difficile da custodire e impossibile da perdonare. E qualcosa nel suo atteggiamento verso Giorgia è cambiato: non è più protettivo, ma geloso e possessivo, e le continue battute si sono trasformate in occasioni per flirtare e sedurla. Il fatto che si sia trasferito nell’appartamento accanto a quello della ragazza rende la situazione ancora più complicata… Giorgia scopre un Alessandro diverso, che finalmente la tratta come una vera donna: la osserva, la studia, la tocca. Ormai convinta che il suo sogno si stia per avverare, Giorgia però non sa che la realtà è ben più complessa e che ci sono verità che, se svelate, sono in grado di spezzare antiche amicizie e promesse. Quale sarà il prezzo di questo amore? E che cosa nasconde Alessandro con tanta tenacia?
Questione di cuore, inizialmente autopubblicato su Amazon, per settimane ha occupato i primi posti della classifica. A grande richiesta delle lettrici, ora Carmen Bruni sta lavorando al seguito.




Recensione a cura di Barbara

Care Lettrici, è il primo libro che mi trovo a recensire, spero di essere il più chiara possibile e di trasmettervi ciò che questo romanzo mi ha suscitato. Parto da una frase per introdurvi il libro di cui vi sto per parlare:

"Quando capisci com'è avere dentro di te un'assenza, non puoi fare a meno di gioire quando quell'assenza si riempie di ciò che hai sempre voluto!".

È la mia frase preferita, tratta dal romanzo di Carmen Bruni "Questione di cuore". 
La protagonista è Giorgia Mancini, ragazza ventitreenne, amante della fotografia che studia presso la Nuova Accademia Di Belle Arti a Milano, innamorata, sin dall'età di 12 anni di Alessandro Castelli, il migliore amico di suo fratello Carlo. Jo coltiva questo suo sentimento, di giorno in giorno, fino a quando non capisce che non è una semplice cotta da ragazzina, ma è innamorata sul serio di quel ragazzo che l'ha sempre colpita sin da quando era adolescente o addirittura una bambina, fino a permettergli di entrare nel suo cuore. Ovviamente ha paura di dichiarare ad Alessandro il suo amore perché è certa che lui non provi nient'altro che un bene fraterno. Ci ritroviamo così, a leggere del classico e dolente "Amore non Corrisposto". Infatti, Ale l'ha sempre vista come una sorella minore, come la sorella intoccabile del suo migliore amico, come la sua piccola e tenera Stellina, fino al momento del suo ritorno a Milano, dopo un anno che ha trascorso a Londra. Da qui ne succedono di vicende, soprattutto perché Alessandro si ritrova a non essere l'amico protettivo ma diventa geloso e possessivo nei confronti di Giorgia. Quest'ultima si continua a domandare se effettivamente il ragazzo che ama da ormai tanto tempo, abbia iniziato a vederla sotto una luce diversa, abbia iniziato finalmente a trattarla come una vera donna e non più come l'ingenua sorellina di suo fratello. Purtroppo, quando ami qualcuno e si è convinti che l'altra persona non provi nulla nei tuoi confronti, oltre ad una semplice amicizia, si ha il terrore di esporsi, per non ricevere un rifiuto, ma anche, per non rovinare quel filo sottile che unisce quel piccolo legame.
 
"Perché, nell'istante in cui avesse scoperto i miei sentimenti, sarebbe andata proprio così, ne ero sicura. Di conseguenza, niente più abbracci, chiacchierate, uscite o stupidi bacetti sulla fronte o sulle guance. E io, che andavo avanti soltanto grazie a quelli, mi sarei condannata a morte."

Giorgia, nota il nuovo atteggiamento di Alessandro verso di lei, ma non è convinta, non si fida, non vuole soffrire ancora più di quanto già non soffra, non sa se tutto può essere vero o frutto della sua fervida immaginazione che sembra stia diventando finalmente realtà. Infatti, succede questo: dal momento del loro primo bacio, quando Giorgia, in un istante in cui è ubriaca (come tutti sappiamo in certe circostanze siamo tutti più lucidi e affermiamo le verità più imbarazzanti) confida al suo amore di essere da sempre innamorata di lui ed Ale nota che nessuna mai prima di Stellina lo aveva accarezzato in quel modo così delicato, come se fosse stato talmente delicato da potersi frantumare.

"Nessuno mi aveva mai baciato come lei. Lentamente, con accortezza, assaporando istante dopo istante come se fossero gocce rare di un elisir miracoloso. Nessuna mi aveva accarezzato il viso come se fosse stata una cosa fragile. Respirato come aria rarefatta. Mi ero perso. Ritrovato e riperso."

Da qui iniziano alcuni tira e molla, soprattutto perché il bel Castelli è considerato un playboy e nonostante Giorgia lo ami da sempre, lui deve conquistare la sua fiducia, e non solo questa, ma anche quella del suo migliore amico. Deve cercare di fargli capire in tutti i modi che non è più lo stesso di un tempo, ma che si è ritrovato diverso grazie a sua sorella, di cui ha scoperto di esserne innamorato.
Ho adorato questo romanzo, mi ci sono imbattuta perché mi ritrovo completamente nell'impacciata Giorgia. È difficile amare una persona e non potergli dire: "Guarda sono qui per te, farei qualsiasi cosa affinché tu sia felice". La protagonista nasconde ogni più piccolo sentimento per ben dieci anni, ma un giorno accade l'inaspettato: Alessandro la vede diversa. Questo libro ha tutto: romanticismo, ironia, amore. È stata una lettura piacevolissima: uno perché amo i libri raccontati in prima persona; due perché, oltre al punto di vista femminile, ci sono capitoli raccontati da quello maschile, in cui riesci a capire cosa prova e pensa il sesso opposto; tre perché mi ha coinvolto, mi ha trascinato pagina dopo pagina per scoprire fin dove arriverà l'amore tormentato della protagonista. Ho adorato ancora di più questo libro, perché i personaggi sono due persone normalissime. Nessun amministratore delegato, nessuna donna mozzafiato. Giorgia è una ragazza semplice, la classica bellezza acqua e sapone. Alessandro per me, è il ragazzo della porta accanto, simpatico, divertente e bello che a tutte piacerebbe avere al proprio fianco. Mi piace leggere di quelle storie possibili, in cui riesci a credere che l'anima gemella esista davvero, che tutto ciò che si sogna, che quella persona tanto desiderata, possa un giorno aprire gli occhi e notarti, vedere finalmente che ci sei, che ci sei sempre stata e che potrai esserci per sempre. Per chi cerca un libro che racconti la storia di un amore puro, vero e sincero, capace di far sognare, di farti immedesimare nei momenti di gioia e in quelli sofferenti consiglio "Questione di cuore" di Carmen Bruni. L'ho apprezzato sin dalle prime pagine e l'ho divorato fino alle ultime. Mi è piaciuto un sacco. Non vedo l'ora di leggere una prossima opera di questa bravissima autrice italiana. Complimenti Carmen per avermi regalato delle belle emozioni!
A presto,
Barbara.


VOTO: 4 STELLE

sabato 2 maggio 2015

"Red & Wolfe" di Ella James [INEDITO IN ITALIA]


Partiamo con una storia che si basa sulla favola di Cappuccetto Rosso. Ella James crea un racconto che è veramente hot, forse… fin troppo hot!

Un hot che, a volte, ho ritenuto eccessivo! Addirittura ho pensato che le scene di sesso fossero state messe lì a caso oppure giusto per riempire un vuoto nel libro perché non si sapeva che cosa scrivere o come “allungare il brodo”. Quindi, donne, state per “incontrare” Cappuccetto Rosso e il Lupo cattivo.  

“Questa non è la mia vita. Non può essere la mia vita” 



Quando Sarah Ryder, detta “Red” perché ha i capelli rossi, perde il lavoro come critico d’arte per un giornale di Boston, non si sarebbe neanche minimamente aspettata che il suo fidanzato la lasciasse per un’altra. Ma, questo abbandono, ha avuto ulteriori ripercussioni: i due condividevano un appartamento e, di conseguenza, dividevano le spese. Ora Red è costretta a pagare la cifra intera di quell’abitazione. Dopo due mesi passati senza lavoro né soldi, Red è a pezzi: non può più fare le cose che faceva prima, non può più accettare gli inviti a uscire, rifiuta l’invito della sua amica Katie a trasferirsi da lei. La sua diventa una vita fatta di ristrettezze: per tirare avanti, lei mette in vendita on-line quasi tutte le sue cose al fine di racimolare il denaro che gli serve. Devo dirvi che, questa parte del libro incentrata sulle difficoltà di lei, mi è piaciuta tanto… ma non perché sia una sadica e mi piace vedere qualcuno soffrire! Ma, piuttosto, per come Red affronta il problema! Questo pezzo è un qualcosa che tranquillamente accade anche nella realtà che ci circonda, dunque immaginate la scena: lei è sempre alla ricerca di un lavoro che non trova, lei è talmente disperata che ha anche considerato l’ipotesi di fare l’escort se questo le garantirebbe un tetto sopra la testa. Ma la ragazza ha una risorsa nelle sue mani. C’è da premettere che la nostra protagonista non ha famiglia… eppure, qualcuno c’è ancora in vita, sua nonna materna: Gertrude O’Malley è una scrittrice famosa che vive da sola su un’isola chiamata Rabbit Island. Red le chiede un aiuto economico… un aiuto che ottiene e quantificato in 30.000 dollari. Un aiuto che richiede qualcosa in cambio. 

 
Il mio telefono vibra: un’e-mail.


  Lei ha scritto solo una parola: “Vieni” 

Ma non è stata la nonna di Red a fare tutto questo. James Wolfe non è la nonna di Red. È un uomo che, sei anni prima dell’inizio di questa storia, è stato processato per l’omicidio di sua moglie. È un uomo che vive da solo su quella stessa isola e che dipinge sotto il misterioso pseudonimo di “W”. Nessuno, eccetto suo cugino Bob, sa dov’è James. Nessuno, eccetto Bob, sa che James e “W” sono la stessa persona. Per James, l’isola è molto importante per avere privacy e conservare il suo anonimato come “W”. Ma l’isola non è sua, è di Gertrude e, di conseguenza, spetta di diritto a Red. Ecco perché non mi sono meravigliata delle varie macchinazioni mentali di quest’uomo. Quando Red e James s’incontrano, io non sapevo se ridere o piangere… quindi immaginate la scena: lei è convinta d’imbattersi in una vecchietta coi capelli grigi e invece si ritrova davanti un bel pezzo di manzo…ops, volevo dire un uomo che sùbito la informa che sua nonna è morta, che lui le ha gentilmente donato i soldi, ma che se l’è ripresi perché voleva avere la certezza che lei andasse! Immaginate la faccia di Red che si sente dire tutto questo. Aggiungete lo stupore nel sentirsi affermare che riavrà i soldi, più altri 30.000 dollari se gli cederà l’isola, più altri 10.000 se andrà con lui sull’isola per una notte al fine di visitarla e parlare della firma per la cessione (30.000+30.000+10.000=70.000). In tutto questo clima di contrattazioni, aggiungete anche i pensieri mentali porno di lui. 

“Sei come… il lupo cattivo”



Ovviamente James non è uno stupido, non gli ha fornito il suo vero nome, ma neanche uno totalmente falso: Race. Quando il “lupo” convince Red a salire sulla barca e ad andare sull’isola, scoppia l’attrazione: Race, badate bene, la vuole in tutti i modi possibili e in tutti i luoghi (canticchiavo in testa la canzone di Valerio Scanu… “in tutti i luoghiiiiii e in tutti i laghiiiiiii” che tralaltro cade pure a pennello visto l’ambientazione). 


“Voglio assaggiarti. Mi piacerebbe assaggiarti.” 


Inutile che vi dica che da qui in poi è tutto sesso, l’80% del libro lo è… non vi nascondo neanche che, quando lui ha chiesto a lei se sapesse cosa fosse una sottomessa, mi sono cadute le braccia (della serie “Qualcuno mi aiuti, sono entrata nel tunnel e non è quello del divertimento cantato da Caparezza”)! Ovviamente, anche lui è un maniaco del controllo (ovviamente), anche a lui piace legare (ovviamente i miei pensieri sono volati al libro “Legami” e mi sono cadute “altre cose” dopo le braccia). Quindi, saltando questo sesso selvaggio, cerchiamo di vedere cosa succede di importante. Red capisce che Race, in realtà, è James Wolfe (naturalmente ometto come lo capisce). Lui si agita: ora che lei sa la verità, rappresenta una minaccia e ha bisogno che Red firmi un documento di riservatezza. Ma lei gli dice che non è l’unica a saperlo e i documenti diventano due. Questi documenti non li ha in casa, quindi qualcuno glieli deve portare sull’isola. Doveva essere Bob, il cugino, a farlo. Ma non è così. I fatti a seguire sono raccontati tutti in maniera veloce: Race rinchiude Red in una stanza, deve essere lucido e vedere come risolvere la situazione. Non può permettersi il lusso che il mondo sappia dove si trova. Ma proprio in quel momento viene sedato e catturato 



“Quindi questo è il dominatore killer?” 

Sull’isola non è arrivato Bob, ma l’avvocato John Linn che ha un unico scopo: uccidere Race e vendicarsi di Cookie. Ora vi spiego! Cookie era la moglie di Race. È stata costretta a sposarsi, ai tempi che furono, affinché potesse ereditare il patrimonio familiare. I due non si amavano, ragion per cui erano una coppia aperta. Col tempo però Race si era innamorato veramente della moglie, ma lei non ricambiava i suoi sentimenti e aveva il suo sottomesso fisso con cui “giocare” (e già, essendo questa una storia strana, doveva avere alle spalle un’altra storia strana). Peccato che sia Cookie che il suo amante siano stati ritrovati impiccati e Race accusato dell’omicidio. Ora Lynn vuole vendetta, ma Race riesce a mettere lui e gli uomini che si è portato dietro ko e ha bisogno di trovare Red, perché anche lei è stata catturata. Dopo averla salvata, lui le dice di andarsene perché l’isola non è sicura. Il loro distacco è difficile, ma avviene (vi devo per caso dire cosa fanno prima che lei parta???). Passano 7 giorni e Red incontra Bob che le porta dei documenti che deve firmare (vi dico solo che è un documento che non riguarda la riservatezza, ma un’altra questione). Ma a Red non basta e ritorna sull’isola: mentre i due sono impegnati nella loro “attività” preferita e sono nudi nel letto, qualcuno sta puntando una pistola nella loro direzione. Il vero assassino di Cookie, il vero colpevole è lì e ora vuole ucciderli. Chi sarà mai costui? E come finirà per “Cappuccetto Rosso” e il “Lupo cattivo”?

Bè, mi aspettavo qualcosa di più, qualcosa di diverso. Sinceramente non voglio fare la pudica, ma penso che l’elemento hot non sia una cosa facile da gestire in un libro: può essere un’arma a doppio taglio.  Non mi è piaciuta molto questa storia, fatta eccezione per due scene… vi dico tranquillamente che, quando facevo pausa dal leggerlo, faticavo a riprenderlo in mano! E cercavo sempre di distrarmi con altre letture. Quanto tempo ho impiegato a leggere questo libro? Otto giorni. Ho avuto l’angoscia, non finiva mai. Quando si stava facendo interessante, ecco che l’atmosfera veniva spezzata dal sesso. Per non parlare della scena finale che mi ha fatto scoppiare dalle risate: loro due nudi nel letto a fare le acrobazie sessuali e l’assassino che azzecca il momento giusto!! Ahahahaha!!! Leggerò altro dell’autrice, voglio vedere se ha avuto e/o ha altre carte da giocare. 


VOTO: 2 STELLE