giovedì 7 maggio 2015

“Indebted” di J.L. Beck (A Kingpin Love Affair #1) [INEDITO IN ITALIA]




Buongiorno ragazze! Oggi AVRETE L’ONORE di conoscere il grandissimo Alzerro King, l’uomo (già che dico “uomo” e non “personaggio” è tutto dire) che ha turbato la mia sanità mentale… ovviamente, ciò che ne rimaneva! Sto per parlarvi, infatti, di “Indebted”, primo volume della serie “A Kingpin Love Affair” di J.L. Beck. 

Vi premetto da subito che io stravedo per LUI… altro che farfalle nello stomaco, c’era un uragano, uno tsunami! Vi confesso che non sono lucida in quest’istante, perché sono pochissimi i protagonisti maschili che mi coinvolgono al 101%, quindi, senza indugiare, voglio iniziare questa recensione con un pensiero dello stesso Zerro.



Ecco, lo sapevo… sto tremando! Lo so che non state capendo il mio stato d’animo, ma quelle parole riassumono benissimo tutto il libro. Zerro, solo per gli amici, non è mai stato così: il libro si apre con un breve prologo composto da due parti dove vediamo e capiamo perché, spesso, la vita di qualcuno è costretta a cambiare suo malgrado. Nella prima parte veniamo immersi nel bel mezzo di una situazione tragica avvenuta nel passato dell’uomo, quando era semplicemente un bambino: non sappiamo perché, ma qualcuno vuole strapparlo a sua madre e trasformarlo nel futuro Re della Mafia! Io personalmente non sapevo cosa cavolo pensare! Di punto in bianco vedi sulla scena un uomo che, insieme ad altri, sta cercando disperatamente questo bambino per portarlo via e che uccide questa donna che non vuole lasciarglielo fare! In tutto questo frangente, il bambino in questione assiste all’uccisione di sua madre e, dopo essersi nascosto per non farsi catturare, fa una promessa, un giuramento:

Li avrei trovati e avrei fatto loro del male, 
come ne hanno fatto a mia madre.

Mi dovevano le loro vite 
avrei fatto in modo che avessero pagato il loro debito.


Nella seconda parte del prologo veniamo catapultati a 17 anni dopo, dove non troviamo più un bambino ovviamente, ma un uomo: non un semplice uomo. Zerro è un mafioso che fa prestiti in denaro che poi rivuole indietro: se non ottiene ciò che vuole in questo, non ha nessun problema ad uccidere… fino a lei. In una delle tante occasioni di “prestito non ancora rimborsato”, il mafioso era sul punto di aggiungere un’altra tacca alla sua lista di morti se non fosse stato che la figlia della sua vittima in questione non si fosse messa in mezzo. Bree è una ragazza che ha perso la madre a causa del cancro ed è partita per il collage non sicura della scelta presa in quanto non voleva lasciare il padre da solo… ma, tornata a casa, vede che qualcosa non va e il primo segnale di pericolo è rappresentato da un SUV nero parcheggiato davanti la sua abitazione… secondo segnale? Un uomo in abito scuro con una pistola! Inutile il tentativo di chiamare il 911, perché questo man in black la trascina nella sua stessa casa dove scopre la verità: suo padre, a causa di problemi economici molto ma molto gravi, è stato costretto a chiedere un prestito a Zerro, il quale in quel preciso istante era andato per riaverlo indietro. Ma la situazione non sembra risolversi e Bree può fare solo una cosa: non vuole perdere suo padre, quindi si offre come forma di pagamento.


“Oh, mia cara Bree, è questo il punto.

Sei mia.

La tua vita è mia.

I tuoi ricordi, le tue emozioni, i tuoi desideri sono miei.

Ti possiedo.

La tua vita, come la conoscevi, non esiste più.”


Qui, mi sono sciolta come un cubetto di ghiaccio! Occhi a cuoricini, con tutto che non è una bella situazione per la protagonista. Dal canto suo Bree non permetterà assolutissimamente a Zerro di controllarle cuore e mente, neppure se sarà costretta a sottostare a delle regole durante il suo “soggiorno” in casa King.



“Spero che tu mi tratti come una persona e non come una prigioniera.”

“Ti tratterò come desideri essere trattata e niente di meno”


Trattami come ti pare, basta che mi tratti! Scusate, mi sono lasciata andare! Dicevamo… durante questa “permanenza”, per la precisione… durante la descrizione di questa “permanenza” ( e che “permanenza”), l’autrice ci fornisce più elementi caratteriali di Zerro e ho deciso di creare un’immagine per riassumerne alcuni.



Ma quando Bree assiste ad un omicidio, la situazione precipita: tra i due si accende un “vivace battibecco” sul perché lui ha questa mania di uccidere… Meritava di morire… battibecco a cui ZERRO PONE FINE CON UN BACIO (il mio intestino freme al sol pensiero di quella crudezza!! Della serie “parli troppo, non discutere, ora ti faccio stare zitta io!”). Ma quella sarebbe stata solo la punta dell’iceberg, perché i problemi veri stavano per arrivare: ricevendo una visita a sorpresa di un altro mafioso di nome Luccio, Zerro apprende che c’è un infame traditore tra i suoi uomini e questo crea in lui ancora più nervosismo.


Sicuramente penserete che tra i due ci sia stato del sesso violento… bè, no. Bree non vuole avere rapporti sessuali con un uomo del genere, anche se lui le fa provare scintille piacere, anche se LUI LA RASSICURA CHE FAREBBE PIANO PERCHE’ SA CHE NON E’ QUESTO IL MOMENTO GIUSTO. La ragazza è vergine si, avete capito… e il fatto che LUI se ne preoccupi invece di fregarsene… bè, mi ha scioccato. Ma, ovviamente, per Zerro c’è sempre prima il dovere: accompagnandolo in un night-club, Bree erroneamente pensa che sono lì per divertimento… bè, no.

Il diavolo è venuto per giocare


Peccato che il suo “gioco” consista nel riscuotere il denaro di quelle persone nel club. Ora, immaginate la scena: tutti contro il muro, un gruppetto di uomini con le armi pronto a fare una strage se i soldi non saltano fuori… sembrerebbe un film! Ovviamente, secondo voi, chi poteva essere quella stupida (in questo caso) che, non facendosi i fatti suoi, sta per mettersi nei casini? Ovvio, Bree: per aver OSATO urlargli contro, per aver OSATO dirgli che tutto questo era una pazzia, la ragazza passa dalle stelle alle stalle… finisce nella prigione sotterranea. 

Non ho mai permesso a nessuno di avvicinarsi a me.


Zerro si rende conto che qualcosa sta cambiando in lui: era sempre sicuro su tutto quello che faceva, ma ora lei sta aprendo un varco nella sua testa, nel suo essere a tal punto che sente nascere in sé una specie di conflitto interiore, in quanto lei ha la capacità di mettere in discussione il suo operato. E questa cosa non va a genio a chi vorrebbe Zerro “al top della sua forma”: infatti, chi gli sbatte in faccia questa netta realtà è il suo braccio destro Mack, il quale esorta Zerro a uccidere Bree così da riprendere in mano le redini della sua mente. Ma potrà mai LUI uccidere una persona che ormai gli si è insinuata sotto la pelle?

Come posso desiderare un tale assassino senza cuore?

È come se Dio stesse giocando in modo crudele con le mie emozioni.


Questo è un gioco al massacro. È un gioco “a chi perde prima cosa”. Bree è consapevole che una parte di lei, quella più oscura, desidera quell’uomo… è quella parte oscura che brama la paura e le tenebre che solo lui può portare in me. Quando lei viene liberata dalla prigione a sua insaputa, l’autrice rimarca il perché Zerro è un personaggio che ragiona come ragiona, che agisce come agisce. 




Quello che si sta instaurando tra Zerro e Bree è difficile da definire: è un incrocio tra l’ Odi et Amo catulliano e il terzo principio della dinamica (Ad ogni azione corrisponde una reazione uguale e contraria…. Ahaha!!). Si percepisce la voglia di lui di provare qualcosa di proibito con lei e non intendo solo in senso erotico… il fatto che lei rappresenti una debolezza, il fatto che pensi che l’amore non sia un qualcosa destinato a lui visto che chi ha amato gli è stato portato via, fa capire che c’è tanto in questo personaggio. La cosa infatti che risalta all’occhio è che Zerro vuole che Bree pensi che niente lo possa spezzare: il fatto che sappia cosa significhi subire una perdita e conoscere il dolore e l’angoscia che essa comporta, non significa che sia un tipo morbido… anche le scene di sesso servono a far capire che lui ha bisogno di avere il controllo sulla situazione (ovviamente questo tipo di controllo è diverso da quello che trovate scritto riguardo Christian Grey): lui vuole “distruggerla” per poi “rimetterla insieme” come crede. Anche quando lui la porta a cena, risalta fuori il discorso del “perché uccidi la gente?” (ed io mentalmente “perché sei torda??Perchè non ti fai mai i cazzi tuoi???Vuoi morire???”) e Zerro le mette le mani in gola (COME SI FA A NON AMARLO??!?!?!?!?). Ma il post cena sarà la ciliegina sulla torta: state pensando ad una mega sessione di sesso? No no, vi sbagliate! Vi pare che questo libro potesse concludersi così banalmente? La coppietta va da Luccio, perché Zerro vuole chiarire una questione con lui (ovviamente l’oggetto della discussione è stata omessa nella recensione), ma termina in un’altra maniera! Zerro, ferito e salvato da Bree, viene portato in un nascondiglio in montagna: quanto ho invidiato Bree! La descrizione da questo momento in poi è forte e fragile allo stesso tempo e quindi decido di chiudere così la recensione: come reagiresti, tu lettrice, se il libro si concludesse con Bree e Zerro che si scoprono innamorati per poi passare alla scena successiva dove Mack (quel bastardo maledetto!!!) rompe l’idillio per dire che Bree è la talpa e che suo padre è stato colui che ha assassino sua madre? 

Egli in realtà preme il grilletto!


Lo so, ho scritto un papiro e devo finire ancora il secondo libro, mentre l’autrice sta per scrivere il quarto dove ci sarà un altro protagonista. Cosa posso dire? Mi è piaciuto na cifra e mi conforta il fatto che nulla è stato banale, anzi… ho percepito la battaglia interiore del protagonista, ho captato la sua spaccatura psicologica/emotiva tra “devo farlo perché sono il capo” e “non voglio farlo perché non voglio, punto!”.


VOTO: 5 STELLE ++++++++++++++++++++++++++++++


"Mai senza te" di Rebecca Donovan [a cura di Ilenia]

Trama

Cal Logan rimane di sasso alla vista di Nicole Bentley in piedi di fronte a lui, a un party in maschera a migliaia di chilometri dalla loro città natale. Nessuno infatti ha più avuto notizie di lei dal giorno del diploma, un anno prima. Ma la ragazza somiglia solo a quella Nicole per la quale Cal aveva una cotta. Il suo nome è Nyelle Preston e non ha idea di chi lui sia. Nyelle è impulsiva e audace, la sua passione per la vita è contagiosa. Proprio il contrario di Nicole. Cal ne resta completamente affascinato e avvinto. Ma Nyelle è anche molto riservata, fino all’eccesso. E più Cal scopre che cosa nasconde e meno vorrebbe sapere…

Cosa ne pensa Ilenia....

Care amiche, oggi per me è un giorno speciale perché recensisco per la prima volta un libro; beh abbiate pazienza. Ho deciso di iniziare da “Mai senza te” della mia tanto amata Rebecca Donovan, autrice conosciuta in Italia per la pubblicazione de “Il nostro segreto universo Trilogy”, storia alquanto tormentata. 

La Donovan questa volta è tornata con un romanzo auto-conclusivo appartenente al genere Young Adult, dove i protagonisti sono un gruppo di amici: Cal, Nicole, Rae e Richelle. Tutto sembra andare alla grande fra di loro, finché un giorno Richelle si trasferisce a San Francisco e Nicole chiude i ponti con Cal e Rae. Nicole inizia a frequentare l'élite della scuola  allontanandosi sempre più dai suoi amici. Dopo il diploma sparisce, e tutti credono che sia andata ad Harvard.  Una sera, però, alla festa di Halloween, Cal la rivede. E’ lei o non è lei? E’ questo che si chiede Cal Logan quando incontra il suo sguardo, ma come può dimenticare i suoi occhi?


“Non può essere lei”, mormoro
[…]
“Non capisci!”, esclamo. “Ha i suoi occhi”

Nicole ora è così diversa, non sembra più la bambina con la quale lui ha trascorso l’infanzia, eppure, quando la rivede, è sicuro che la ragazza che dice di chiamarsi Nyelle Preston sia Nicole Bentley. E, da quando l’ha rivista, non riesce a smettere di pensare a lei. Spera di incontrarla nuovamente per cercare di capire cosa le sia successo. Lei non è più la ragazzina che  aveva il timore di deludere i propri genitori e di giocare con i suoi amici per evitare di sporcarsi l’abitino rosa con i fiori. La Nyelle di adesso è spensierata e divertente, o meglio in gran parte del romanzo è folle e indecifrabile. Carpe diem è il  suo motto, fai di oggi quello che non potrai fare domani. La suspense ha il sopravvento in tutto il romanzo e, nell’arco della narrazione,  ti chiedi in continuazione cosa sia realmente successo alla protagonista. Perché non riconosce Cal? 



“Cal?”
“Sì?”, rispondo, senza poterla vedere.
“Sei mai stato innamorato”?
Per un attimo c’è solo silenzio.
Non ero preparato a questa domanda.

Nel libro sono presenti frequenti salti temporali dal presente al passato che aiutano a capire meglio la storia. Infatti, bisogna prestare attenzione fin dall’inizio ai punti di vista alternati; possiamo trovarci Cal al presente o una giovane Richelle e Nicole nel passato.

“Per favore non farti male mai più”,
sussurro cercando di non piangere.
“Sei la mia migliore amica.
Quando stai male, sto male anch’io.
Ti prego, non voglio che ti accada più niente di brutto.” 

Ho letteralmente divorato questo romanzo in due giorni. La storia scorre velocemente tra qualche pazzia e l’altra. Vi rivelo un piccolo segreto: NON RIUSCIRETE A STACCARVI DA QUESTO LIBRO. Se in un primo momento il libro può risultarvi piatto, dategli una piccola opportunità perché ne vale assolutamente la pena. E poi con la Donovan non si scherza mai, riuscirà a tenerci sul filo del rasoio fino all’ultima pagina. Vi lascio un piccolo assaggio:


“Aspettiamo una stella cadente, così possiamo esprimere il desiderio di una seconda possibilità. E poi quando cade… esprimo un desiderio per te”.
Apre gli occhi. Sono così luminosi che quasi mi accecano.
“Per me?”
“Già.  Nyelle, voglio essere il tuo migliore amico. Ma non posso essere solo tuo amico”, spiego.
“Tu sei lei… la ragazza dei miei desideri. Quella che mi pentirei per sempre di lasciar andare.”


Che altro dire… aspetto i vostri commenti. La Donovan con “Mai senza te” si guadagna a mio avviso cinque stelline piene. Buona lettura a tutte! 

VOTO: 5 STELLE









lunedì 4 maggio 2015

"Questione di cuore" di Carmen Bruni [Recensione a cura di Barbara]


Trama

È difficile custodire per tanti anni nel proprio cuore un amore non corrisposto. È ancora più difficile se si tratta del migliore amico di tuo fratello. Diventa impossibile se lui ti considera poco più che una sorella. Giorgia, ventitré anni e il sogno di diventare fotografa, ogni volta giura a se stessa di lasciar perdere, di andare avanti per la sua strada e ogni volta, puntualmente, ritorna sui suoi passi. Finché qualcosa non sembra cambiare. Alessandro, dopo aver trascorso un anno a Londra per dimenticare un dolore troppo profondo anche solo da raccontare, non è più quello di prima. C’è un’ombra nuova nel suo sguardo, quella di un segreto difficile da custodire e impossibile da perdonare. E qualcosa nel suo atteggiamento verso Giorgia è cambiato: non è più protettivo, ma geloso e possessivo, e le continue battute si sono trasformate in occasioni per flirtare e sedurla. Il fatto che si sia trasferito nell’appartamento accanto a quello della ragazza rende la situazione ancora più complicata… Giorgia scopre un Alessandro diverso, che finalmente la tratta come una vera donna: la osserva, la studia, la tocca. Ormai convinta che il suo sogno si stia per avverare, Giorgia però non sa che la realtà è ben più complessa e che ci sono verità che, se svelate, sono in grado di spezzare antiche amicizie e promesse. Quale sarà il prezzo di questo amore? E che cosa nasconde Alessandro con tanta tenacia?
Questione di cuore, inizialmente autopubblicato su Amazon, per settimane ha occupato i primi posti della classifica. A grande richiesta delle lettrici, ora Carmen Bruni sta lavorando al seguito.




Recensione a cura di Barbara

Care Lettrici, è il primo libro che mi trovo a recensire, spero di essere il più chiara possibile e di trasmettervi ciò che questo romanzo mi ha suscitato. Parto da una frase per introdurvi il libro di cui vi sto per parlare:

"Quando capisci com'è avere dentro di te un'assenza, non puoi fare a meno di gioire quando quell'assenza si riempie di ciò che hai sempre voluto!".

È la mia frase preferita, tratta dal romanzo di Carmen Bruni "Questione di cuore". 
La protagonista è Giorgia Mancini, ragazza ventitreenne, amante della fotografia che studia presso la Nuova Accademia Di Belle Arti a Milano, innamorata, sin dall'età di 12 anni di Alessandro Castelli, il migliore amico di suo fratello Carlo. Jo coltiva questo suo sentimento, di giorno in giorno, fino a quando non capisce che non è una semplice cotta da ragazzina, ma è innamorata sul serio di quel ragazzo che l'ha sempre colpita sin da quando era adolescente o addirittura una bambina, fino a permettergli di entrare nel suo cuore. Ovviamente ha paura di dichiarare ad Alessandro il suo amore perché è certa che lui non provi nient'altro che un bene fraterno. Ci ritroviamo così, a leggere del classico e dolente "Amore non Corrisposto". Infatti, Ale l'ha sempre vista come una sorella minore, come la sorella intoccabile del suo migliore amico, come la sua piccola e tenera Stellina, fino al momento del suo ritorno a Milano, dopo un anno che ha trascorso a Londra. Da qui ne succedono di vicende, soprattutto perché Alessandro si ritrova a non essere l'amico protettivo ma diventa geloso e possessivo nei confronti di Giorgia. Quest'ultima si continua a domandare se effettivamente il ragazzo che ama da ormai tanto tempo, abbia iniziato a vederla sotto una luce diversa, abbia iniziato finalmente a trattarla come una vera donna e non più come l'ingenua sorellina di suo fratello. Purtroppo, quando ami qualcuno e si è convinti che l'altra persona non provi nulla nei tuoi confronti, oltre ad una semplice amicizia, si ha il terrore di esporsi, per non ricevere un rifiuto, ma anche, per non rovinare quel filo sottile che unisce quel piccolo legame.
 
"Perché, nell'istante in cui avesse scoperto i miei sentimenti, sarebbe andata proprio così, ne ero sicura. Di conseguenza, niente più abbracci, chiacchierate, uscite o stupidi bacetti sulla fronte o sulle guance. E io, che andavo avanti soltanto grazie a quelli, mi sarei condannata a morte."

Giorgia, nota il nuovo atteggiamento di Alessandro verso di lei, ma non è convinta, non si fida, non vuole soffrire ancora più di quanto già non soffra, non sa se tutto può essere vero o frutto della sua fervida immaginazione che sembra stia diventando finalmente realtà. Infatti, succede questo: dal momento del loro primo bacio, quando Giorgia, in un istante in cui è ubriaca (come tutti sappiamo in certe circostanze siamo tutti più lucidi e affermiamo le verità più imbarazzanti) confida al suo amore di essere da sempre innamorata di lui ed Ale nota che nessuna mai prima di Stellina lo aveva accarezzato in quel modo così delicato, come se fosse stato talmente delicato da potersi frantumare.

"Nessuno mi aveva mai baciato come lei. Lentamente, con accortezza, assaporando istante dopo istante come se fossero gocce rare di un elisir miracoloso. Nessuna mi aveva accarezzato il viso come se fosse stata una cosa fragile. Respirato come aria rarefatta. Mi ero perso. Ritrovato e riperso."

Da qui iniziano alcuni tira e molla, soprattutto perché il bel Castelli è considerato un playboy e nonostante Giorgia lo ami da sempre, lui deve conquistare la sua fiducia, e non solo questa, ma anche quella del suo migliore amico. Deve cercare di fargli capire in tutti i modi che non è più lo stesso di un tempo, ma che si è ritrovato diverso grazie a sua sorella, di cui ha scoperto di esserne innamorato.
Ho adorato questo romanzo, mi ci sono imbattuta perché mi ritrovo completamente nell'impacciata Giorgia. È difficile amare una persona e non potergli dire: "Guarda sono qui per te, farei qualsiasi cosa affinché tu sia felice". La protagonista nasconde ogni più piccolo sentimento per ben dieci anni, ma un giorno accade l'inaspettato: Alessandro la vede diversa. Questo libro ha tutto: romanticismo, ironia, amore. È stata una lettura piacevolissima: uno perché amo i libri raccontati in prima persona; due perché, oltre al punto di vista femminile, ci sono capitoli raccontati da quello maschile, in cui riesci a capire cosa prova e pensa il sesso opposto; tre perché mi ha coinvolto, mi ha trascinato pagina dopo pagina per scoprire fin dove arriverà l'amore tormentato della protagonista. Ho adorato ancora di più questo libro, perché i personaggi sono due persone normalissime. Nessun amministratore delegato, nessuna donna mozzafiato. Giorgia è una ragazza semplice, la classica bellezza acqua e sapone. Alessandro per me, è il ragazzo della porta accanto, simpatico, divertente e bello che a tutte piacerebbe avere al proprio fianco. Mi piace leggere di quelle storie possibili, in cui riesci a credere che l'anima gemella esista davvero, che tutto ciò che si sogna, che quella persona tanto desiderata, possa un giorno aprire gli occhi e notarti, vedere finalmente che ci sei, che ci sei sempre stata e che potrai esserci per sempre. Per chi cerca un libro che racconti la storia di un amore puro, vero e sincero, capace di far sognare, di farti immedesimare nei momenti di gioia e in quelli sofferenti consiglio "Questione di cuore" di Carmen Bruni. L'ho apprezzato sin dalle prime pagine e l'ho divorato fino alle ultime. Mi è piaciuto un sacco. Non vedo l'ora di leggere una prossima opera di questa bravissima autrice italiana. Complimenti Carmen per avermi regalato delle belle emozioni!
A presto,
Barbara.


VOTO: 4 STELLE

sabato 2 maggio 2015

"Red & Wolfe" di Ella James [INEDITO IN ITALIA]


Partiamo con una storia che si basa sulla favola di Cappuccetto Rosso. Ella James crea un racconto che è veramente hot, forse… fin troppo hot!

Un hot che, a volte, ho ritenuto eccessivo! Addirittura ho pensato che le scene di sesso fossero state messe lì a caso oppure giusto per riempire un vuoto nel libro perché non si sapeva che cosa scrivere o come “allungare il brodo”. Quindi, donne, state per “incontrare” Cappuccetto Rosso e il Lupo cattivo.  

“Questa non è la mia vita. Non può essere la mia vita” 



Quando Sarah Ryder, detta “Red” perché ha i capelli rossi, perde il lavoro come critico d’arte per un giornale di Boston, non si sarebbe neanche minimamente aspettata che il suo fidanzato la lasciasse per un’altra. Ma, questo abbandono, ha avuto ulteriori ripercussioni: i due condividevano un appartamento e, di conseguenza, dividevano le spese. Ora Red è costretta a pagare la cifra intera di quell’abitazione. Dopo due mesi passati senza lavoro né soldi, Red è a pezzi: non può più fare le cose che faceva prima, non può più accettare gli inviti a uscire, rifiuta l’invito della sua amica Katie a trasferirsi da lei. La sua diventa una vita fatta di ristrettezze: per tirare avanti, lei mette in vendita on-line quasi tutte le sue cose al fine di racimolare il denaro che gli serve. Devo dirvi che, questa parte del libro incentrata sulle difficoltà di lei, mi è piaciuta tanto… ma non perché sia una sadica e mi piace vedere qualcuno soffrire! Ma, piuttosto, per come Red affronta il problema! Questo pezzo è un qualcosa che tranquillamente accade anche nella realtà che ci circonda, dunque immaginate la scena: lei è sempre alla ricerca di un lavoro che non trova, lei è talmente disperata che ha anche considerato l’ipotesi di fare l’escort se questo le garantirebbe un tetto sopra la testa. Ma la ragazza ha una risorsa nelle sue mani. C’è da premettere che la nostra protagonista non ha famiglia… eppure, qualcuno c’è ancora in vita, sua nonna materna: Gertrude O’Malley è una scrittrice famosa che vive da sola su un’isola chiamata Rabbit Island. Red le chiede un aiuto economico… un aiuto che ottiene e quantificato in 30.000 dollari. Un aiuto che richiede qualcosa in cambio. 

 
Il mio telefono vibra: un’e-mail.


  Lei ha scritto solo una parola: “Vieni” 

Ma non è stata la nonna di Red a fare tutto questo. James Wolfe non è la nonna di Red. È un uomo che, sei anni prima dell’inizio di questa storia, è stato processato per l’omicidio di sua moglie. È un uomo che vive da solo su quella stessa isola e che dipinge sotto il misterioso pseudonimo di “W”. Nessuno, eccetto suo cugino Bob, sa dov’è James. Nessuno, eccetto Bob, sa che James e “W” sono la stessa persona. Per James, l’isola è molto importante per avere privacy e conservare il suo anonimato come “W”. Ma l’isola non è sua, è di Gertrude e, di conseguenza, spetta di diritto a Red. Ecco perché non mi sono meravigliata delle varie macchinazioni mentali di quest’uomo. Quando Red e James s’incontrano, io non sapevo se ridere o piangere… quindi immaginate la scena: lei è convinta d’imbattersi in una vecchietta coi capelli grigi e invece si ritrova davanti un bel pezzo di manzo…ops, volevo dire un uomo che sùbito la informa che sua nonna è morta, che lui le ha gentilmente donato i soldi, ma che se l’è ripresi perché voleva avere la certezza che lei andasse! Immaginate la faccia di Red che si sente dire tutto questo. Aggiungete lo stupore nel sentirsi affermare che riavrà i soldi, più altri 30.000 dollari se gli cederà l’isola, più altri 10.000 se andrà con lui sull’isola per una notte al fine di visitarla e parlare della firma per la cessione (30.000+30.000+10.000=70.000). In tutto questo clima di contrattazioni, aggiungete anche i pensieri mentali porno di lui. 

“Sei come… il lupo cattivo”



Ovviamente James non è uno stupido, non gli ha fornito il suo vero nome, ma neanche uno totalmente falso: Race. Quando il “lupo” convince Red a salire sulla barca e ad andare sull’isola, scoppia l’attrazione: Race, badate bene, la vuole in tutti i modi possibili e in tutti i luoghi (canticchiavo in testa la canzone di Valerio Scanu… “in tutti i luoghiiiiii e in tutti i laghiiiiiii” che tralaltro cade pure a pennello visto l’ambientazione). 


“Voglio assaggiarti. Mi piacerebbe assaggiarti.” 


Inutile che vi dica che da qui in poi è tutto sesso, l’80% del libro lo è… non vi nascondo neanche che, quando lui ha chiesto a lei se sapesse cosa fosse una sottomessa, mi sono cadute le braccia (della serie “Qualcuno mi aiuti, sono entrata nel tunnel e non è quello del divertimento cantato da Caparezza”)! Ovviamente, anche lui è un maniaco del controllo (ovviamente), anche a lui piace legare (ovviamente i miei pensieri sono volati al libro “Legami” e mi sono cadute “altre cose” dopo le braccia). Quindi, saltando questo sesso selvaggio, cerchiamo di vedere cosa succede di importante. Red capisce che Race, in realtà, è James Wolfe (naturalmente ometto come lo capisce). Lui si agita: ora che lei sa la verità, rappresenta una minaccia e ha bisogno che Red firmi un documento di riservatezza. Ma lei gli dice che non è l’unica a saperlo e i documenti diventano due. Questi documenti non li ha in casa, quindi qualcuno glieli deve portare sull’isola. Doveva essere Bob, il cugino, a farlo. Ma non è così. I fatti a seguire sono raccontati tutti in maniera veloce: Race rinchiude Red in una stanza, deve essere lucido e vedere come risolvere la situazione. Non può permettersi il lusso che il mondo sappia dove si trova. Ma proprio in quel momento viene sedato e catturato 



“Quindi questo è il dominatore killer?” 

Sull’isola non è arrivato Bob, ma l’avvocato John Linn che ha un unico scopo: uccidere Race e vendicarsi di Cookie. Ora vi spiego! Cookie era la moglie di Race. È stata costretta a sposarsi, ai tempi che furono, affinché potesse ereditare il patrimonio familiare. I due non si amavano, ragion per cui erano una coppia aperta. Col tempo però Race si era innamorato veramente della moglie, ma lei non ricambiava i suoi sentimenti e aveva il suo sottomesso fisso con cui “giocare” (e già, essendo questa una storia strana, doveva avere alle spalle un’altra storia strana). Peccato che sia Cookie che il suo amante siano stati ritrovati impiccati e Race accusato dell’omicidio. Ora Lynn vuole vendetta, ma Race riesce a mettere lui e gli uomini che si è portato dietro ko e ha bisogno di trovare Red, perché anche lei è stata catturata. Dopo averla salvata, lui le dice di andarsene perché l’isola non è sicura. Il loro distacco è difficile, ma avviene (vi devo per caso dire cosa fanno prima che lei parta???). Passano 7 giorni e Red incontra Bob che le porta dei documenti che deve firmare (vi dico solo che è un documento che non riguarda la riservatezza, ma un’altra questione). Ma a Red non basta e ritorna sull’isola: mentre i due sono impegnati nella loro “attività” preferita e sono nudi nel letto, qualcuno sta puntando una pistola nella loro direzione. Il vero assassino di Cookie, il vero colpevole è lì e ora vuole ucciderli. Chi sarà mai costui? E come finirà per “Cappuccetto Rosso” e il “Lupo cattivo”?

Bè, mi aspettavo qualcosa di più, qualcosa di diverso. Sinceramente non voglio fare la pudica, ma penso che l’elemento hot non sia una cosa facile da gestire in un libro: può essere un’arma a doppio taglio.  Non mi è piaciuta molto questa storia, fatta eccezione per due scene… vi dico tranquillamente che, quando facevo pausa dal leggerlo, faticavo a riprenderlo in mano! E cercavo sempre di distrarmi con altre letture. Quanto tempo ho impiegato a leggere questo libro? Otto giorni. Ho avuto l’angoscia, non finiva mai. Quando si stava facendo interessante, ecco che l’atmosfera veniva spezzata dal sesso. Per non parlare della scena finale che mi ha fatto scoppiare dalle risate: loro due nudi nel letto a fare le acrobazie sessuali e l’assassino che azzecca il momento giusto!! Ahahahaha!!! Leggerò altro dell’autrice, voglio vedere se ha avuto e/o ha altre carte da giocare. 


VOTO: 2 STELLE

venerdì 1 maggio 2015

"Non posso fare a meno di te" di Monica Murphy (Billionaire Bachelors Club series #1)


Sinossi


Il milionario Archer Bancroft ottiene sempre ciò che vuole e da troppo tempo desidera Ivy Emerson, la sorella del suo migliore amico, che proprio in quanto tale è proibita e intoccabile, una tentazione ancora più forte. Quando lui e i suoi amici, lanciandosi una sfida, scommettono un milione di dollari su chi rimarrà scapolo più a lungo, Archer è convinto di poter vincere. Fino a quando, dopo una serata incantevole trascorsa insieme a Ivy, il suo cuore inizia a battere forte
come non pensava fosse possibile… Ivy sa che Archer è un uomo irritante, arrogante e nonostante i suoi sforzi, non riesce a stargli lontano. E quando un bacio rubato si trasforma in una notte bollente, anche lei si rende conto di essere nei guai. Ma alla luce del giorno, Archer non è più così sicuro che una sola notte di passione sia tutto quello che vuole. Per avere Ivy al suo fianco, potrebbe essere disposto a perdere la scommessa… e vincere il jackpot.

Lui è un milionario arrogante
Lei la sorella del suo migliore amico
Per quel bacio potrebbero perdere tutto


Recensione di Roberta


Buongiorno ragazze, oggi sono contenta di potervi parlare di “Crave”, il primo libro della trilogia “A Billionaire Bachelors Club” di Monica Murphy, l’autrice di “One Week Girlfriend” che ha riscosso un bel successo in Italia grazie soprattutto ai tre personaggi basilari della serie quali Drew, Fable e Owen. Quindi iniziamo questa nuova avventura e partiamo subito da un presupposto: gli uomini si danno sempre la zappa sui piedi da soli. Al ricevimento di nozze di un loro amico, tre scapoli milionari bellissimi di nome Archer Bancroft, Gage Emerson e Matt DeLuca, discutono sugli svantaggi di avere nella propria vita una donna.
 
“Il matrimonio rappresenta un cappio intorno al collo, 
che stringe ogni miserabile giorno.”
 
 
Pur avendo, ognuno di loro, una valida motivazione per pensare ciò, con “Crave” capiremo perché Archer Bancroft la pensa così. Lui non ha alle spalle una solida famiglia che possa fare da esempio significativo dell’amore: come potrebbe aprire il suo cuore a qualcuno, se è stato protagonista dell’odio e degli inganni che i suoi genitori si scambiarono/scambiano di continuo? Per lui, il controllo è tutto. Non ci guadagnerebbe niente a lasciarsi andare e a rivelare i propri sentimenti, perché tutto ciò rende solo più vulnerabile una persona. Mentre i tre moschettieri (li ho ribattezzati così XD) continuano a esporre le loro tesi su quanto sia bello essere scapoli (secondo me, Gage è quello messo peggio dei tre), scatta una scommessa: nessuno di loro ha bisogno di una donna o di una relazione, per non fare la stessa fine del loro amico/sposo. Troppo facile per Gage che alza la posta in palio.

“Un milione di dollari per l’ultimo uomo single in piedi.” 

Avete capito bene! Chi non cadrà nella rete dell’amore, chi resisterà alla tentazione di non legarsi a qualcuno, avrà vinto il bottino. L’ultimo “Highlander a sopravvivere” sbancherà il botteghino insomma! XD Ma c’è bottino e… bottino. Non tutti sanno che Archer parte già svantaggiato, perché ha un punto debole: una donna giovane, bella, ma intoccabile. Lei è troppo per lui, eppure la vuole. Questa donna si chiama Ivy Emerson e… si, è la sorella di Gage! Ragion per cui lei è off limits, anche perché Archer non vorrebbe mai ritrovarsi con le palle appese ad un albero! I due si conoscono da quando erano ragazzini, dal momento in cui Archer ha cominciato a esser una presenza quasi fissa a casa Emerson per non stare coi suoi pessimi genitori (non vi ricorda un po’ Owen che scappava a casa dell’amico Wade?): finché lei era una giovincella non rappresentava un problema considerarla come una sorellina, ma ora che è sbocciata in tutto il suo splendore… lì, la situazione si fa più critica! Non riesce, in pratica, a frenare tutti quei pensieri sbagliati che il suo cervello (quale dei due cervelli?? XD) elabora.  

 

“Volevo stare con lei nel modo peggiore possibile” 
[…] 
“Non voglio farle del male, perché glielo farei.” 

Ma ora c’è una scommessa in atto e bisogna vincerla, anche perché Matt ha aggiunto una clausola a questo patto: non vi dirò nel dettaglio di cosa si tratta, ma tenete a mente queste parole “Ivy è solo Ivy, non conta” (una frase insignificante? Ma quanto farà soffrire!). Ivy, presente anch’essa al ricevimento, è una designer d’interni che lavora per una delle migliori designer di San Francisco. Ha chiuso, di recente, una storia con un coglione ed ora, mentre osserva gli invitati e gli sposi, i suoi pensieri si fanno più cupi.  

“Sono gelosa di tutta la felicità che mi circonda. 
I matrimoni mi ricordano che sono sola.” 

Ma quando Archer le si avvicina e le chiede di ballare, una strana elettricità comincia a formarsi nell’aria. 

“E’ solido come una roccia. 
Mi chiedo che aspetto abbia sotto tutti questi fronzoli.” 

Al contatto con lei, Archer non è da meno: seppur di mezzo ci sia questa scommessa idiota, non riesce a non pensare al fatto che lei potrebbe essere la sua eccezione, l’unica con la quale potrebbe crearsi non dico un futuro ma qualcosa di simile. Ma, durante il ballo, una risposta sgradevole di lui porta lei ad allontanarsi e a scappare fuori a prendere una boccata d’aria. E qui, signore, inizia la nemesi del nostro protagonista: complice le scuse, complice la notte, complice il nascondersi dalle donne che lo cercano, complice lo champagne… insomma, scatta un bacio 

“Ivy” […] “Mi dispiace”
“Per che cosa ti stai scusando?”
 
Culla il mio viso con le sue grandi mani calde e abbassa la testa, 
lo sguardo fisso sulla mia bocca per un lungo momento, 
senza fiato, prima che sollevi le palpebre, gli occhi scuri incontrano i miei.
 
“Questo”, sussurra appena prima di baciarmi. 
 
Potrà questo bacio cambiare le carte in tavola? Ma, soprattutto… si fermeranno solo al bacio? “Odio ammetterlo, ma Archer ha completamente scosso il mio mondo. Nessun altro uomo mi ha mai fatto venire in quel modo. O venire, punto” Quello che mi piace di questo libro sono i fraintendimenti: anche se tra i due c’è veramente quell’elettricità nominata prima, anche se si vogliono ma la paura di perdere una parte di sé li blocca sulla posto, anche se… tante cose insomma, ci sono sempre dei maledetti equivoci che portano lei ad allontanarsi da lui nel corso della lettura.  “Mi manca Ivy. Mi dispiace aver definito quello che è successo tra noi un errore.”  Avete presente quella canzone di Gianna Nannini che dice “Questo amore è una camera a gas, è un palazzo che brucia in città, questo amore è una lama sottile, è una scena al rallentatore, questo amore è una bomba all'hotel, questo amore è una finta sul ring, è una fiamma che esplode nel cielo, questo amore è un gelato al veleno”? Ecco, potrebbe essere la colonna sonora del libro! Ci sono situazioni altalenanti: momenti emozionanti seguiti da momenti “vuoti”, momenti di pace a cui fanno seguito momenti che potremmo definire di lutto! Si, lutto… perché, quando si ritrovano lontani, lei si comporta come una di quelle ragazzine che si siedono sul divano, con un occhio guardano i reality show e con l’altro il cellulare; Archer, invece, si tuffa sul lavoro e, nel frattempo, fa una retrospezione di sé chiedendosi in continuazione cosa c’è di sbagliato in lui. 

“Posso essere sincera?” 
chiede all’improvviso, distraendomi dai miei pensieri.
 
“Per favore. Con tutti i mezzi.”
Lei mi guarda, il suo sguardo diretto, la sua espressione seria. 
 
“Mi fai paura.”
 
Ottimo. Sentimento reciproco. 
“Non voglio fare quello che non vuoi.”
 
“Non è di quello che ho paura.” 
 
Lei espira rumorosamente. 
“Stare in tua presenza è come andare ad una corsa esilarante sulle montagne russe, e sono costantemente terrorizzata dal fatto che potrei cadere e tuffarmi verso la mia morte in qualsiasi momento.” 

Ecco. Montagne russe è l’espressione giusta. Il loro rapporto è come fare un giro, forse più di uno, su queste montagne: toccare il cielo con un dito per poi toccare il fondo. Ma toccheranno il fondo? Dopo l’ennesima fuga di lei, Archer la rivuole e usa CRAVE per riaverla nella sua vita. Ma durerà questa volta? O ci sarà un’altra fuga? Concludo, perché qui mi sto commuovendo se ripenso al finale! Forse non lo avete notato, ma non vi ho detto che lavoro fa il protagonista. Bè, la cosa è voluta perché altrimenti avreste capito cos’è CRAVE! E vi avrei spifferato anche altre cosette su Archer! Spero che la Newton, quando pubblicherà il libro il prossimo anno, mantenga il titolo originale. Una cosa che mi ha colpito? Archer non sarà Drew, Ivy non sarà Fable… ma quando leggi che LUI viene odiato e messo in difficoltà da suo padre e LEI non ha mai provato forti emozioni fisiche perché definita ‘frigida’ da uomini ignoranti, ti si apre una voragine nel petto e pensi ‘Monica Murphy, mi hai colpito e affondato… di nuovo!’ Se devo, invece, trovare un difetto, allora non mi resta che dire che il finale mi sembra un pochino frettoloso: per avere 120 pagine, non posso definirlo “libro” ma neanche “novella”…  Preferisco che, quando si tratti di trilogie e/o serie dove il primo libro ha il compito fondamentale di dare un’infarinatura generale della storia concentrandosi poi ad approfondirne una, sia minimo un 200 pagine. Sicuramente in “Torn” (#2, protagonista Gage) e “Savor” (#3, protagonista Matt) rincontrerò personaggi già noti, ma spero che in “Intoxicated” (#3.5) la Murphy si rifaccia di alcune mancanze precedenti.
 
VOTO: 4 STELLE